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sabato 25 luglio 2009
La Xa MAS e Teseo Tesei contro Malta: 25 luglio 1941
venerdì 13 febbraio 2009
Centro Studi Repubblica Sociale Italiana

L’istituzione del «Centro Studi e documentazione sul periodo storico della Rsi» è stata lanciata dal Comune di Salò, dalla Provincia di Brescia e dalla Regione Lombardia a metà degli anni Novanta. Un impulso deciso venne dall’allora Assessore alla Cultura della Regione Lombardia Marzio Tremaglia, che nutriva progetti ambiziosi. Lo comprovò deliberando un primo sostanzioso contributo per la dotazione delle strutture ai locali del Centro. Dopo lunghe trattative, l’insediamento dei suoi organi dirigenti e l’avvio dell’attività sono stati possibili a partire dal 2003.
Per quel che ci compete, ci siamo preoccupati da un lato di puntare tutto (quel poco che abbiamo avuto a disposizione) sull’allestimento delle strutture volte alla ricerca – l’istituzione di una biblioteca con un costante implemento del patrimonio librario, l’acquisizione di fondi documentari (vuoi da privati, vuoi dall’Associazione dei Prigionieri non cooperatori, vuoi infine dall’Unione nazionale combattenti e reduci della Rsi) e l’allestimento di un archivio di fonti orali (un centinaio di interviste realizzate) – e dall’altro lato di offrire agli studiosi – tutti gli studiosi di buna volontà – una tribuna aperta per la discussione e la ricerca.
Risultato: quattro convegni in quattro anni, quattro pubblicazioni di atti, un volume fotografico sulla vita quotidiana al tempo della Rsi e molto altro ancora.
mercoledì 17 dicembre 2008
I libri dell'Associazione ITALIA - Our Military History books

I libri editi dall'Associazione sono posti in vendita per autofinanziare le attività della stessa. Enti o Associazioni con finalità simili possono richiedere una copia omaggio.
Per info e acquisti: ars_italia@hotmail.com
Clicca sui link sottostanti per visualizzare le schede dei libri:
Libro: Emme rossa!
I Battaglioni M nella campagna di Russia, 1941-1943
The Black Shirt Bns, Eastern Front, 1941-1943 (with unpublished photographs from the Italian Army Historical Archives)
Libro: Ricordi di un'Ausiliaria
Con il Barbarigo da Roma al Fronte Sud
Libro: Ricordi di un'Ausiliaria
Con il Barbarigo da Roma al Fronte Sud
Memoirs of a young Woman Auxiliary of the Xth MAS (Marine Infantry), from the fall of Rome to the last Allied offensive in Italy (Senio river), 1944-1945 (with unpublished photographs)
Libro: Marò a sedici anni
Con la Divisione San Marco in Liguria, 1944-1945
Libro: Marò a sedici anni
Con la Divisione San Marco in Liguria, 1944-1945
Memoirs of a young San Marco RSI Marine Infantry Division marine, Northern Italy, 1944-1945 (with unpublished photographs)
Libro: BOMBE SU PALERMO
Cronaca dei bombardamenti aerei 1940-1943
Il libro è disponibile nelle librerie specializzate in tutta Italia, e a Palermo nelle librerie Flaccovio, Ausonia, Campolo, Sciuti, Kalós e Broadway.
Chronicle of the Allied bombings of Palermo, Sicily, 1040-1943 (with unpublished photographs)
Libro: BOMBE SU PALERMO
Cronaca dei bombardamenti aerei 1940-1943
Il libro è disponibile nelle librerie specializzate in tutta Italia, e a Palermo nelle librerie Flaccovio, Ausonia, Campolo, Sciuti, Kalós e Broadway.
Chronicle of the Allied bombings of Palermo, Sicily, 1040-1943 (with unpublished photographs)
La battaglia del Piave, giugno 1918
The battle for the river Piave, 1918. With photos from the Italian Army Historical Archive.
Le termopili delle CC.NN. in Etiopia
The Black Shirts in Ethiopia: the battle of Uarieu pass
Sui MAS nel Tirreno, 1943-1945
Memoirs of a Naval Officer of the Xth MAS Flottilla, 1944-1945 (with some unpublished photographs)
Un artigliere Alpino dalla Grecia alla Decima MAS
Memoirs of an Artillery Officer, from the Royal Italian Army in Greece, to the Marine Inf. Bn. Barbarigo, Xth MAS Flottilla, Northeastern Italy - Senio River, 1940-1945 (with some unpublished photographs)
Dall'AOI alla Monterosa in Garfagnana
Memoirs of an Artillery Officer, from the Royal Italian Army in Greece, to the RSI Mountain (Alpine) Div. Monterosa against the 92nd Infantry Division "Buffalo", 1940-1945 (with unpublished photographs)
Libro: SOTTO TRE BANDIERE
Il Generale Giorgio Farotti REI-Decima MAS-EI
Memoirs of an Officer; from the Royal Italian Army COIN operations in Yugoslavia, to the Marine Infantry Bn. Barbarigo, Northeastern Italy to the last Allied offensive in Italy - Senio River, 1940-1945 (with unpublished photographs)
Storia del Cimitero di Guerra del Btg. Barbarigo a Nettuno
The Anzio-Nettuno Xth MAS - RSI units War Cemetery.
Libro: CAMERATA TAVIANI PRESENTE!
Cronaca semiseria dei voltagabbana italiani, politici e intellettuali
Libro: CAMERATA TAVIANI PRESENTE!
Cronaca semiseria dei voltagabbana italiani, politici e intellettuali
A tragicomic history of turncoat italian politicians and intellectuals...
Worldwide orders, please contact:
Ermanno Albertelli Editore
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Ermanno Albertelli Editore
C.P. 395 - 43100 Parma (Italy)
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sabato 6 dicembre 2008
Storia o ControStoria?

Presentiamo ai nostri lettori il sito:
www.controstoria.it
Dall'introduzione al sito:
www.controstoria.it
Dall'introduzione al sito:
Perchè questo sito... perchè di fronte alla dilagante e voluta disinformazione sul periodo in esame, il Ventennio e la Seconda Guerra Mondiale, ho voluto contribuire a mio modo, a ristabilire le verità che ai più sono assolutamente sconosciute. Non è revisionismo, anche se la storia in quanto tale, deve essere sottoposta a revisione, sempre e comunque; non è stravolgere i fatti di quel periodo o fornire delle false interpretazioni, ma è collocare nel giusto ordine tutte le informazioni e soprattutto far capire, a chi vuole capire, che a volte piccole sfumature, opportunamente tralasciate, possono dare un quadro distorto della reale situazione. Ovviamente tutto ciò vale se una persona senza preconcetti, vuole davvero conoscere e valutare quella storia d’Italia (Fascismo e Benito Mussolini, Seconda Guerra Mondiale, Repubblica Sociale Italiana e Guerra Civile) che oggi è ormai così consacrata ed inviolabile, liberandosi finalmente dalle tante falsità e mistificazioni che opportunamente e quotidianamente ci vengono proposte. Troverete qui sicuramente nuove informazioni non reperibili sui testi ‘ufficiali’ e difficilmente recuperabili altrimenti, se non su diversi libri di autori che si possono anche definire coraggiosi, proprio perchè hanno volutamente scritto nuove pagine di storia, sostenendole spesso con documenti inoppugnabili. Il mio lavoro non vuole essere un’alternativa a questi libri e a questi autori, ma un punto di partenza per scoprire quanto, fin dalla scuola, ci è stato negato; consultando il sito scoprirete, al contrario, quanto è importante completare questo percorso e quindi procurarsi i testi indicati, valorizzando così anche l’attività di queste persone. Ed è per questi motivi che v’invito a seguirci, ed eventualmente a collaborare, con assidua frequenza; il materiale da pubblicare in mio possesso, recuperato spesso negli archivi del Ministero della Difesa, è davvero notevole. Non è sufficiente una rapida occhiata per scoprire ciò che è presente nel sito; il mio consiglio è quello di dedicarci del tempo, e potrete così apprezzare quanto è stato fino ad oggi raccolto, catalogato e pubblicato. E soprattutto fateci conoscere: ControStoria, a differenza di altri siti, vuole offrire informazioni e materiale non scontato, molto spesso frutto di giornate intere dedicate alla ricerca e di spese non indifferenti per raggiungere l’obiettivo. Premiate il nostro impegno visitandoci e facendoci conoscere. Benito Mussolini, il Fascismo, il Nazismo, il Comunismo, la Seconda Guerra Mondiale, il Ventennio, la Guerra Civile in Italia, la Prima Guerra Mondiale: questi i più importanti temi trattati in ControStoria, secondo una logica ben precisa. Nelle Sezioni troverete, oltre alle pagine istituzionali di qualsiasi sito, l’elenco delle Fonti a cui ho attinto le informazioni qui riportate e le Immagini, una cospicua raccolta di fotografie scattate in giro per l’Italia, nei luoghi importanti dal punto di vista storico. La Libreria e le Recensioni contengono una serie di libri qui pubblicizzati o personalmente recensiti; nei Documenti sono presenti numerosi testi relativi a tutti i periodi storici trattati. I nove Capitoli meritano un discorso a parte: rappresentano il cuore di ControStoria e in essi sono raccolti centinaia di brani estratti dai testi in mio possesso, suddivisi logicamente in ‘Il comunismo’, ‘Il Fascismo’, ‘l’Italia in guerra’, ‘8 Settembre 1943’, ‘ Guerra civile in Italia’, ‘I campi degli Alleati’, ‘Le foibe’, ‘I crimini dei vincitori’, ‘Dopo il conflitto’. Qui in particolare avrete modo di scoprire come la storia recente è stata deformata a piacimento dai vincitori o da quelli che tali si considerano. Le Aree Tematiche, ove sono stati e verranno sviluppati temi specifici, quali le Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana, la storia dell’ARMIR, ovvero l’Armata Italiana in Russia, la guerra bianca sull’Adamello durante la Grande Guerra, i retroscena della nostra sconfitta annunciata e voluta durante la Seconda Guerra Mondiale, ecc. Infine, ma non ultima, la nuovissima area dedicata alla ricerca dei nostri Caduti, contenente consigli ed indirizzi per ottenere le informazioni più precise sui propri cari caduti o dispersi durante la Prima o la Seconda Guerra Mondiale. Ma gli obiettivi di questo sito non finiscono certo qui: come ho già scritto, questo lavoro è dedicato ai combattenti della Repubblica Sociale Italiana, ma non vogliamo con questo dimenticare tutti quei valorosi soldati che combatterono sui vari fronti della Prima e della Seconda Guerra Mondiale e che si sacrificarono, spesso con la vita, per il loro Paese.
Rivista Seconda Guerra Mondiale

Un interessante bimestrale dedicato alla storia del secondo conflitto mondiale, disponibile solo in abbonamento o nelle librerie specializzate, vedi lista seguente:
Spazio Ritter, Via Maiocchi 28, 20129 Milano Tel. 02 201310 Fax 02 29510499 http://www.ritteredizioni.com/
Libreria Militare, Via Morigi 15, 20123 Milano Tel/Fax 02 89010725 http://www.libreriamilitare.com/
Libreria Europa, Via Tunisi 3/a, 00192 Roma Tel. 06 39722159 http://www.libreriaeuropa.it/
Associazione Culturale Raido, Via Sciré 19, 00100 Roma Tel/fax 06 86217334 http://www.raido.it/
Libreria Controcorrente, Via Carlo De Cesare 11, 80132 Napoli Tel. 081 421349 http://www.controcorrentedizioni.it/
Per informazioni: Editoriale Lupo - Via Ponte a Vicchio, 32 - 50039 Vicchio (Firenze)
Tel. 055 849 75 14 - www.editorialelupo.it
Sommario dell'ultimo numero:
L'invasione sovietica della Polonia
Italia ed Europa sud-orientale alla vigilia della guerra (3a parte)
La riorganizzazione dell'esercito USA (2a parte)
La Leibstandarte Adolf Hitler (4a parte)
LRDG: gli scorpioni del deserto (2a parte)
Le navi corsare del Terzo Reich (1a parte)
Il confronto tra lo Spitfire ed il Bf.109
Il Gruppo Corazzato San Giusto
La Sten al servizio dell'Asse (1a parte)
lunedì 1 dicembre 2008
Ricordo di Alberto Piccoli...
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giovedì 27 novembre 2008
Viaggio intorno alla RSI

Con questa presente, Sergio Arduini , ha il piacere di invitarVi, domenica 7 dicembre 2008 alle ore 16, a Frosinone presso il locale sito in Via Gaeta n.70 ( zona Stazione),
dove si terrà un incontro storico culturale dal titolo
“VIAGGIO INTORNO ALLA RSI CON I SUOI PROTAGONISTI”.
Parteciperanno all’ incontro:
BARTOLO GALLITTO
(Decima MAS Btg NP e Presidente Nazionale Associazione Combattenti Decima MAS)
MARCELLO LAMA
(Decima MAS Btg VALANGA)
MARIO COEN BELIFANTI
(Cacciatori degli Appennini).
L’ introduzione sarà da SERGIO ARDUINI
Associazione Decima MAS
martedì 21 ottobre 2008
KOS: Una tragedia dimenticata

ASSOCIAZIONE “EREDI DELLA STORIA” E FONDAZIONE A.N.M.I.G.
Sabato 8 novembre 2008 , alle ore 18,30 , presso la Sala Convegni “Beniamino Finocchiaro” (Fabbrica San Domenico) a Molfetta, si terrà il Convegno in cui sarà presentato un libro di memorie e testimonianze dal titolo:
KOS : UNA TRAGEDIA DIMENTICATA
Settembre 1943 / Maggio 1945
il dr. Michele Spadavecchia, Consulente storico Ass. “Eredi della Storia”
presenterà l’ autore del libro, il Col. Pietro Giovanni Liuzzi
Interverrà il Col. Vincenzo Grasso
Sabato 8 novembre 2008 , alle ore 18,30 , presso la Sala Convegni “Beniamino Finocchiaro” (Fabbrica San Domenico) a Molfetta, si terrà il Convegno in cui sarà presentato un libro di memorie e testimonianze dal titolo:
KOS : UNA TRAGEDIA DIMENTICATA
Settembre 1943 / Maggio 1945
il dr. Michele Spadavecchia, Consulente storico Ass. “Eredi della Storia”
presenterà l’ autore del libro, il Col. Pietro Giovanni Liuzzi
Interverrà il Col. Vincenzo Grasso
giovedì 16 ottobre 2008
Marò a sedici anni - Nota dell'editore

Di seguito, la nota introduttiva al libro Marò a sedici anni, di Sergio Moro.
Oggi mi fanno paura quegli storici che sanno di avere sempre ragione e che pretendono di mettere il chiavistello e il sigillo di ceralacca a ricerche considerate tabù, i cui risultati considerano ormai da tempo assodati felicemente per il bene di tutti.
Oggi mi fanno paura quegli storici che sanno di avere sempre ragione e che pretendono di mettere il chiavistello e il sigillo di ceralacca a ricerche considerate tabù, i cui risultati considerano ormai da tempo assodati felicemente per il bene di tutti.
Ariel Toaff
Dalle memorie del Marò Sergio Moro, con la loro semplicità e schiettezza, emerge prepotente un amore per la Patria genuino, senza retorica, e il carattere equilibrato dello scrivente, un uomo − un ragazzo − che ama la sua famiglia e la sua Patria, e che ha fatto, sessanta anni fa, delle scelte che oggi appaiono straordinarie, ma che all’epoca hanno rappresentato la normalità per decine di migliaia di italiani. Una “normalità” di sacrifici e di sofferenze, di paura e di coraggio, per le quali questi italiani non hanno avuto medaglie o riconoscimenti, ma semmai angherie e disprezzo, se avessero militato nella Repubblica Sociale Italiana, o semplicemente sussiego se avessero servito nel Regio Esercito. La storiografia, e più in generale, quasi tutta l’intellighentsia culturale italiana hanno relegato in un angolo le vicende storiche e umane dei soldati italiani nella seconda guerra mondiale, divenuta “la guerra di Mussolini”, a tutto vantaggio di chi era stato − o si era accodato − in quella che la vulgata volle come unica parte vincitrice della “guerra di liberazione”, ossia la “Resistenza”, e preferibilmente quella di matrice comunista. Ancora oggi, infatti, nonostante una tardiva e limitata presa di coscienza da parte della storiografia ufficiale della partecipazione (peraltro marginale, e osteggiata dagli Alleati) del Regio Esercito alle operazioni delle FF.AA. Alleate in Italia nel 1943-1945, si arriva a presentare con gran rilievo mediatico, e ancor peggio, istituzionale, il diario di Bruno Trentin, rappresentante di spicco del sindacato e all’epoca giovane antifascista, dove la frase chiave del diario, pronunciata dal padre alla proclamazione dell’Armistizio, è: “È la guerra che comincia! [quella di “liberazione”, evidentemente, NdE]”. Alla quale fa subito eco il figlio: “La guerra vera per l’Italia vera“. Come se le migliaia di italiani morti tra le pietraie della Grecia, le nevi della Russia, tra le lamiere dei carri della Ariete nel deserto libico non fossero “veri”, non avessero famiglie che li piangessero, e l’aver combattuto, senza nulla chiedere, per la loro nazione non li qualificasse come “veri” italiani.
Tornando alle memorie del Marò Moro, vogliamo fare qualche riflessione sul ruolo militare avuto dalla Divisione F.M. San Marco della RSI nel 1944-1945. La storiografia mainstream presenta la San Marco, e, più in generale, le Divisioni dell’Esercito Nazionale Repubblicano (ENR) come unità le quali, dopo aver subito un addestramento disumano e spersonalizzante nella “Germania nazista”, ritornano in Italia accolte dall’ostilità del “popolo alla macchia”, vengono logorate dalle forze partigiane, e si sfaldano poco dopo con migliaia di diserzioni; inoltre, non combattono contro gli Alleati a causa della sfiducia dei tedeschi. Anche la storia orale, se raccolta dagli storici di sinistra, concorda appieno con tale impostazione, chiaramente subordinata ai dettami dell’ANPI: alcune testimonianze di militari − Ufficiali di complemento − delle Divisioni dell’Esercito Nazionale Repubblicano, portate alla nostra attenzione anni fa da una docente della Facoltà di Storia di Genova, e raccolte in una ricerca d’impronta resistenziale, deprecavano in maniera monocorde i propri camerati e Ufficiali, lamentavano le dure condizioni dell’addestramento in Germania, la sua “spersonalizzazione” e la volontà tedesca “di fare di noi degli automi”, mentre giunti in linea si criticava il rancio, le postazioni, l’inadeguatezza degli equipaggiamenti a fronte dell’inclemenza del tempo, etc.
Inizieremo con il commentare i punti sollevati dalle testimonianze citate, chiudendo poi con delle considerazioni generali sulle testimonianze stesse, e sul ruolo della San Marco nel 1944-1945, ragionando non secondo i canoni della storiografia resistenziale o quella reducistico-apologetica dei “soldati dell’Onore”, ma sforzandoci di seguire un approccio obiettivo, storico militare.
L’addestramento in Germania fu certamente duro, ma perché i soldati erano formati secondo la regola del “sudore salva il sangue”: l’addestramento doveva, per quanto possibile, replicare le reali condizioni di battaglia, integrando le lezioni apprese dalla Heer in anni di guerra, e inserite prontamente nei programmi d’istruzione. L’addestramento non formava “automi”, perlomeno non nell’accezione dispregiativa delle fonti resistenziali: il soldato doveva certamente essere condizionato a reagire automaticamente; in guerra un istante d’esitazione nell’affrontare in modo corretto un’emergenza, o nell’azionare con efficacia un’arma o un equipaggiamento, poteva portare a gravi conseguenze per il soldato e i suoi commilitoni. Al contrario delle “testimonianze” citate, i veterani delle Divisioni dell’Esercito Nazionale Repubblicano, Ufficiali e truppa, sia attraverso le loro memorie, sia in interviste o conversazioni da noi raccolte, hanno sempre posto in rilievo la meticolosità dell’addestramento in Germania, in grandi campi che permettevano ad esempio di compiere manovre con l’intera Divisione, anche con l’impiego dell’artiglieria media; la possibilità di addestrarsi assieme di più reparti, verificando il livello raggiunto nella coordinazione, comunicazioni, comando e controllo, era quasi totalmente sconosciuto in Italia. Il Tenente Licitra, del Gruppo Esplorante Cadelo della Monterosa, arrivò a dire che lui, già veterano di diverse campagne, solo in Germania si rese conto di “come si faceva la guerra”, e che gli istruttori tedeschi, anche solo per addestrare a tirare le bombe a mano, insegnavano diverse tecniche, a seconda della posizione del soldato e del bersaglio, etc. Il Tenente Licitra mise ben a frutto l’addestramento in Germania: il 26 aprile 1945, a Ruta di Camogli, un cannone controcarro PAK 40 facente parte di un reparto di retroguardia ai suoi ordini riuscì a distruggere un M4 A4 Sherman americano, e, unitamente al fuoco delle MG dei Bersaglieri del Cadelo, a bloccare così per diverse ore l’avanguardia di un gruppo di combattimento statunitense della 92nd Infantry Division “Buffalo” avanzante verso Genova. Un fatto d’arme senza dubbio minore, ma tuttavia indicativo dell’efficacia combattiva della Monterosa anche nelle ultime ore del conflitto. L’esperienza di guerra era trasmessa alla reclute anche nei dettagli più piccoli: ad esempio, il soldato era addestrato, una volta in posizione “a terra”, a disporre i piedi paralleli al terreno, in modo che un proiettile che passasse radente non colpisse il tallone: un veterano del San Marco riporta come un suo camerata di una squadra di fucilieri che non aveva rispettato tale prescrizione, durante un’azione ebbe il tallone asportato di netto da un proiettile che aveva invece mancato quello di un altro Marò, sulla stessa traiettoria ma con il piede nella posizione prescritta dagli istruttori tedeschi.
Sempre a riguardo degli “automi”, è da notare come la superiore efficienza delle unità tedesche, portò l’US Army ad attivare una specifica commissione (Historical Evaluation and Research Organization), la quale riconobbe empiricamente, anche con l’uso di modelli matematici, applicati alla ricostruzione di un gran numero di scontri tra unità Alleate, sovietiche e tedesche, una maggiore capacità combattiva, sia in attacco che in difesa, ai soldati della Wehrmacht rispetto ai loro avversari. Seguirono poi gli studi degli storici militari Liddel Hart, Martin van Creveld, Paul Savage, Richard Gabriel e Trevor Nevitt Dupuy, che analizzarono approfonditamente questi risultati, confermandone la validità. L’addestramento della Heer formava non solo gli Ufficiali, ma anche i Sottufficiali, e in una certa misura anche la truppa, all’Auftragstaktik, ossia al prendere, nel quadro della missione, l’iniziativa personale quando essa poteva essere fruttuosa, anche in mancanza di ordini specifici. Gli Ufficiali italiani che avevano combattuto accanto a unità tedesche concordano solitamente nell’affermare come un Ufficiale inferiore tedesco o addirittura un Sottufficiale esperto avessero un’autonomia e un potere decisionale in campo tattico che nel Regio Esercito era appannaggio solo degli Ufficiali superiori italiani.
Arrivando all’equipaggiamento delle Divisioni dell’Esercito Nazionale Repubblicano, i documenti, ossia gli organigrammi e i rapporti di forza e armi, danno un quadro ben diverso da quello diffuso dalla pubblicistica ideologicamente schierata: gli ordini di battaglia delle Divisioni al momento del rientro in Italia presentano delle unità dalla buona potenza di fuoco, sia all’interno delle Compagnie Fucilieri, sia nelle armi d’accompagnamento e d’appoggio: le Squadre furono dotate delle eccellenti mitragliatrici MG 42, e distribuite pistole mitragliatrici MP 40 e MAB 38 A, i potenti cannoni controcarro da 7.5 cm PAK 40 garantivano finalmente una efficiente difesa contro i corazzati, assieme ai lanciagranate a carica cava Panzerfaust, etc. Il limite delle Divisioni dell’ENR di essere ippotrainate, era comune a tutte le Infanterie-Division tedesche, anche se, in effetti, la decisione tedesca di usare queste unità come reparti di presidio e sicurezza, quindi per compiti di seconda linea, condizionò in maniera negativa il completamento dell’equipaggiamento in alcuni settori.
Tutto considerato, viene quindi da pensare che le testimonianze dei repubblichini citate siano state accuratamente scelte per il loro concordare (in buona o mala fede) con la vulgata resistenziale e che, alla luce delle circostanze illustrate, non siano certo indicative del morale e delle motivazioni della maggior parte dei componenti le Divisioni dell’ENR, e tanto meno della efficienza combattiva di queste unità.
A proposito delle diserzioni, prendendo in considerazione la San Marco, è innegabile che la dispersione in capisaldi della Divisione, lo stillicidio degli agguati partigiani, e la freddezza della popolazione, timorosa di rappresaglie dall’una e dall’altra parte, oltre all’incapacità di reagire alla situazione di alcuni Ufficiali, portò ad un notevole abbassamento del morale, e a numerose diserzioni. Su questo argomento faremo solo due considerazioni, frutto dell’analisi di dati di fatto e non di preconcetti ideologici: la prima, è che a fronte di queste diserzioni, che la vulgata presenta come la prova dell’inefficienza dell’Esercito di Graziani, rimane il fatto incontestabile e consequenziale, pura aritmetica, diremmo, che la maggior parte dei Marò rimase invece al suo posto, e che anzi, negli ultimi giorni di guerra, in una atmosfera di pesantissima tensione psicologica e fisica, la Divisione, finalmente a ranghi compatti, dimostrò sul campo l’efficienza combattiva imparata in Germania, superando diversi sbarramenti dei partigiani, combattendo in campo aperto. Questo fatto, incontestabile e consequenziale, per l’appunto, è invece chiaramente ignorato dagli storici engagé et similia, ovvero ricercatori, laureandi, dottorandi, giornalisti, etc., che preferiscono opportunisticamente non porsi contro una certa egemonia culturale, che gli garantisce in cambio carriera e prebende.
Come corollario, citeremo inoltre come da parte resistenziale sono oculatamente ignorate le diserzioni nelle unità partigiane; alla strombazzata diserzione del Battaglione Vestone della Monterosa (e chiaramente si evita di indicare come il Vestone fosse un reparto fuori organico, e che solo cinquanta uomini rimasero con i partigiani) si possono contrapporre i numerosi ex partigiani − spesso semplici renitenti alla leva − che si presentarono alle autorità o ai reparti militari della RSI, specie dopo i bandi di amnistia, e furono incorporati nelle FF.AA. della RSI: segnaliamo gli ex partigiani nel Battaglione Risoluti, o nel Battaglione NP della Decima MAS, che seguirono il reparto al Fronte Sud e in prigionia, nei Btg. Ruggine della GNR, etc.
In secondo luogo, osserviamo le statistiche relative alle diserzioni di alcune unità di fanteria dell’8ª Armata inglese nell’agosto-dicembre 1944 (da Eric Morris, La guerra inutile, pag. 522):
1ª Divisione: 626
4ª Divisione: 664
46ª Divisione: 1.059
56ª Divisione: 990
78ª Divisione: 926
Come si vede cifre di tutto rispetto, e teniamo conto che per i soldati inglesi, seppur coinvolti in aspri scontri, era evidente come la supremazia Alleata nello scontro di matériel li avrebbe condotti presto alla vittoria. Inoltre, a differenza dei soldati inglesi, gli effettivi delle FF.AA. della RSI operavano spesso vicino alle loro famiglie, e un momento di debolezza poteva facilmente spingerli a tornare a casa. All’opposto, per un Tommy o per un GI, la strada dall’Appennino bolognese a Leeds o a Milwaukee era una scoraggiante long way…
Per ultimo, veniamo all’importanza militare della San Marco (e delle altre unità dell’Esercito Nazionale Repubblicano) nel quadro storico militare della guerra in Italia nel 1944-1945. Ovviamente, la vulgata vuole questa importanza pari a zero, poiché le unità non sono impiegate contro gli Alleati, ma, schierate in Liguria, sono poi sfaldate dagli attacchi partigiani e si prodigano solo in rappresaglie contro civili innocenti e martiri partigiani, obbedendo ciecamente al bieco occupante nazista. La realtà, se vista obiettivamente da una prospettiva storico militare, è diversa. Il predominio navale Alleato, unito alla supremazia aerea, aveva reso possibile tutta una serie di sbarchi sulle coste italiane: dallo sbarco in Sicilia, compresi i successivi sbarchi minori, detti End run, per cercare di ostacolare l’ordinata ritirata tedesca verso Messina, a Salerno, sino ad Anzio. Per l’Alto Comando tedesco era quindi naturale pensare che gli Alleati potessero tentare dei nuovi sbarchi, particolarmente a Nord, dietro la linea del fronte (e in effetti sbarchi di diversione furono eseguiti nell’aprile del 1945 durante l’ultima offensiva Alleata sul Senio). Di conseguenza, nella seconda metà del 1944 i tedeschi si trovarono a dover presidiare sia la costa nord-occidentale italiana sia quella orientale; scopo arduo, con i mezzi risicati di cui disponeva l’Heeresgruppe B: basti pensare che per contenere le truppe Alleate sbarcate ad Anzio nel gennaio 1944, tra le unità inviate in emergenza vi era la 715. Infanterie-Division, la cui artiglieria era formata da pezzi di preda bellica russa da 76.2 mm, e le mitragliatrici distribuite alla sua fanteria erano in buona parte preda bellica francese, mentre anche alla scelta 4. Fallschirm-Division mancava del tutto il Reggimento d’artiglieria! Le unità dell’Esercito Nazionale Repubblicano permisero quindi ai Comandi tedeschi di poter liberare delle loro unità inviandole al fronte, impiegandole contro gli Alleati; e − diserzioni o meno − le GG.UU. dell’ENR eseguirono fino al termine della guerra la loro funzione di presidio (e non solo, considerate le numerose piccole azioni condotte sulle Alpi al confine con la Francia). Vista la superiorità numerica e in mezzi Alleata il poter inviare al fronte anche solo un paio di Divisioni, piuttosto che doverle tenere a scopo di presidio nelle retrovie, dovette rappresentare per i tedeschi un vantaggio operazionale notevole, e nuovo filo da torcere per gli Alleati nella loro lenta avanzata verso nord, dove ogni metro era fatto pagare a caro prezzo dalle veterane unità della Wehrmacht.
Inoltre, seppur limitatamente, le Grandi Unità dell’ENR, o loro aliquote, furono poi impiegate al fronte contro gli Alleati: oltre alle citate operazioni sul confine italo-francese, ricordiamo brevemente la partecipazione di parte della San Marco e della Monterosa alla riuscita Operazione Wintergewitter nel Natale 1944, e della Divisione Italia alla difesa della Linea Gotica. I Marò della San Marco e gli Alpini della Monterosa in particolare ebbero un buon comportamento al fronte, sia nelle dure condizioni della guerra di posizione, sia durante Wintergewitter, come testimoniato anche dagli encomi dei Comandi tedeschi.
Riteniamo che queste brevi note, pur nella loro sinteticità, possano tuttavia essere una traccia per poter studiare con maggiore distacco − e alla luce dei fatti, e non dei dogmi − la storia militare delle Divisioni dell’Esercito Nazionale Repubblicano.
Andrea Lombardi
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San Marco,
Storia
venerdì 27 giugno 2008
Lo stendardo della 4a Cp Mortai, aprile 1945

Dalle memorie di Pierluigi Tajana:
Era ormai l’imbrunire e c’invitò a riunire i nostri reparti in un prato vicino al ponte di Bassanello, in località Pra’ della Valle. Alle prime ore del mattino avremmo dovuto raggiungere Padova per la resa e per essere riconosciuti prigionieri di guerra alle dipendenze delle truppe inglesi. Il comandante De Giacomo ci fece un commovente discorso e disse che quello non era 1’8 settembre, che la guerra era ormai finita per tutti, e di essere fieri di essere appartenuti alla Xa MAS. Finimmo con il grido “Decima marinai!”, “Decima comandante!”. Quella sera la Xa era “rientrata in porto” con l’onore delle armi. Fummo tutti presi da un’immensa tristezza. Ero assillato da un dubbio tremendo: secondo il codice d’onore militare esiste l’obbligo, sia per un soldato semplice che per un ufficiale, di non farsi prendere, quando é possibile, prigionieri. D’altra parte avevamo assicurato all’Ufficiale inglese che saremmo rimasti uniti e preparati per il giorno successivo per consegnarci ai comandi inglesi a Padova. Non sapevo come comportarmi. Del resto tutte le forze armate italiane si erano arrese, il governo italiano non esisteva più. Mussolini era stato fucilato. Se fossi scappato, dove sarei potuto andare a finire e cosa sarebbe successo ai miei Marò. Decisi di rimanere ed accettare quello che la sorte mi avrebbe prospettato. Non fu una notte felice. La 4a Compagnia aveva uno stendardo. Lo dividemmo in tanti pezzetti in modo da poterli distribuire ai centotrenta, centoquaranta superstiti. Sono riuscito a conservare quel pezzetto di stoffa, malgrado tutte le traversie subite durante il periodo di prigionia. Lo possiedo ancora e quando mi capita fra le mani, si scatena nella mia mente un fiume di ricordi che mi fanno domandare: “Se un giorno mi trovassi nelle stesse condizioni di allora, e senza le conoscenze di oggi, come mi comporterei?”. La risposta é sempre la stessa; farei le stesse cose di allora. Sono certo che se avessi seguito un’altra condotta la mia coscienza ne sarebbe stata scossa.
Quel "pezzetto della Xa" fu, anni dopo, donato da Tajana a Carla Piccoli, Ausiliaria della GNR e sorella del Tenente Alberto Piccoli, della Cp Mortai del Barbarigo, caduto sul S. Gabriele, e amico fraterno di Tajana e del Tenente (poi Generale dell'EI) Giorgio Farotti. Carla Piccoli ha voluto farci un omaggio toccante donandoci a sua volta quel lembo e le storie che vi sono intorno, dalla memoria di suo fratello e del Tenente Tajana, a tutti i marò del Barbarigo.
Un riconoscimento che vale più di mille parole ai nostri modesti sforzi nel preservare la memoria dei combattenti del Barbarigo e della Xa.
Cogliamo l'occasione per ringraziare e salutare l'Aus. Carla Piccoli, la sua bella famiglia, e il nipote Giorgio Zett, autore di un DVD di foto e filmati sul Campo della Memoria, e l'amico e socio Mauro Decorlati! Grazie a lui abbiamo anche potuto visitare il nostro carissimo amico Giulio Ronchi, marò della Cp. Mitr. del Barbarigo, che ci ha aiutato fattivamente in più di una occasione, e la sua simpaticissima moglie!
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martedì 10 giugno 2008
Lo spartito dell'Inno della Xa MAS






Conosciamo tutti le parole e la musica dell'Inno della Xa MAS, ma ora grazie al Marò Mitr. del Barbarigo Giulio Ronchi, e al Maestro Oscar Costa, ne conosciamo anche lo spartito!
Oltre allo spartito, postiamo il testo originale dell'Inno della Xa Flottiglia MAS dettato dalla Contessa Daria Olsufiev Borghese durante le festività del Natale 1943 alla Ausiliaria Jole Corigliano nella saletta delle riunioni dell' Albergo delle Palme, come fà fede a tergo la carta intestata dello scritto. Ora Hotel Shelley - Lerici - La Spezia. Testo tratto dal libro "Btg. N.P." di Armando Zarotti, Aiutante Maggiore Del Btg. Notare alla seconda strofa "Quando all' obbrobrio"... la parola "obbrobrio" - sostituita dalla parola "ignobil" - meglio cantabile.
Seguono la foto dell'Hotel Shelley ex Delle Palme di Lerici dove alloggiavano il Com. Borghese con moglie e diversi Ufficiali della Xa MAS.
Seguono la foto dell'Hotel Shelley ex Delle Palme di Lerici dove alloggiavano il Com. Borghese con moglie e diversi Ufficiali della Xa MAS.
Note e documenti del Marò Mitr. Giulio Ronchi.
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domenica 8 giugno 2008
Decima MAS Btg Barbarigo

Una rara foto di un gruppo di Ufficiali del Btg Maestrale poi Barbarigo, scattata a La Spezia nel novembre 1943.
Da sinistra, in alto: Tognoloni (MOVM nel 1944 a Nettuno), Cencetti (poi Cte del Btg nel 1944/1945), Pirini, Posio (poi Cte della 3a Cp del Btg; notare come sembri l'unico a essere dotato dello scudetto Xa Flottiglia MAS). In basso: Riondino (decorato a Nettuno), Accardo, Pezzotta.
Notare anche le stellette; i Gladi Repubblicani non erano ancora stati distribuiti.
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La Legione Straniera
La Legione Straniera
a cura di Giorgio Coianiz
1954. Un friulano nell'inferno di Dien Bien Phu.
Carlo Maran, ex Marò della Xa MAS, narra in questo libro le sue vicende di Legionario in Indocina.
Con le famiglie distrutte dai bombardamenti e dalla guerra fratricida, impossibilitati a rientrare alle proprie case al termine del conflitto, centinaia di militari Italiani della RSI con niente da perdere, fuorchè l'onore, varcarono i cancelli del Fort Bas de Saint Nicolas e servirono distinguendosi per capacità e valore nelle file dei reparti della Legione Straniera che combattevano in Indocina.
F.to 14x21, 95 pag., Euro 13,00.
Nella foto, scattata in un raduno di veicoli militari tenutosi in Liguria questo fine settimana, il Presidente onorario e fondatore dell'Associazione ITALIA, Tenente Marcello Biava, e l'attuale Vicepresidente, Giovanni Buongirolami, con la divisa della Legione in Indocina.
martedì 29 aprile 2008
Una lettera da lontano...

Cliccare per ingrandire
Lettera di un italiano all'estero che potrebbe insegnare a molti italiani... in Italia... cosa significhi "amor di Patria".
domenica 27 aprile 2008
Notiziario Associazione Combattenti Xa Flottiglia MAS

Notiziario Associazione Combattenti Xa Flottiglia MAS
Anno IX - n°1 gennaio-febbraio-marzo 2008
- tesseramento 2008
- comunicazioni ai Veterani
- Gorizia 2008
- commemorazione a Brindisi
- Gen. Giorgio Farotti, presente!
- la giornata del Ricordo
- "Vincitori o Vinti?"
- 22/01/08, Campo della Memoria
- più buio che a mezzanotte non viene
- i mezzi d'assalto della Xª Flottiglia MAS
- dedicato a Raffaella
Scaricabile in .pdf qui:
http://www.xflottigliamas.it/notiziario/notiziario.html
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Storia Verità

IL BIMESTRALE ‘STORIA VERITA’
Che cosa è STORIA VERITA’ e quali sono gli obiettivi culturali che questa piccola ma combattiva testata vanta e persegue? STORIA VERITA’ è nata 12 anni fa per volontà dell’Editore Enzo Cipriano e di un gruppo di intellettuali per colmare un vuoto e per combattere, con gli strumenti dell’intelletto e in virtù dell’amore per la libertà di espressione, la presunta (diciamo ‘presunta’ in quanto non reale) 'egemonia culturale’ della Sinistra nel settore della storiografia, soprattutto quella riguardante l’epoca delle grandi ideologie, cioè il Novecento. Una ‘presunta egemonia’ (lo ripetiamo) che si è potuta imporre nell’immaginario collettivo del popolo italiano solo e soltanto grazie all’appoggio sistematico di soggetti politici e finanziari estremamente potenti e ben radicati nei centri di potere e nella finanza. Per decenni, la Sinistra istituzionale ha infatti lavorato con lo scopo, per altro brillantemente conseguito, di creare una sorta di conformista monopolio della storiografia e del sapere in genere, negando nel contempo dignità culturale non soltanto ai ricercatori ‘tradizionalisti’, ma a tutti coloro i quali non condividevano determinati principi. In buona sostanza – grazie anche al completo e colpevole disinteresse manifestato, anche in questi ultimi anni di bipolarismo, dai partiti di Centro-Destra – la Sinistra ha avuto buon gioco nel negare a più soggetti l’opportunità di esprimere liberamente e con cognizione di causa opinioni circa la storia intesa come genesi non del tutto casuale della specie umana. Non solo, recentemente, certa Sinistra si è presa pure il lusso di esercitare una sorta di blanda e incompleta ‘revisione’ dei fatti relativi al secolo scorso, vedi ad esempio le foibe e gli eventi del ‘triangolo rosso’ emiliano: storie e temi in realtà da decenni a noi noti, ma sconosciuti al grande pubblico, tentando di darsi un’immagine più liberale ed aperta, ma agendo in realtà con il preciso scopo di addomesticare, attraverso un’accorta, misurata, ma molto disinvolta tecnica della ‘parziale ammissione’ (cioè storicamente contingentata) di realtà spaventose che, se analizzate con più cruda e radicale onestà intellettuale e politica, avrebbero smascherato una volta per tutte l’inconsistenza scientifica e la sostanziale falsità ideologica insite nell’indagine storiografica marxista o post marxista. Detto questo riteniamo che STORIA VERITA’ possa – nel suo piccolo - contribuire a ribaltare questo criterio o prassi di indagine mistificatorio, malato, oltre che inadeguato, dando spazio alla rivisitazione obiettiva, e quindi non conformista, di eventi che hanno determinato, nel bene e nel male, quei cambiamenti epocali ai quali stiamo assistendo e dei quali, purtroppo, molti italiani non sono ancora in grado di darsi una spiegazione logica: impossibilità determinata, come si è accennato, da decenni di disinformazione. Il tutto per offrire al lettore non certo soluzioni definitive, bensì un’opportunità di scelta e soprattutto strumenti che lo possano aiutare a decrittare il presente attraverso un’onesta e corretta comprensione del passato. Il tutto, nella convinzione che il vero impegno culturale non possa limitarsi all’isolamento e all’autocompiacimento di tipo elitario, ma alla corretta e sempre più ampia divulgazione e, nel nostro caso, alla rivalutazione di un patrimonio culturale immanente, quello della Tradizione (cioè l’insieme dei miti e delle credenze ‘naturali’ basate sull’azione sui quali l’Occidente ha creato le sue fortune: anello di congiunzione tra culto del sacro e ragione) che tanto scherno, ma anche tanta paura suscita nei politici, negli storiografi e nei filosofi di Sinistra così ciecamente impegnati nella loro speculativa e spregiudicata azione pedagogica di massa, al punto da dimenticare il vero, autentico ed immutabile ‘comune sentire’ dei popoli e delle nazioni.
Alberto Rosselli
monicai@tin.it
Organigramma: Direttore responsabile, Enzo De Canio, Direttore editoriale, Alberto Rosselli. SV si avvale, tra gli altri, del contributo dei seguenti studiosi e collaboratori volontari: Carlo Gambescia, Carmelo Ferlito, Bruno Pampaloni, Roberto Roggero, Marco Picone Chiodo, Mario Bozzi Sentieri, Luca Pignataro, Francesca Niccolai, Ercolina Milanesi, Piero Grasso, Emilio Cavaterra, Massimiliano Afiero, Luigi Emilio Longo, Adriano Bolzoni, Alain Giresse, Lorenzo Utile, Antonio Grifone, Marco Cimmino, Michele Rallo, Gianni Bernabò Brea, Massimo Fini, Alain De Benoist, Giovanni Perez, Gabriele Fergola, Enzo Erra, Daniele Lembo, Enrico Petrucci, Angelo D’Andrea, Rodolfo Sideri, Bruno Gatta, Dalmazio Frau, Ansemo da Montebello, Pietro Grassi, Maurizio Cabona, Gianandrea Gaiani, Pino de Rosa, Andrea Lombardi, Mario Merlino, Mauro Franciolini, Roberto Mauriello, Paolo Deotto, Paolo Porsia, Angelo D’Andrea.
STORIA VERITA’
Edizioni SETTIMO SIGILLO
Direzione, Redazione e Amministrazione
Via Santamaura, 15 – 00192 ROMA
Tel. 06/39722155 Fax. 06/39722166
ordini@libreriaeuropa.it
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mercoledì 23 aprile 2008
Trama Film Ghiaie

Maggio 1944, l' Italia divisa è in guerra. Al sud gli Alleati sono bloccati a Cassino e ad Anzio sulla linea Gustav. Al nord i Tedeschi, i Repubblichini, i Partigiani ed i bombardamenti degli Alleati, mettono a ferro e fuoco città e campagne. I Tedeschi tramano in segreto la deportazione del Papa Pio XII in Germania. La popolazione è martoriata negli affetti, nelle privazioni e nelle sofferenze. Molte famiglie a causa degli stenti cadono in disgrazia e molte donne, senza più speranza nel futuro si danno ad una vita dissoluta e di perdizione; tra queste numerose madri, che portano ormai sole il peso della famiglia.Il Papa, in questo contesto, esorta per il mese di maggio una "crociata di preghiera" alla vergine Maria, affinché interceda presso il Figlio per ottenere la tanto sperata pace.A Ghiaie, frazione del Comune di Bonate, a pochi chilometri da Bergamo, il 13 di quel mese iniziano ad avvenire fatti straordinari. Una bambina di sette anni Adelaide Roncalli, di povera e numerosa famiglia contadina, dichiara di vedere la Santa Famiglia (Maria, Gesù bambino e San Giuseppe) e che la stessa Madonna le parla. In poco tempo la notizia fa il giro prima della frazione, poi della provincia ed in breve tempo si diffonde in tutto il nord Italia ed anche oltre. La gente, nonostante i pericoli e le difficoltà della guerra, comincia ad affluire a Ghiaie, incoraggiata anche dalla speranza di ottenere numerose grazie per i propri cari al fronte e soprattutto, la sospirata pace.La bambina ha tredici apparizioni, in due fasi dal 13 al 21 e dal 28 al 31 maggio 1944, ognuna con un messaggio unico e particolare, rivolti principalmente alla preghiera e alla penitenza; alla santificazione della famiglia, del dolore e della sofferenza. Alle ultime apparizioni sono presenti centinaia di migliaia di pellegrini provenienti da ogni dove; tutti i giornali dell' epoca ne parlano. In occasione di tali eventi, si verificano numerose guarigioni straordinarie, sia materiali che spirituali. La Parrocchia di Ghiaie, dedicata alla Santa Famiglia, è letteralmente invasa di fedeli e le messe si susseguono notte e giorno.Durante questi assembramenti l'aviazione Alleata, sorvola a bassa quota Ghiaie, minacciando bombardamenti che, per grazia della Vergine, non avverranno mai. Anche Bergamo verrà salvata dai bombardamenti degli alleati.Nello svolgersi di questi fatti, un giovane e colto sacerdote bergamasco Don Luigi Cortesi, professore del Seminario di Bergamo, inizia personalmente ad interessarsi alle apparizioni di Adelaide, la incontra la conosce e ne studia carattere e comportamenti.Al Vescovo di Bergamo viene intimato dai Tedeschi di fermare subito gli assembramenti dei fedeli alle Ghiaie, che false e tendenziose notizie dei partigiani hanno provocato, per nuocere al morale delle truppe. Si teme per l'incolumità della bambina che viene allontanata a forza dalla sua famiglia per essere protetta in vari monasteri della provincia Bergamasca. Nulla servono le minacce delle autorità fasciste, all' ultima apparizione del 31 maggio 1944, la tredicesima, nonostante le insidie e le difficoltà della guerra, sono presenti circa 400.000 pellegrini provenienti da tutta Italia, Adelaide a stento riesce a raggiungere il luogo delle apparizioni, avvengono numerosi miracoli unitamente a varie manifestazioni straordinarie nel sole, come a Fatima.Il Vescovo incarica allora Don Cortesi, di seguire il protrarsi delle vicende per redigere una relazione utile al futuro processo di riconoscimento religioso dell' evento. Lo stesso sacerdote inizialmente credente alle apparizioni, è condizionato, nel suo lavoro, dalle continue pressioni delle S.S. Naziste, che si oppongono decisamente agli accadimenti ed alle loro conseguenze.Inizia il martirio della piccola veggente, Don Cortesi, durante i suoi incontri giornalieri con la piccola, svolge un lavoro subdolo di sopraffazione psicologica che porterà nel Giugno del 1946 al tradimento di Adelaide.Ella infatti dichiara su un foglio di carta la negazione delle apparizioni, credendo, come indottrinatole da Don Cortesi, di fare peccato mortale continuando ad affermarne la verità. Vengono archiviati tutti i fascicoli attestanti le centinaia di guarigioni miracolose, avvenute anche dopo le apparizioni nei mesi di giugno e luglio di quell' anno e le relazioni sulle innumerevoli conversioni morali e spirituali.Nonostante questo visitano Ghiaie, in quei mesi del lontano 1944, circa tremilioni di pellegrini, una moltitudine di gente che è inspiegabile per un fatto di esaltazione collettiva conseguente alle fantasie di una bambina di sette anni.Il destino, già preannunciato dall' allora situazione di guerra, porterà il 30 aprile del 1948 alla pronuncia negativa dell' Autorità ecclesiastica di Bergamo, sulla soprannaturalità delle apparizioni ed all'annullamento del grandissimo messaggio di Ghiaie. Il Decreto di "non consta", pronunciato in allora dal Vescovo Mons. Bernareggi resiste ancora oggi, a 64 anni dalle apparizioni.
Link al sito del film: http://www.ghiaie.org/gh_flash/il%20film.htm

L'Associazione Culturale e di Storia Vivente ITALIA ha partecipato alla realizzazione del film; figuranti dell'Associazione hanno infatti interpretato, tra l'altro, la parte di due militari della Xa MAS i quali, affezionatisi ad Adelaide Roncalli, scortavano la bambina durante le apparizioni.
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venerdì 4 aprile 2008
25 aprile 1945-2005



Nel 2005, l'Associazione ITALIA partecipava a un raduno che ci condusse esattamente nei luoghi dove 60 anni prima avevano combattuto il Btg. Barbarigo e altri reparti della Xa: il Senio e la zona di Comacchio.
Dal sito Italica Virtus:
In occasione del sessantenario del 25 aprile, nei giorni 23-24-25 aprile 2005 si è tenuto il raduno “Sui passi della linea Gotica”, organizzato da Gabriele Ravanelli (Presidente dell’Associazione Veicoli Storici Militari Emilia Romagna) assieme al IMVCC e all’ASI. Il raduno ha visto l'afflusso di una quarantina di mezzi e di diversi gruppi di rievocazione storica, i quali, montati sui veicoli appropriati, hanno fatto bella mostra di sé durante la manifestazione.I mezzi storici comprendevano due TM 40 (uno in livrea grigia continentale, il secondo desertica), un carro CVL 38, uno SPA, un semicingolato OT-810, base di una riuscita conversione in un SPW Sd.Kfz. 251 Ausf. D, diversi GMC, un M 3 Scout Car, una autoblindo Fox, e molti altri veicoli ruotati. I gruppi di ricostruzione convenuti vedevano invece figuranti tedeschi (Ass. Feldgrau, Roma e Normandie 44, Torino), della Decima MAS (Ass. ITALIA), del REI (Div. Acqui), e Alleati, tra i quali i Ranger USA e i “Red Devils”, i famosi paracadutisti inglesi.I vari itinerari percorsi, di lunghezza pari a circa 80 km giornalieri su strada asfaltata e sterrato, offrivano ai partecipanti, oltre alle bellezze della campagna emiliana, molti spunti di riflessione e di ricordo dei drammatici avvenimenti occorsi sessanta anni prima: infatti, da Monte Battaglia al Senio, da Alfonsine, Fusignano, Argenta, Lugo di Romagna a Comacchio, tutti questi nomi sono, per l’appassionato di storia militare, altrettanti momenti di scontri che videro contrapposte le armate alleate alle forze italo-tedesche nel 1944-1945. Monte Battaglia, una delle prime tappe del Raduno, vide infatti il limite massimo dell’avanzata Alleata verso Imola e Bologna nel settembre-ottobre 1944. Il monte fu effettivamente conquistato dalle truppe americane e inglesi guidate dai partigiani locali, ma i continui contrattacchi tedeschi, pur mancando di riconquistare la cima, impedirono comunque agli Alleati di sfruttare il successo ottenuto, e dovettero passare altri sei mesi di logorante guerra di posizione prima della rottura del fronte, difeso sul Senio dalle unità tedesche e della RSI, il 9-10 aprile 1945.In seguito, la colonna si è mossa verso Fusignano e Alfonsine, teatro di duri combattimenti, sull’argine fortificato del Senio, dal febbraio all’aprile 1945, dove combatté anche il Battaglione “Lupo” della Decima MAS, assieme a elementi del Btg. Logistico e Trasmissioni “Freccia” e le Batterie del Gruppo d’Artiglieria “Colleoni”, mentre le unità tedesche che si alternarono compresero la 16. SS-Panzergrenadier-Division e la 4. Fallschirm-Division, fronteggiate da unità inglesi, canadesi, neozelandesi, indiane, Gurkha, oltre ai Gruppi di Combattimento “Legnano” e “Cremona” del Regno del Sud.Dopo una visita al Museo della battaglia del Senio, e un pranzo ristoratore, la colonna si fermava in diversi piccoli centri, dando la possibilità agli spettatori di ammirare i veicoli presenti, e a collezionisti e rievocatori di rispondere alle numerose domande del pubblico. Quindi ci si spingeva verso Comacchio, nella meravigliosa riserva faunistica dove un ultraleggero, ricostruzione di un aereo da collegamento e ricognizione Storch, sorvolava i mezzi partecipanti. Anche la zona di Comacchio, pur nella sua apparenza pacifica, riportava alla memoria i combattimenti dopo l’avanzata terrestre e l’attacco anfibio Alleato, che videro, purtroppo, combattere anche italiani contro altri italiani, quando la “Cremona” si scontrò con i Btg. “NP” e “Barbarigo”.Sicuramente un raduno appassionante, sia per i mezzi e i gruppi partecipanti, sia per l'apprezzabile organizzazione e i significativi luoghi attraversati.
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mercoledì 5 marzo 2008
I libri dell'Associazione ITALIA

I libri editi dall'Associazione sono posti in vendita per autofinanziare le attività della stessa. Enti o Associazioni con finalità simili possono richiedere una copia omaggio.
Per info e acquisti: ars_italia@hotmail.com
Libro: PASSO UARIEU
Libro: IL MARE NEL BOSCO
Libro: IL BOCIA VA ALLA GUERRA
Libro: UNA VITA COME TANTE ALTRE
Libro: SOTTO TRE BANDIERE
Libro: IL CAMPO DELLA MEMORIA
Libro: CAMERATA TAVIANI PRESENTE!
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"Storia in rete" marzo 2008 - Ass. ITALIA

Nel numero di questo mese della rivista "Storia in rete",
http://www.storiainrete.com/edicola.php
nella rubrica dedicata alla storia sul Web, è segnalato il sito della nostra Associazione! ;-)
http://www.storiainrete.com/pdf/numero29/internet.pdf
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Il Comandante Bardelli
Rara foto in divisa da Ufficiale della Regia Marina
Il Comandante Bardelli
A Nettuno, nel Btg. Barbarigo della Xa MAS
Il Comandante Bardelli
Assieme ai suoi marò del Barbarigo
Decima MAS
Ufficiali del Btg. Maestrale (poi Barbarigo): Tognoloni, Cencetti, Posio, Riondino...
MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano
L'azione di Chiarello e Candiollo in copertina all'Illustrazione del Popolo del 19 marzo 1944

