lunedì 1 luglio 2024

Capitano Pierfelice Cantori - a cura di Davide del Giudice, APRILE 1945: GARFAGNANA ADDIO!




























Capitano Pierfelice Cantori
a cura di Davide del Giudice

APRILE 1945:
GARFAGNANA ADDIO!

Gli ultimi combattimenti sulla Linea Gotica
del Battaglione “Intra” della Divisione “Monterosa”



Dopo molti anni, vedono finalmente la luce le memorie di Garfagnana del Capitano Pierfelice Cantori, Comandante della 12a Compagnia del Battaglione “Intra” della Divisione Alpina “Monterosa”, dattiloscritte nelle pause delle ultime vicende del fronte della Linea Gotica sulle Apuane nel 1945. Sono pagine immediate, incisive, a volte taglienti, altre velate di emozione, frenata dal suo essere Ufficiale fin nell’intimo. La narrazione si focalizza nell’ultima difesa, nel cedimento elastico del fronte, nella difficile ritirata, culminata nei dintorni di Fornovo con la resa con l’onore delle armi da parte dei soldati brasiliani della Força Expedicionária Brasileira, vecchi nemici incontrati in Garfagnana. Cantori innesta nella narrazione vividi flashback di operazioni difensive, dall’insediamento della 12ª Compagnia sulle Alpi Apuane fino alle azioni di pattuglia del marzo 1945. La sua mente, nei momenti della solitudine serale nel suo Posto di Comando, va indietro nel tempo fino a momenti spensierati in queste plaghe nell’anteguerra, ricordi contrapposti al presente in cui gli stessi luoghi sono ora divenuti una trappola mortale, col nemico alle costole ed i cacciabombardieri Alleati a compiere scempio sulle truppe che risalgono faticosamente i tornanti della Strada Nazionale 62 della Cisa nell’aprile 1945. Poi un turbinare precipitoso degli eventi che sfocia nello shock della resa e con l’avvio in prigionia.
In appendice, una cronistoria della 12a Compagnia del Battaglione “Intra”, rare immagini del Reparto e fotografie attuali dei luoghi dei combattimenti.


F.to 15x23, 164 pagg., ill. bn e colori, Euro 22,00.
ITALIA Storica Edizioni, Genova 2024
ISBN 9788831430357

mercoledì 19 giugno 2024

Novità: WILHELM FEY, I TIGER DELLE WAFFEN-SS IN AZIONE



WILHELM FEY
Dai diari di guerra dei carristi delle Waffen-SS
Ernst Streng e Heinz Trautmann

I TIGER DELLE WAFFEN-SS IN AZIONE

Russia 1943-1944 - Normandia 1944
Germania 1945

Queste pagine sono la testimonianza diretta di un giovanissimo equipaggio di un Tiger in tutti i punti più cruciali dei vari teatri di guerra da est a ovest nel 1943-1945, terminante
nella zona dei drammatici scontri della disfatta finale intorno a Berlino. Troviamo questi stessi carristi negli attacchi fulminei contro Charkov e Bielgorod nel 1943 e nei combattimenti difensivi tra Kiev e Zhitomir dell'inverno 1943-1944; viviamo con loro l’assalto massiccio delle truppe Alleate sbarcate in Normandia e i contrattacchi
dei Panzer e Grenadiere sotto la martellante supremazia numerica, aerea e d’artiglieria nemica; li ritroviamo infine nelle disperate azioni per aprire un varco alla 9ª Armata
attraverso le masse dell’Esercito russo tra l'Oder e l'Elba nel 1945.

Edizione riveduta di un classico storico-militare ampliata con decine di rare fotografie, profili a colori e mappe e in appendice una cronistoria delle unità protagoniste, ossia
la schwere Kompanie della SS-Panzergrenadier-Division “Das Reich” e dello schwere SS-Panzer-Abteilung 102/502, ordini di battaglia e due testimonianze inedite.

Formato 15x23, 302 pagg., decine di fotografie bn, mappe e profili a colori. Euro 29,00.
ITALIA Storica Edizioni, Genova 2024.
ISBN 978-88-31430-38-8


venerdì 29 marzo 2024

Nicolaus von Below Prefazione di Francesco Perfetti AL FIANCO DI HITLER Le Memorie dell’Aiutante della Luftwaffe di Hitler 1937-1945


Nicolaus von Below

Prefazione di Francesco Perfetti
AL FIANCO DI HITLER
Le Memorie dell’Aiutante
della Luftwaffe di Hitler
1937-1945

Per quasi otto anni, dal 16 giugno 1937 al 29 aprile 1945, Nicolaus von Below prestò servizio come Aiutante della Luftwaffe presso il Führer, sperimentando in stretta vicinanza ad Hitler l’ascesa e la caduta della Germania nazionalsocialista. Le sue memorie, qui pubblicate per la prima volta in edizione italiana, sono un documento importante e già largamente utilizzato dagli studiosi del nazionalsocialismo, e meritano attenzione sotto diversi profili. In primo luogo esse, al pari per esempio di quelle di Albert Speer, sono significative per capire la fascinazione che Hitler riuscì ad esercitare su personaggi appartenenti non all’ambiente nazionalsocialista vero e proprio, ma piuttosto a quello conservatore. Com’era, appunto, il caso di von Below. Queste memorie offrono, inoltre, uno sguardo della vita quotidiana all’interno della cerchia di collaboratori e intimi del Führer, ma fanno capire anche l’esistenza di profonde rivalità, contrasti, giochi di potere sviluppatisi all’ombra del dittatore. Esse, poi, riportano reazioni e stati d’animo del dittatore di fronte all’andamento delle operazioni belliche, nonché i suoi giudizi sulle personalità politiche tempo. A cominciare, per esempio, da Mussolini.
Il vero protagonista delle memorie di von Below è, tuttavia, proprio lui, il Führer, del quale viene proposto un ritratto inedito e, per certi versi, in controtendenza rispetto all’immagine costruita dalla memoria storica e codificata dalla ricerca storiografica. Ma, al di là di questo ritratto del dittatore, ce n’è un altro ancor più stupefacente: un Hitler stratega militare per nulla dilettante quale emerge dal racconto del progressivo processo di deterioramento dei suoi rapporti con i suoi Generali.
Le memorie di von Below si rivelano, per la vivacità della narrazione, una suggestiva rilettura della storia della Germania nazista dall’angolatura privilegiata di chi fu vicino al Führer negli anni decisivi del regime.

F.to 13x20, 328 pagg., alcune ill. bn, Euro 26,00
ISBN 9788831430296

martedì 5 marzo 2024

Novità: Friedrich Wilhelm von Mellenthin BATTAGLIE DI PANZER
















Friedrich Wilhelm von Mellenthin 

BATTAGLIE DI PANZER 

I combattimenti di corazzati in Polonia, Francia, Balcani, Nordafrica, Russia e sul fronte occidentale nelle memorie di un Ufficiale di unità Panzer 

Edizione italiana a cura di Andrea Lombardi 

Dalla prefazione dell’autore: “Questo libro è basato sulle mie esperienze durante la seconda guerra mondiale. In qualità di Ufficiale di Stato Maggiore ho partecipato ad alcune delle più importanti Campagne in Africa, in Russia e sul fronte occidentale, venendo a contatto diretto con molti dei più valenti soldati tedeschi, come il Feldmaresciallo Erwin Rommel e il Generale Hermann Balck. All’esordio del conflitto ho fatto parte, in qualità di Capitano, dello Stato Maggiore del III Corpo d’Armata che invase la Polonia, e alla fine della guerra ero Maggior Generale e Capo di Stato Maggiore della 5a Panzerarmee nella sacca della Ruhr. Sono stato in servizio durante tutta la guerra e impegnato in combattimento in Polonia, Francia, Balcani, Nordafrica, Russia (nelle battaglie di Stalingrado, Kursk, Kharkov, Zhitomir, Kiev e sul Dnieper), poi di nuovo in Polonia, in Francia, e infine nelle Ardenne e in Renania. Ho partecipato a molte battaglie decisive, incontrando soldati brillanti e valorosi; ho visto carri armati in azione nei più vari contesti di guerra, dalle foreste innevate della Russia alle piane assolate e desertiche dell’Africa settentrionale”. 

Formato 15x23, cop patinata lucida, 428 pagg su carta patinata opaca, appendice con decine di foto bn e mappe. PRIMA EDIZIONE ITALIANA, Euro 38,00.

ISBN 978-88-31430-28-9

venerdì 11 agosto 2023

KOMMANDO! Le Forze Speciali tedesche nella seconda guerra mondiale




James Lucas
KOMMANDO! Le Forze Speciali tedesche nella seconda guerra mondiale
Edizione italiana a cura di Andrea Lombardi

In questa prima edizione italiana, annotata e ampliata, del best seller dello storico militare inglese James Lucas sono ricostruite grazie a documenti d’archivio e testimonianze di veterani le operazioni delle Forze Speciali tedesche nella seconda guerra mondiale: dalle azioni commando in uniforme nemica della “Brandenburg” in Belgio, in Russia e in Nord Africa e le operazioni dei Fallschirmjäger a Eben Emael, in Tunisia e nelle Ardenne, all’attacco dei Fallschirmjäger SS al Quartier Generale del Maresciallo Tito a Drvar e le missioni dei Kommando di Otto Skorzeny. Quindi sono prese in esame le operazioni dei nuotatori d’assalto, barchini esplosivi, siluri pilotati e sommergibili tascabili delle Kleinkampfverbände della Kriegsmarine, per poi passare ai reparti aerei speciali della Luftwaffe, con le missioni segrete su ogni fronte e gli attacchi con i velivoli compositi Mistel dei piloti del Kampfgeschwader KG 200, la difesa dei cieli della Germania dei Messerschmitt Me 262 della Jagdverband JV 44 e dei caccia Rammjäger e del Sonderkommando Elbe, per terminare con le ultime, disperate azioni di guerriglia dei Werwolf e Freikorps.

La coinvolgente narrazione del testo è accompagnata in questa edizione da centinaia di rare e inedite fotografie in azione dei reparti trattati, da immagini a colori di Soldbuch e Wehrpass di appartenenti alla “Brandenburg”, ai Fallschirmjäger SS e al KG 200 e altri rari documenti personali provenienti da collezioni private e da mappe, ordini di battaglia e cronologie delle operazioni.

Formato 15x23, 586 pagg, centinaia di foto bn e colori, Euro 39,00
ITALIA Storica, Genova 2023
ISBN 978-88-31430-30-2










martedì 25 aprile 2023

«Marcia il reggimento per le strade d’Italia», di Marco Pittaluga, Battaglione "Barbarigo" della Divisione "Decima"



Gli ultimi combattimenti dell'aprile 1945 nella prosa di Marco Pittaluga, Battaglione "Barbarigo" della Divisione "Decima", in azione contro gli Alleati sul Fronte Sud.


«Marcia il reggimento per le strade d’Italia».

«Pesante il cuore per la ritirata che continua, per la guerra perduta, per i compagni morti, per l’odio che spia continuo, per l’inutilità di tutti i sacrifici. Pesanti sono anche le membra, ora che il morale scende: l’elmetto è un cerchio di ferro intorno al cranio, gli spallacci del bastino col mortaio segano le spalle, gli abiti fradici raschiano la pelle, i piedi gonfiano e gorgogliano stranamente nelle scarpe sfondate, le reni fanno male, il sole acceca.
Non piangere, fante del mare, la gente ti guarda e ti odia e gioisce. Dimentica i chilometri che hai nelle gambe, dimentica le croci con l’elmetto in cima: “Qui riposa un soldato italiano”, dimentica il grido dell’amico morente, lo strazio di quello ferito, ricordati solo che qui rappresenti i morti e i feriti, il fronte, il sangue, il soldato italiano; ricordati solo che per la gente tu sei colui che ha fatto continuare la guerra, ricordati sempre che c’è gente che guarda, che odia, che gioisce di ogni tua debolezza per fartene, domani, l’accusa più atroce.
Raddrizza le spalle fante del mare, alza il mento, solleva i piedi, guarda in faccia chi ti odia, sii fiero della tua tuta strappata, delle tue mostrine rosse, del tuo ideale, che oggi sta morendo, che domani risorgerà!
Che cosa sono le marce spietate, la pioggia, il sole, lo stillicidio degli aerei, la fame, la sete, il sonno, quello che ti aspetta domani, di fronte alla messa di chi è morto, fra le navate della battaglia e il possente armonico suono dell’organo dalle canne d’acciaio, il cannone?
Perché singhiozzi, senza lacrime, fante del mare? Perché ti fanno male i piedi? Perché la schiena è rotta? Perché la febbre ti divora? No, non sono i piedi, non è la febbre, lo so, tu vivi ancora nella mistica, rovente aria della linea, tu senti il cuore rombare il suo inno di vita fra lo schianto della granata ed il sibilo del proiettile, senti scivolare sotto la pelle della spina dorsale l’inesprimibile brivido della morte bella, tu aspetti ancora, col corpo smanioso di scattare, l’ordine dell’assalto, la corsa vertiginosa alla meta, il riso folle di gioia del primo scontro, il bivacco nostalgico sulla posizione conquistata.
Iddio non l’ha voluto, fante, Iddio volle che l’ordine dell’assalto non venisse, che tu finissi il nastro della mitragliatrice sul nemico senza fermarlo, che non ci fossero più pietre da scagliare, che tu conservassi la vita per altri dolori.
Non imprecare, non bestemmiare, domani forse il tuo nastro non finirà subito, il nemico si fermerà, sarà la sua mitraglia a tacere sotto il tuo urto. Hai vent’anni, fante del mare, la vita è lunga, la fortuna è bendata.
Marcia il reggimento sulla strada bagnata su cui dardeggia il sole e gli uomini fumano come cavalli sudati, i piedi strascicano, le spalle sono curve. E ogni tanto una macchina lo supera urlando, ogni tanto si ferma nei fossi, aspettando che l’aviatore nemico finisca i colpi.
Ad una svolta dello stradone appaiono delle cupole, delle torri: una città.
Togliti l’elmetto, fante del mare, e raccogliti: quella città è Padova ed inizia la messa del reggimento. È il 28 di aprile, la guerra è finita, i nemici, coll’aiuto di altri soldati italiani, per te traditori, hanno già liberato la tua Patria.
Ma tu non lo sai, fratello fante, non lo vuoi sentire quando te lo dicono, invidi la croce coll’elmetto sfondato e non perdi il collegamento con chi ti precede, quando ti dicono di salvarti, di fuggire.
Hai ancora il pregiudizio che salvarsi sia sinonimo di disertare, che l’onore sia una cosa a cui si debba attenersi, che la vigliaccheria sia indegna dell’uomo.
Aggiornati, fante, oggi si parla di doppio gioco, di collaborazionismo, di vendere e di comprare. Se hai combattuto, l’hai fatto per l’oro tedesco, se ti sei arruolato, l’hai fatto per evitare il carcere, se sei morto, un cane di meno, se hai amato una donna, sei stato un sadico seduttore.
Non stupirti, non negare, è il mondo che si evolve, è la libertà, è la giustizia.
Alle porte della città un ordine, il primo dopo ore: Alt, cos’è? Cosa succede? Silenzio, soldato, passa la voce: “Comandante in testa alla colonna”… Eccolo, passa, è passato.
Le voci si incrociano, “È ribaltato un carro”, “la strada è minata”, “È morto il Capitano tale”.
Silenzio, perdio, siete soldati o donnette? Ma chi è quel tale in divisa inglese, più bianco dello straccio bianco che ha in mano, che gesticola? Non angustiarti, fante del mare, lo saprai troppo presto chi è quell’uomo. Sdraiati e riposati, altre fatiche attendono. Non sciupare energia. Ecco la notizia vera: “Quell’uomo era un traditore, che prendendo per l’occasione il nome di patriota e di eroe annuncia a te, fante straccione e infangato, che vieni dal fuoco, che Padova è liberata, che la guerra è finita, che vuole le tue armi o non ti lascerà passare”. Non ridere, fratello, il tuo comandante ha risposto per te ed ha detto: “Annuncia che il reggimento non si cura di straccioni, che le armi che abbiamo tenute per tanti anni non finiranno in mano a dei venduti, e due minuti do a te per sparire con il tuo cencio. Poi farò il mio dovere”.
Ben detto, eh, fante di mare? Avresti detto altrettanto anche tu. Sollevati ora e raccogliti di nuovo: un invisibile sacerdote legge il Vangelo della messa del Reggimento.
Il reggimento marcia ancora per qualche centinaio di metri e poi si ferma.
Drizza le orecchie, fante, cosa sono questi spari, cos'è questo sibilo che straccia la seta dell’aria? Allegro, ragazzo, si combatte di nuovo. E arrivano i ragguagli: più avanti, dietro quella casa, c’è un ponte, quel ponte i nuovi eroi han deciso di difenderlo, su quel ponte, ragazzo, tu non devi passare.
Ridi pure ora vecchio pattugliatore di Nettuno e del Senio, ridi o superstite del fuoco dei più potenti eserciti del mondo, ridi, o tu che col mitra hai fermato per diciotto mesi il torrente di lava dell’esercito alleato.
C’è qualche salumiere che perché la guerra è finita immagina di poter fare quello che vuole, e vuole fermare te, soldato, dopo aver finito un’ora prima di affettare salami.
Siediti pure e fumati in letizia una sigaretta, bastano quattro uomini a spazzare il ponte. Goditi queste ultime stupide pallottole e attendi. Tutto il Reggimento attende.
I quattro uomini, abitudinari dell’ardimento, hanno spazzato il ponte. Passa la voce però, fratello fante: “Portaferiti avanti, medico avanti”. Il Reggimento passa e la bandiera si adorna dell’ultimo sacrificio. L’ardimento vuole sempre il suo contributo di sangue.
Passi per Padova ora, e non vedi più nessuno. Eppure l’hanno liberata da tre giorni; possibile che quattro uomini abbiano fatto fuggire tutti i patrioti?
Annotalo questo, fante, perché molto si parlerà, in seguito, dell’eroismo partigiano.
Perché tutte quelle finestre chiuse, perché non si vede nessuno?
Non stupirti, ragazzo, tu sei un morto che cammina, tu sei un fantasma risuscitato dopo tre giorni, sei un morto che non vuol morire o che non si rende conto di essere morto.
Chi non ha paura dei fantasmi?
Ed ora mettiti sull’attenti, fante del mare, il sacerdote invisibile solleva l’Ostia, invisibili trombe suonano l’elevazione.
Fragore di ferraglia ad un’estremità della strada, rumore di lotta, ordini affrettati. Il torrente di lava ti ha raggiunto e superato.
Retrocedi, cerca un’altra via, in fretta, fante… Ah, è inutile, un’altra colonna incalza da dietro.
Ed un prato verde nella luce viola della notte accoglie l’ultima resistenza del Reggimento. In quel prato verde, poco dopo, echeggia l’ultimo commiato strozzato del Comandante e il primo elogio del nemico. In quel prato sanguinante di mille cuori, tu, fratello fante, nascondesti gelosamente un brandello della tua bandiera.
Inginocchiati pure, ora, fratello fante, e piangi. La luce viola della notte ti nasconde. Appoggia la fronte all’acciaio gelido del tuo fucile e prega: si compie il sacrificio della tua Messa.
Domani, inizierà il tuo calvario».

lunedì 24 aprile 2023

ITALIA Storica a MILITALIA, presentazioni libri IL MULO - L'IBRIDO ALPINO e LA DIVISIONE "MONTEROSA", sabato 6 maggio 2023

Sabato 6 maggio 2023 dalle ore 12.00 presso l’Area tematica del padiglione centrale della Fiera MILITALIA di Novegro (MI) si terranno le presentazioni dei libri:




martedì 28 marzo 2023

Centenario dell’Aeronautica Militare italiana, a Genova Gianni Plinio e Andrea Lombardi ricordano l'aviatore Giorgio Parodi


Gianni Plinio e Andrea Lombardi accanto alla statua di Giorgio Parodi

Nel pomeriggio di martedì 28 marzo 2023, in occasione del centenario dell’istituzione dell’Aeronautica Militare italiana, l’ex presidente della Regione Gianni Plinio e Andrea Lombardi, responsabile della sezione genovese di CulturaIdentità e presidente dell'associazione culturale ITALIA Storica, hanno reso onore all’Arma Aerea italiana e alla figura del pluridecorato aviatore genovese e fondatore della Moto Guzzi Giorgio Parodi presso il monumento lui dedicato in Carignano.

“Lodando le iniziative già intraprese per commemorare la figura di Giorgio Parodi, chiediamo a Comune e Regione di continuare tale opera di riscoperta di personalità genovesi degne di nota. Su questo tema «Aeronautico» chiediamo al Sindaco Bucci e al Presidente Toti di considerare la posa di una targa ricordante tutti gli Aviatori e Aviatrici genovesi, e di promuovere la divulgazione delle loro gesta in convegni aperti alla cittadinanza: da Giorgio Parodi a Giulio Gavotti, aviatore nella guerra italo-turca del 1911-1912, alla pioniera dell’aviazione e detentrice di record Carina Massone Negrone all’asso della seconda guerra mondiale e poi Generale Giuseppe Ruzzin, la cui famiglia si trasferì dalla provincia di Treviso a Genova dopo la battaglia di Caporetto nel 1917”, concludono Plinio e Lombardi.

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Rara foto in divisa da Ufficiale della Regia Marina

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
A Nettuno, nel Btg. Barbarigo della Xa MAS

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Assieme ai suoi marò del Barbarigo

Decima MAS

Decima MAS
Ufficiali del Btg. Maestrale (poi Barbarigo): Tognoloni, Cencetti, Posio, Riondino...

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano
L'azione di Chiarello e Candiollo in copertina all'Illustrazione del Popolo del 19 marzo 1944