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mercoledì 14 aprile 2010

Storia in Rete di aprile è in edicola!


Storia in Rete di aprile è in edicola!

Storia in Rete di aprile dedica un ampia sezione iniziale ad alcuni degli aspetti oscuri della politica estera di Mussolini, dalla scoperta di un servizio segreto creato dal Duce a Salò per contrastare il tentativo tedesco di annettere il Trentino-Alto Adige alla poco nota – ma molto istruttiva – vicenda della “Linea Non-mi-fido”, la fortificazione del confine al Brennero portata avanti dal 1940 al 1942 in piena alleanza italo-tedesca. E ancora l’ultimo Mussolini, oscillante fra pensieri di morte e disfatta e fisso agli “assi” che ancora gli restavano nella manica e la vicenda dei documenti che forse erano quegli “assi” e che finirono in mano inglese. E – infine – la storia di De Agazio, uno dei primi giornalisti ad indagare sulla sorte di quei documenti, assassinato nel 1947 perchè giunto troppo vicino a verità scottanti. Chiuso il lungo “dossier Mussolini”, Storia in Rete torna ad occuparsi di Risorgimento, con un ritratto di Luigi Luzzatti e quindi con la 14^ puntata della storia dell’astronautica italiana si avvicina al momento clou della nascita dell’Agenzia Spaziale tricolore. Storia in Rete quindi getta uno sguardo sul lato oscuro di Salvator Allende, quando – nella sua giovinezza – il futuro campione della democrazia cilena (e mondiale) sosteneva tesi eugenetiche. Dal Cile a Vienna, dove si celebra il più grande condottiero italiano del Settecento, il Principe Eugenio di Savoia, e ancora il secondo dei ritratti dei fratelli di Napoleone, Luciano Bonaparte, testardo e nobile oppositore dell’Imperatore dei Francesi. Infine una sconsolata panoramica del massacro della storia di Elisabetta di Baviera – conosciuta come “Sissi” – compiuto dalla recente fiction RAI. Tutto questo e molto altro su Storia in Rete di aprile!

lunedì 18 maggio 2009

ITALIA e Sezione Storica del Gruppo Nazionale Leone di San Marco alla Militalia di Novegro


ITALIA sarà presente come al solito alla...

Sabato 30 e domenica 31 maggio, si svolge l'edizione primaverile di MILITALIA, la più importante fiera di collezionismo storico-militare, che dà appuntamento a tutti i visitatori, appassionati e non, con importanti iniziative per la sua 45° edizione:

  • Uomini in Armi - raduno di Gruppi di rievocazione Storica militare
  • Concorso Modellistico "Euro Models" 2009 – concorso modellistico e tavoli dimostrativi
  • Special Guest: l’Aeronautica Militare

Nel padiglione centrale si svolge il consueto mercato di militaria antica e moderna: il più importante d’Europa con uniformi militari, copricapo, stemmi, medaglie, cartoline, bandiere, distintivi, ordini cavallereschi, gagliardetti, ecc...

Tra le iniziative collaterali il concorso di modellismo denominato "Euro Models 2009” a cura del Mediolanum Modelling Club, integrato da tavoli dimostrativi di modellismo e wargames a cura del CSI.

Ampio anche lo spazio appositamente dedicato al Soft-air, con l’allestimento del poligono di tiro per gli appassionati e la possibilità per i vari club e coordinamenti di farsi conoscere al grande pubblico; decine gli espositori del settore.

MILITALIA, con i suoi 280 espositori è il più importante appuntamento con la storia d'epoca e moderna e ha previsto anche la presenza di numerose ditte e artigiani di importanza nazionale specializzati nel settore modellistico, oltre ad un settore di editoria estremamente vario e completo, con i più importanti editori e distributori a livello nazionale, senza dimenticare la presenza di Associazioni d'Arma e Club di settore.

Come di consueto l'edizione di maggio prevede la presenza di un ospite: l’Aeronautica Militare, che presenta al pubblico sia le attuali attività che un'esaustiva panoramica di uniformi ed equipaggiamenti del passato.

Saremo felici di ospitare la Sezione Storica del Gruppo Nazionale Leone di San Marco, ed esporremo 8 manichini con le uniformi del San Marco dal 1965 al 2009, grazie all'ANMI di Como, che ringraziamo.

venerdì 24 aprile 2009

ITALIA su Storia del Novecento, n.95





Due foto della nostra partecipazione alla Commemorazione dei Caduti della San Marco ad Altare, 2008, sul mensile Storia del Novecento.

Grazie a Mauro per le foto!

lunedì 6 aprile 2009

Grande successo all'inaugurazione del Centro Studi Militari RSI di Latina



Oltre a Massimo Filippini e Daniele Lembo, erano presenti anche Nino Arena, Pietro Cappellari e Stefano Savino...

Inoltre per le istituzioni: Il Sen. Ciarrapico, l'On. Teodoro Buontempo, una buona parte del Consiglio Comunale e
tutti i Dirigenti dei Musei di Latina...
Hanno partecipato all'inaugurazione circa 300 persone...

lunedì 30 marzo 2009

Inaugurazione Centro Studi Militari RSI Latina



Sabato 4 aprile 2009 alle ore 11.30, a Latina, presso il Museo Duilio Cambellotti, ex Opera Balilla, in Piazza San Marco, verrà inaugurato il Centro Studi Militari e Testimonianze dedicato al periodo storico 1943-1945, con particolare riferimento al territorio limitrofo al “fronte di Nettuno” e allo sbarco di Anzio, che nel 1944 fu teatro di importanti eventi storici e bellici.
Il Centro Studi, realizzato dall'Unione Nazionale Combattenti R.S.I. - Continuità Ideale, con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Latina, si pone l'obbiettivo di divenire in breve tempo punto di riferimento per le ricerche storiche sul periodo sopra indicato, soprattutto riguardo alla raccolta e all'archiviazione di memorie, diari e interviste scritte o audiovisive, di chi fu protagonista e testimone di quei seicento giorni.
Il Comitato Scientifico del Centro sarà a disposizione per consultazioni, ricerche, tesi di laurea e altro, con materiali d'epoca, cimeli, documenti, foto e filmati.
Il Centro dispone inoltre di una biblioteca storica composta da circa 2.000 volumi.
Ringraziamo fin d'ora per la gentile partecipazione tutti coloro che vorranno intervenire.
C.S.M. R.S.I. Latina & U.N.C.R.S.I.
L'Associazione ITALIA, felice di collaborare con il neonato CSM RSI, esporrà alcune divise della Xa MAS e della Div. FM San Marco della RSI.

mercoledì 25 marzo 2009

Conferenza sul SAF a Roma - RAIDO



“Percorsi al Femminile”
Ciclo di conferenze sulla Donna, dalle origini ai nostri giorni.
Roma, 21 febbraio 2009


L’Associazione Culturale Raido vi invita, presso la propria sede di via Sciré 21-23, al ciclo di conferenze “Percorsi al Femminile” – Ciclo di conferenze sulla Donna, dalle origini ai nostri giorni.
L’obiettivo di questi incontri, organizzati dal gruppo femminile che opera all’interno dell’Associazione culturale Raido, è quello di lanciare degli spunti di riflessione, fornire delle chiavi di lettura, stimolare l’approfondimenti delle tematiche legate al mondo femminile che non vengono generalmente trattate se non in chiave modernista.

Sabato 21 Febbraio, ore 18.30
Percorsi al Femminile – Ciclo di conferenze sulla Donna, dalle origini ai nostri giorni.
Mater et Domina. Percezione del femminile nell'antichità.
Il primo di questi appuntamenti verrà tenuto dal Prof. Mario Polia conosciuto non solo per la sua attività di storico, archeologo, antropologo etnografo ma anche per la sempre ed attenta disponibilità dimostrata alle attività dell’Associazione Culturale Raido.
Il Prof. Polia volgerà lo sguardo al passato, al ruolo della donna dagli albori, giungendo all’età classica. Mater et Domina: Madre e Signora, l’aspetto duale femminile verrà tracciato ripercorrendo ed osservando le peculiarità della donna, attraverso una nuova prospettiva che ne metta in evidenza la complessità. L’immagine della donna nell’antichità sarà rivista e trattata in una chiave differente, che evidenzierà una dignità femminile, talvolta oscurata dall’analisi degli eventi storici.

Sabato 14 Marzo, ore 18.30
Percorsi al Femminile – Ciclo di conferenze sulla Donna, dalle origini ai nostri giorni.
Il Mistero della Dama. La Donna al tempo dei Cavalieri.
Secondo appuntamenti dei “Percorsi al Femminile” che vedrà nuovamente presente, in qualità di relatore, il Prof. Mario Polia.
Il Medioevo fa da scenario alla conferenza, mentre la figura della Dama funge da protagonista. Dama, strega, donna angelicata questi alcuni esempi della controversa immagine che la donna al tempo del Medioevo ha assunto.

Venerdì 27 Marzo, ore 18.30
Percorsi al Femminile – Ciclo di conferenze sulla Donna, dalle origini ai nostri giorni.
Il Servizio Ausiliario Femminile della RSI.
Incontro con le Ausiliarie e mostra fotografica. In collaborazione Con l’A.C.S.A.F.
La Storia delle prime Donne Soldato in Italia, ma soprattutto la Storia di Donne che hanno messo a disposizione della Patria, la propria giovinezza, le proprie aspirazioni, i propri sogni. Questa Storia verrà narrata attraverso le immagini, accompagnate dalla voce di chi quella scelta l’ha compiuta e alla quale mantiene fede ancora oggi. L’ausiliaria Nadia Sala insieme ad altre Ausiliare, riunite all’interno dell’A.C.S.A.F., narreranno i drammi e le gioie provate nel sentirsi parte di una Patria Ideale per la quale si è pronti a donare la vita, senza ripensamenti.

Sabato 4 Aprile, ore 18.30
Percorsi al Femminile – Ciclo di conferenze sulla Donna, dalle origini ai nostri giorni.
La Donna fra Tradizione e Rivoluzione, il ruolo femminile tra avanguardia e nuove schiavitù
Il ciclo si conclude analizzando la figura della donna nel suo muoversi nel mondo attuale. Sarà Sonia Michelacci autrice, per le Edizioni di Ar, del volume “Il comunismo gerarchico”. Tra femminismo, post femminismo, nuovi miti, tracceremo il bilancio di questo percorso, sperando di ritrovarci arricchiti e soprattutto più consapevoli.

Servizio bar con aperitivo pre e post conferenza

INFO:
www.raido.it
cuibfemminile@raido.it

mercoledì 18 marzo 2009

La bandiera del Barbarigo






Ringraziando l'Aus. dell'ENR Carla Piccoli e il suo caro nipote Giorgio, postiamo queste strofe che ci fanno rivivere le ultime ore di guerra del Barbarigo... un frammento della bandiera fu donato dal Ten. Tajana a Carla Piccoli, in memoria del fratello caduto, Ten. Alberto Piccoli.

Trofeo Full Metal Jacket 2009 e ITALIA




L'armeria Full Metal Jacket di Caltagirone e l’ATS-Sicilia di Caltagirone (CT), con la collaborazione della rivista Armi Magazine, organizzano il

Trofeo Full Metal Jacket 2009

4a edizione

SERIE DI GARE EX-ORDINANZA E CACCIATORI e SPORT

CALENDARIO GARE

1a Gara: 22 Marzo 2009
Ex-Ordinanza

2a Gara: 05 Aprile 2009
Caccia, Sport, Cinghiale

3a Gara: 25 Aprile 2009
Ex-Ordinanza

4a Gara: 17 Maggio 2009
Caccia, Sport, Cinghiale
5a Gara: 14 Giugno 2009 Ex-Ordinanza
6a Gara: 28 Giugno 2009 Caccia, Sport, Cinghiale

Sponsor del Trofeo 2009:

Armi Magazine; Critam F.lli Drago; Associazione Culturale e di Storia Vivente Italia [264 (la ns associazione!); Euroarms Italia; Autoemòcion

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- REGOLAMENTO -

Limitazioni alla partecipazione: sono ammessi tutti i cacciatori e tiratori muniti di idoneo porto d’armi in corso di validità e di assicurazione. Ciascun partecipante nel sottoscrivere l’iscrizione si assume ogni responsabilità conseguente alla prova di tiro, ed è tenuto a prendere visione del presente regolamento e delle norme vigenti del poligono, sollevando con ciò l’organizzazione.

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GARE EX –ORDINANZA



Sono ammessi tutti i fucili tipo ordinanza nella configurazione in cui sono stati adottati a tutt'oggi da un esercito regolare nazionale o da forze di polizia. Devono essere completi di ogni loro parte e avere il calibro conforme a quanto previsto dal Catalogo nazionale italiano.

Devono essere conformi all'originale in ogni loro parte compreso il calibro e, dove ammessa, l'ottica originale o replica dell’originale (con un massimo di 6,5 ingrandimenti) e i relativi attacchi.

Sono ammesse: la sostituzione o l'intubatura della canna purché identica nel calibro, nel materiale e nelle dimensioni a quella originale; la sostituzione del calcio purché identico nella forma, nel materiale e nelle dimensioni a quello originale; l'accuratizzazione dello scatto che deve essere costituito da parti originali e deve avere un carico di trazione minimo di 1.300 grammi, la trasformazione in semiauto.

Sono espressamente vietate prolunghe paraluce anteriori sull'ottica, bindelle, calcioli e guanciali se non pertinenti all'arma originale. Sono esclusi altresì puntamenti ottici ad ingrandimento, punti luminosi elettronici e/o elettrici, red-dot, ecc.

Tale disciplina sarà suddivisa in quattro categorie:

C1: fucili ex ordinanza a ripetizione ordinaria con mire metalliche o tattiche (esclusa qualsiasi mira ottica)

C2: fucili ex ordinanza a ripetizione ordinaria con ottica (max 6,5 ingrandimenti)

C3: fucili ex ordinanza semiautomatici con mire metalliche o tattiche (esclusa qualsiasi mira ottica)

C4: fucili ex ordinanza semiautomatici con ottica (max 6,5 ingrandimenti)

BERSAGLI e numero di colpi :

Si sparano 10 colpi per rompere o abbattere 10 bersagli posizionati a distanze variabili tra mt 50 e 100 (vedasi anche paragrafo “Posizione di sparo”) nel tempo limite di 5 minuti. I colpi saranno alimentati dal caricatore, A parità di bersagli abbattuti si valuterà il tempo complessivo impiegato, conteggiato tra il “Via” dato dal Direttore di tiro e lo “Stop” dato dallo sparo del decimo colpo.

POSIZIONE DI SPARO :

Dei 10 colpi 5 dovranno essere sparati dalla posizione in piedi (il tiratore sarà in posizione eretta senza nessun appoggio; è ammesso l’ausilio della bretella purché originale o replica dell'originale) e 5 da quella in ginocchio (come da illustrazione: con arma imbracciata, un ginocchio a terra allineato con il tallone del piede avanzato, gomito chiuso sul ginocchio; è ammesso sedersi sul tallone del piede arretrato; è ammesso l’ausilio della bretella purché originale o replica dell'originale). Nelle categorie a mire metalliche o tattiche, rimane escluso l’utilizzo di lenti, puntamenti ottici ad ingrandimento, punti luminosi elettronici e/o elettrici, red-dot, ed in ogni caso sono escluse mire non conformi a quelle originariamente montate sull’arma d’ordinanza. Tutti i colpi saranno effettuati dalla stessa postazione. I direttori di tiro verificheranno l'esatto numero di colpi sparati contrassegnandoli nella scheda di tiro e certificheranno il tempo complessivo di durata della prova. Tale servizio potrà essere svolto, a richiesta del Direttore di gara, con l’ausilio di tiratori momentaneamente liberi che avranno funzioni ausiliarie di contacolpi.

Altre info: http://www.fmj.it/

inserite foto del campo di tiro su

http://www.fmj.it/gare.htm

su ARMI-MAGAZINE di MARZO 2009 (pag.31) la presentazione del Trofeo 2009.

mercoledì 18 febbraio 2009

Documento personale della Xa MAS del Generale Giorgio Farotti









Documento personale della Xa MAS del Generale Giorgio Farotti, donato dal figlio Alberto. Il Generale Farotti comandò la Compagnia Mitraglieri del Btg. nel 1944, e nel 1945, per le sue spiccate doti professionali, seppur giovane Tenente, fu nominato Ufficiale addetto alle operazioni del Btg., schierato sul fronte sud negli ultimi disperati combattimenti contro gli Alleati. Come ricordato da Mario Tedeschi nel "Sì bella e perduta", e testimoniato da diversi Marò del Barbarigo, negli ultimi giorni di guerra, durante il drammatico ripiegamento verso il Po, quando la Cp Comando rimase isolata dal resto del Btg a causa delle continue incursioni aeree nemiche, Farotti, benchè fosse solo un Tenente, diresse le Compagnie Fucilieri e la Mortai fuori dall'accerchiamento nemico, riuscendo a traghettarle oltre il Po, e salvando l'intero Btg dalla distruzione.

La firma sulla sx è quella di Rodolfo Graziani, apposta, come ricordato dal Generale Farotti nelle sue memorie, nel POW Camp 211 dove erano rinchiusi.

N.H. Giorgio Farotti (1921-2007), Ufficiale in s.p.e. dal 1943 al 1986. Combattente nel Goriziano e sul fronte Sud dal 1943 al 1945 con il Btg Barbarigo, è decorato di Croce di Guerra al Valor Militare. Ha frequentato la Regia Accademia di Fanteria e di Cavalleria di Modena, le Scuole di Applicazione di Parma e Torino e numerosi Corsi di alta specializzazione presso vari Centri Studi ed Esperienze dell’Esercito.
Nel 1965 ha conseguito la qualifica di Psicologo Militare rilasciatagli dal C.N.R. dell’Università di Roma e per tre lustri ha fatto parte, divenendone Presidente, della Commissione mobile per gli accertamenti d’idoneità psico-attitudinale dei concorrenti all’ammissione alle Accademie, Scuole e Collegi Militari.
Nell’arco della sua lunga carriera, terminata con il grado di Maggior Generale, ha comandato tutte le unità operative corrispondenti ai vari gradi rivestiti, ottenendo molteplici encomi dalle S.A. e essendo insignito dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine del Merito della Repubblica Italiana.
Presidente dell’A.N.U.P.S.A. per la regione Liguria e dell’Associazione "Campo della Memoria", con la quale è riuscito a far costruire il Cimitero di Guerra dei caduti del Btg. Barbarigo ad Anzio/Nettuno. I reduci della IV Compagnia del Barbarigo lo hanno nominato Marò Honoris Causa con la motivazione: "con profonda stima ed affetto, per le sue doti eccezionali e per la dedizione ai nostri ideali in pace ed in guerra".

lunedì 16 febbraio 2009

ITALIA alla Regal Torino



















Bella fiera! Buona presenza expo militaria, bei gruppi storici (celti, '600, '700, Pietro Micca, e di nota un gruppo medioevale con mezza dozzina di cavalli e con una aquila, falconi, poiane e Co), curata area tematica REI fronte russo, parecchi visitatori: un successo!

Graditissima visita al nostro stand, il Marò Sergio Moro, autore del libro "Marò a 16 anni", con il figlio.

Presente inoltre lo stand Ass. Combattenti Xa MAS, con Fiamma Morini, Amelio Boreani e Franco Minelli in gran forma!

venerdì 13 febbraio 2009

Centro Studi Repubblica Sociale Italiana



L’istituzione del «Centro Studi e documentazione sul periodo storico della Rsi» è stata lanciata dal Comune di Salò, dalla Provincia di Brescia e dalla Regione Lombardia a metà degli anni Novanta. Un impulso deciso venne dall’allora Assessore alla Cultura della Regione Lombardia Marzio Tremaglia, che nutriva progetti ambiziosi. Lo comprovò deliberando un primo sostanzioso contributo per la dotazione delle strutture ai locali del Centro. Dopo lunghe trattative, l’insediamento dei suoi organi dirigenti e l’avvio dell’attività sono stati possibili a partire dal 2003.
Per quel che ci compete, ci siamo preoccupati da un lato di puntare tutto (quel poco che abbiamo avuto a disposizione) sull’allestimento delle strutture volte alla ricerca – l’istituzione di una biblioteca con un costante implemento del patrimonio librario, l’acquisizione di fondi documentari (vuoi da privati, vuoi dall’Associazione dei Prigionieri non cooperatori, vuoi infine dall’Unione nazionale combattenti e reduci della Rsi) e l’allestimento di un archivio di fonti orali (un centinaio di interviste realizzate) – e dall’altro lato di offrire agli studiosi – tutti gli studiosi di buna volontà – una tribuna aperta per la discussione e la ricerca.

Risultato: quattro convegni in quattro anni, quattro pubblicazioni di atti, un volume fotografico sulla vita quotidiana al tempo della Rsi e molto altro ancora.

domenica 8 febbraio 2009



Recensione nel sito dell'ANA, Associazione Nazionale Alpini, che ringraziamo:

LA BATTAGLIA DEL SOLSTIZIO
Venerdì, 30 Gennaio 2009 - 02:55

Dopo la sconfitta di Caporetto alleati ed avversari ritenevano ormai certo il crollo definitivo dell’Italia. Eppure, solo qualche mese più tardi il Regio Esercito, tornato pienamente efficiente, respinse l’ultima offensiva austro-ungarica la cui riuscita era data per certa dai comandi imperiali. Il presente volume, il primo ad essere dedicato esclusivamente alla Battaglia del Solstizio, analizza ciò che per l’Italia fu l’equivalente del “Miracolo della Marna”.

PIERLUIGI ROMEO DI COLLOREDO
LA BATTAGLIA DEL SOLSTIZIO PIAVE, GIUGNO 1918
Pag. 282 – euro 25,00. Edito a cura dell’Associazione Culturale Italia

ITALIA in una tesi di Laurea...

... vedi il ns sito www.italialhg.net citato nella seguente bibliografia... ;-)

Thesis
La storia per far festa: rievocazioni storiche e turismo

Author
Agnese Tasso

Artoni A. (2006), Azione vs rappresentazione. Per un'antropologia dellaperformance, in Bonato L. (a cura di), Festa viva, Torino, Omega, pp. 43-52.Bonato L. (2006), Tutti in festa. Antropologia della cerimonialità, Milano, FrancoAngeli.Bonato L. (2008), La ''messa in scena'' della tradizione: tra autenticità e spettacolo, in Bonato L. (a cura di), Memoria riciclata. Riappropriazioni culturali, connessioni, prestiti, Roma, Aracne, pp. 15-38.Bravo G. L. (2005), La complessità della tradizione, Milano, FrancoAngeli.Broccolini A. (2006), Le feste neomedievali in Italia tra invenzione e conflitti locali, in Bonato L. (a cura di), Festa viva, Torino, Omega, pp. 261-273.Canestrini D. (2001), Trofei di viaggio: per un'antropologia dei souvenir, Torino, Bollati Boringhieri.Del Ninno V. (1998), Il pensiero del fuori, Milano, Piccola Enciclopedia.De Sanctis Ricciardone P. (2005), La festa tra folklore e fakelore, in Bonato L. (a cura di), Festa viva, Torino, Omega, pp. 37-48. en.wikipedia.orgFabietti U. e Matera V. (1999), Memorie e identità, Roma, Maltemi.Giuliano L. (1997), I padroni della menzogna. Il gioco delle identità e dei mondi virtuali, Roma, Meltemi.Hobsbawm E. J. e Ranger T. (a cura di) (1987), L'invenzione della tradizione, Torino, Einaudi, trad. it. di Basaglia E.Iso-Ahola (1987), Leisure and boredom, ''Journal of social and clinical psychology'', New York, Guilford.Minola M. (1996), La battaglia dell'Assietta: 19 luglio 1747, Cavallermaggiore, Gribaudo.Pearce P. L. (1991), Locating tourism in the landscape of knowledge, Calgary, University of Calgary.Perinetti F. (1989), Ivrea: storia breve dalle origini ai giorni nostri, Ivrea, A. Cossavella.Plog S. (1974), Why destination areas rise and fall in popularity, in ''The Cell H.R.A. Quaterly'', 15, pp. 55-58. Ramella P. (1978), Pavone, antica comunità nel Canavese, Pavone Canavese, Associazione Pro Loco Pavone Canavese. Rami Ceci L. (2006), Che la festa cominci! Banchetti, macchinari, saltimbanchi e nuove tecnologie: spettacolarizzazione e tradizione nella ''messa in scena'', in Bonato L. (a cura di), Festa viva, Torino, Omega, pp. 27-41. Ruberi M. (a cura di) (2007), Gianduja. Maschera popolare del Piemonte, Venaria Reale, Associassion Piemontèisa-Regione Piemonte. Segalen M. (2002), Riti e rituali contemporanei, Bologna, Il Mulino, trad. it. di Zattoni Nesi G. Simonicca A. (1998), Antropologia del turismo: strategie di ricerca e contesti etnografici, Roma, Carocci. www.artiglieria-napoleonica.beepworld.it www.associazione-amici-pietro-micca-1706.it www.asspiemonteisa.it www.chisone-germanasca.torino.it www.comune.pavone.to.it www.comune.usseaux.to.it www.cersonweb.org www.feriemedievali.com www.italialhg.net www.media-aetas.it www.medioevo.com www.ordotemporis.com www.provincia.torino.it www.regione.piemonte.it www.storiaviva.it www.softair.it www.theironring.com

domenica 1 febbraio 2009

Una bella lettera da un "italiano d'Australia"


Riceviamo e pubblichiamo questa bella lettera di un "italiano d'un tempo", densa di un'amor patrio oggi raro, ma non disperiamo che qualcuno possa prendere esempio da scritti come questo!

Le memorie di Pasca Piredda


Riceviamo questa notizia, che non ci rende meno amara la scomparsa di Pasca Piredda, ma che ci fa sperare che la sua storia -e quella di molti altri italiani come lei- non sia dimenticata. I nostri complimenti alla volontà dell'editore di aggiungere un tassello importante alla storia del nostro paese.

martedì 21 ottobre 2008

KOS: Una tragedia dimenticata



ASSOCIAZIONE “EREDI DELLA STORIA” E FONDAZIONE A.N.M.I.G.

Sabato 8 novembre 2008 , alle ore 18,30 , presso la Sala Convegni “Beniamino Finocchiaro” (Fabbrica San Domenico) a Molfetta, si terrà il Convegno in cui sarà presentato un libro di memorie e testimonianze dal titolo:

KOS : UNA TRAGEDIA DIMENTICATA

Settembre 1943 / Maggio 1945

il dr. Michele Spadavecchia, Consulente storico Ass. “Eredi della Storia”

presenterà l’ autore del libro, il Col. Pietro Giovanni Liuzzi

Interverrà il Col. Vincenzo Grasso

mercoledì 9 aprile 2008

L'Egitto dona all'Italia il Sacrario di El Alamein



Il Cairo - L’Egitto ha deciso oggi di concedere all’Italia la proprietà del terreno su cui sui trova il Sacrario di El Alamein sorto a ricordo dei caduti italiani. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Romano Prodi al termine dell’incontro di stamani al Cairo con il presidente egiziano Hosni Mubarak, nell’ambito della missione economica guidata dal governo.
"Mubarak mi ha detto che darà all’Italia la proprietà del Sacrario di El Alamein che non abbiamo mai avuto. E’ un gesto simbolico di amicizia", ha detto il presidente del Consiglio. Una nota di Palazzo Chigi informa che Prodi ha avvisato il ministro della Difesa, Arturo Parisi, della decisione egiziana "invitandolo a definire nel più breve tempo possibile gli assetti organizzativi della questione per dare definitiva attuazione a un gesto che tutela il luogo dedicato al ricordo degli eroi caduti per la patria". "Si tratta di un atto di altissimo significato morale e storico, che onora i nostri Caduti in Africa settentrionale durante la Seconda guerra mondiale", ha sottolineato più tardi Parisi in una nota diffusa dal ministero. Il ministro Parisi, prosegue la nota, ha immediatamente interessato il Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra, il generale Vittorio Barbato, perché venga assunta ogni necessaria iniziativa "affinché il Sacrario di El Alamein si confermi quale luogo dell’onore e della memoria dei nostri Caduti e della storia delle Forze Armate Italiane".
Nel Sacrario riposano oltre 5.200 salme di italiani che persero la vita nei combattimenti di Marmarica, Tobruk, Alamein e Tunisia (1941-1943), recuperate a partire dal 1943 dalle autorità britanniche e dal 1949 al 1960 dalla Delegazione del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti di Guerra.


Da: Il Giornale

sabato 5 gennaio 2008

Osoppo e Xa MAS



DA IL PICCOLO DI TRIESTE DEL 28 DICEMBRE 2007

STORIA Nuove rivelazioni dagli archivi segreti e un libro di Gorazd Bajc
partigiani della Osoppo e X Mas insieme per difendere Trieste

Gorazd Bajc, sloveno di Trieste, laureato presso la Facoltà di Lettere dell'Ateneo Triestino - in seguito ha conseguito a Lubiana il master e il dottorato di ricerca - è attualmente ricercatore e docente presso l'Università del Litorale di Capodistria. Studioso di storia dei Servizi Segreti angloamericani nel periodo bellico, ha lavorato a lungo negli archivi riservati della Slovenia, in quelli di Londra e sulla documentazione statunitense. È autore di numerosi saggi e di tre monografie.

La biografia di Ivan Marija Cok (uno dei leader politici degli sloveni del Litorale durante il fascismo e la guerra) che uscì nel 2000 e due anni dopo di «Iz nevidnega na plan» (che potremmo tradurre «Dall'anonimato alla luce del sole»), che tratta della collaborazione tra alcuni sloveni del Litorale e i Servizi Segreti Britannici nel reclutare e inviare le missioni speciali in Slovenia durante la Seconda Guerra Mondiale.

Argomento poco indagato come lo è la vicenda degli sloveni della Venezia Giulia, inquadrati dal Regio Esercito Italiano nei battaglioni speciali e utilizzati poi dai Servizi Segreti britannici in Africa settentrionale, in Sardegna ed in Corsica in funzione della loro politica, come emerge dal volume di Sara Perini «Battaglioni Speciali, Slav Company 1940-1945».

Nell'ultima fatica «Operazione Venezia Giulia (Operacija Julijska krajina)», pubblicata l'anno scorso dalla casa editrice Annales di Capodistria, il giovane storico tende a rovesciare alcune consolidate interpretazioni sulla storia della resistenza italiana, ripercorrendo le vicende ed esaminando il ruolo di tutte le missioni angloamericane e di quelle collegate ai Servizi Segreti italiani il SIM (Servizo Informazioni Militare) e quelle del SIS (Servizio Informazioni Segrete della Marina) al confine orientale italiano.

Molti documenti reperiti negli Archivi di Londra e di Washington ci permettono di tracciare una panoramica completa sull'attività di queste missioni a diverso livello d'importanza, che non hanno agito contemporaneamente. Quelle britanniche di lunga tradizione ed esperienza riuscirono a comprendere più degli altri le difficoltà, per l'Italia, di mantenere il confine prebellico. Dopo l'8 settembre 1943 non esiste infatti nessuna formazione militare italiana in grado di difenderlo efficacemente, mentre il movimento partigiano jugoslavo acquista una crescente forza militare e politica, che vuole esercitare il proprio peso anche nella ridefinizione del confine.

Con le nuove fonti riservate scoperte dal Bajc è possibile oggi verificare l'entità numerica delle missioni, da chi furono composte, dove fossero attive, quali fossero i loro legami con le varie unità militari e le formazioni partigiane.

Chiediamo all'autore di «Operacija Julijska krajina» di entrare direttamente nel merito delle sue più importanti scoperte.
«Nel volume analizzo, tra l'altro, soprattutto con documenti angloamericani, come le formazioni partigiane della Osoppo avessero cercato insieme alla X MAS di costituire un fronte unico per difendere il confine prebellico e dare un supporto agli angloamericani per farli arrivare nella Venezia Giulia prima delle truppe di Tito.

Oggi è possibile comprendere più a fondo il ruolo degli osovani nei loro rapporti con il governo del Sud, il cosiddetto "piano De Courten", e gli angloamericani, intenzionati a loro volta, con il progetto ”antiscorch”, a prevenire eventuali disordini sociali di cui avrebbero potuto avvantaggiarsi i comunisti alla fine del conflitto.


Gli alleati apprezzano le capacità militari della X MAS, ne rilevano il nazionalismo ed una certa autonomia nei confronti della Repubblica di Salò e dei tedeschi, rimarcano l'importanza del comandante Junio Valerio Borghese ed i contatti che si sviluppano tra la fine del '44 e gli inizi del '45, tra la Osoppo e la X MAS».


«Se non si costituì un fronte antislavo anticomunista, come si diceva allora, bisogna comunque far notare - prosegue Bajc, - che un documento dei Servizi Segreti Britannici rileva come dopo la prima decade di febbraio 1945 la X MAS non ha più attaccato i partigiani, tranne quelli di Tito. Non meno significativi i dati riguardanti la strage di Porzus (7 febbraio 1945) che indicano il clima di sospetto creatosi intorno alla Osoppo. I britannici volevano capire che cosa fosse realmente accaduto e annotarono che alcuni capi osovani cercarono subito di puntare il dito contro i partigiani sloveni».

«Oggi - precisa lo studioso - molti indizi possono indurre ad ipotizzare una macchinazione dei Servizi Segreti americani, tesi avanzata a suo tempo (nel 1997) dal giudice Carlo Mastelloni. Non meno significativa la documentazione britannica riguardante le rivendicazioni territoriali dei partigiani sloveni, rivolte al territorio delimitato dall'Isonzo. Secondo le stesse fonti, negli ambienti osovani circolavano voci secondo cui le mire espansioniste jugoslave si spingevano fino al Tagliamento. Poteva essere una delle strategie utili a creare allarme per sollecitare gli angloamericani ad arrivare prima di Tito, come lo fu quella d'associare l'invio delle truppe jugoslave ai massacri che queste avrebbero perpetrato.

Dati significativi aprono la strada a nuovi percorsi di ricerca su una resistenza italiana che si sta sempre più demitizzando (in un certo senso potremmo anche riconsiderare alcune fasi della resistenza slovena/jugoslava). L'idea di una lotta comune contro il nazifascismo passava spesso in secondo piano. Nelle ricerche di Giulio Ceccato per il Veneto, per esempio, le forze anticomuniste cercarono di ostacolare in tutti i modi la presa del potere da parte comunista; al confine orientale la situazione era analoga, con l'aggravante del problema del confine. Gli stessi garibaldini si unirono in parte alle forze partigiane jugoslave del IX Korpus verso la fine del '44.

In difficoltà, a causa dei rastrellamenti minacciati dai tedeschi e dai loro fiancheggiatori, cercarono una via d'uscita, un luogo più sicuro, dai partigiani sloveni, che inoltre davano loro la garanzia di non disarmarli, come invece, erano intenzionati a farlo, alla fine della guerra, gli angloamericani».
«Interessante appare inoltre l'ottica con la quale i Servizi angloamericani interpretavano il comunismo jugoslavo - aggiunge Bajc, - spesso accusato di nazionalismo, ma in modo diverso da quanto emerge oggi dai media, per ragioni tutt'altro che storiografiche. I garibaldini (di fede comunista) non nutrivano fiducia nella democrazia italiana, temevano che nel dopoguerra le forze conservatrici potessero avere il sopravvento».
«I Servizi Segreti americani d'altronde rilevavano l'impegno dell'Italia, sul piano politico e diplomatico, a difesa dei confini orientali e la posizione del CLN triestino e giuliano.

Sottolineavano che la resistenza intorno al CLN giuliano era in sostanza molto scarsa, militarmente interessanti venivano recepiti solo i partigiani sloveni e jugoslavi. Ai garibaldini si riconosceva, invece, una forza militare e risultavano interessanti per i disegni strategici alleati così come lo erano gli osovani».
«Mentre in ambito sloveno si creò una grande frattura politica tra il movimento partigiano e quello antipartigiano con lotte sanguinose - sottolinea lo storico sloveno, - in Italia prevalse, nonostante la diversità o la contrapposizione degli schieramenti, l'intento comune di salvaguardare gli interessi nazionali».
«Per quanto riguarda l'insurrezione del 30 aprile, senza sottovalutare i combattimenti nel centro di Trieste, appaiono decisivi sul piano militare quelli svoltisi intorno alla città, soprattutto ad Opicina e a Basovizza. Sono del parere che al 30 aprile dovremmo attribuire un valore simbolico».

Marina Rossi

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Rara foto in divisa da Ufficiale della Regia Marina

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
A Nettuno, nel Btg. Barbarigo della Xa MAS

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Assieme ai suoi marò del Barbarigo

Decima MAS

Decima MAS
Ufficiali del Btg. Maestrale (poi Barbarigo): Tognoloni, Cencetti, Posio, Riondino...

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano
L'azione di Chiarello e Candiollo in copertina all'Illustrazione del Popolo del 19 marzo 1944