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martedì 11 dicembre 2012

Gianni Tedeschi Dall'OVRA alla Decima MAS Una giovinezza nel Ventennio














Gianni Tedeschi
Dall'OVRA alla Decima MAS
Una giovinezza nel Ventennio
I ricordi di Gianni Tedeschi e della sua vita travagliata, narrati in queste sue memorie, scorrono dalla Genova della sua infanzia e adolescenza - con il suo centro storico fatto di vicoli brulicanti di attività e  figure umane ormai scomparse - al suo servizio nelle Squadre “R E” dell’OVRA, specializzate nel contrasto della pedofilia e pederastia, alla seconda guerra mondiale, che Tedeschi vivrà partecipando ad eventi quali la sfortunata operazione “G.A. 1” del Sommergibile Iride e le missioni sui sommergibili atlantici di Betasom, ed infine, dal 1943 al 1945, tra le fila del Battaglione Risoluti della Decima Flottiglia Mas nella sua città natale Genova, a Montecchio Maggiore e in seguito all’autoreparto della Divisione Decima a Thiene.
I tragici eventi del 25 aprile 1945 e dell’immediato dopoguerra che Tedeschi subì - come tanti aderenti alla RSI - nell’umiliazione di una lunga detenzione, lo faranno rinascere a una nuova vita, con la scoperta di una capacità artistica espressa attraverso la pittura che fu per lui la sua professione, e la forza rigeneratrice capace di dargli la serenità così a lungo negata.

F.to 17x24, 174 pagg., alcune ill. b/n + 2 tavole a colori, Euro 20,00.

Info e ordini:

Associazione Culturale “ITALIA Storica”
Via Onorato 9/18
16144 Genova
GE – Italia
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Pierluigi Romeo di Colloredo LA CARNE DEL CARNARO Un giorno nella vita di Gabriele D’Annunzio: Venerdì 12 Settembre 1919, la marcia su Fiume












Pierluigi Romeo di Colloredo 

LA CARNE DEL CARNARO

Un giorno nella vita di Gabriele D’Annunzio: Venerdì 12 Settembre 1919, la marcia su Fiume


Venerdì 12 settembre 1919, Gabriele D’Annunzio occupa Fiume.
La vicenda fiumana segna una svolta fondamentale nella storia politica dell’Italia uscita dalla Grande Guerra delusa e umiliata nelle proprie aspettative territoriali, ma anche nella vita del Poeta.
Se molto è stato scritto e detto di Fiume e della Reggenza del Carnaro, mancava sino ad oggi uno studio completo della marcia che condusse D’Annunzio da Ronchi, alla testa di duecento Granatieri, sino a Fiume, occupata senza sparare un colpo alla testa di diecimila legionari, che singolarmente o ad interi reparti, unirono al Comandante le proprie sorti.
Dalla preparazione sino alla proclamazione dell’unione di Fiume all’Italia nel primo discorso tenuto da D’Annunzio ad una folla in delirio, nascita di un modo di fare politica che segnerà per sempre il mondo, da Piazza Venezia e Berlino, sino all’Avana di Fidel  Castro, la Marcia di Ronchi viene descritta ora per ora, esaminando gli avvenimenti e gli uomini, dando voce ai protagonisti con documenti e discorsi, per offrire il quadro più completo che sia mai stato pubblicato su quel venerdì 12 settembre 1919.
Per la prima volta viene analizzato il ruolo della Massoneria Italiana ed internazionale, insieme  agli interessi esoterici del Vate, un aspetto, poco noto ma fondamentale per comprendere le scelte e le decisioni di Gabriele D’Annunzio sia come uomo d’arte sia come uomo d’arme.

132 pagg, F.to 14x21, alcune ill. b/n. Euro 16,00

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domenica 9 dicembre 2012

"La prima vita di Céline" e il "Poema Africano" di Marinetti, editi da ITALIA Storica, recensiti sul "Secolo d'Italia"








Tra Céline e FTM sugli scaffali della libreria

di Adriano Scianca
 “Il Secolo d’Italia”, 9 dicembre 2012


FTM e LFC vanno alla guerra. Nel primo acronimo rimbomba tutta l’esplosività creatrice del miglior Novecento italiano, nel secondo la profondità tagliente dello sguardo letterario europeo che trapassa da parte a parte la modernità. Céline e Marinetti. È difficile immaginare due personalità più distanti fra loro, se non per due ovvi punti in comune: il fatto di aver rivoluzionato il modo di scrivere e fare letteratura nelle rispettive lingue, di aver sottoposto a violenza il linguaggio natio per distillarne anche una sola goccia di realtà; e la scelta di parteggiare per il fronte uscito sconfitto dalla Seconda guerra mondiale oltre ogni convenienza, oltre ogni freddoloso buonsenso. Ma per il resto, fin troppe sono le differenze umane e letterarie fra i due. Il loro approccio alla guerra non sembra fare eccezione: nichilista, anarchico, antimilitarista, ostile a retorica e gerarchia il francese; arcitaliano, guerrafondaio, sbruffone, nazionalista convinto il fondatore del futurismo. Due libri usciti di recente per i tipi della genovese “Associazione culturale Italia”, tuttavia, mostrano tutti i limiti di etichette frettolose e divisioni troppo schematiche. Parliamo de “Il poema africano della Divisione 28 Ottobre” di Marinetti stesso e di “La prima vita di Céline – Il corazziere a cavallo Louis Destouches nella prima guerra mondiale,” di Andrea Lombardi. Si tratta di due eleganti volumi, imperdibili per i collezionisti di testi non conformi: il primo, in edizione limitata a 120 copie, è stampato su carta di pregio e ripresenta il testo futurista del 1937, la cui prima edizione è rarissima e molto ricercata dagli appassionati. Il secondo, invece, è una vera chicca: stampato nell’inedito formato 9×12 cm è un librettino da leggere in un sol boccone e presenta il Céline che non ti aspetti. Il rapporto tra lo scrittore - o meglio: il corazziere a cavallo Destouches - e la Grande Guerra è in realtà complesso. Il libricino di Lombardi rende tutte le sfaccettature contraddittorie del prisma céliniano. Per metterle tutte a fuoco e ottenere di nuovo l'unità dell'immagine serve un salto di qualità mentale. La rilettura a posteriori data dallo stesso scrittore è nota: arruolamento per "un colpo di testa", scontro con la dura realtà dell'insensato carnaio bellico, maturazione di un convinto pacifismo. La realtà è tuttavia diversa. Stupisce, per esempio, leggere le lettere ai genitori del futuro autore del "Voyage", nelle quali traspaiono uno stile e un contenuto assolutamente inediti per la corrosiva penna che partorirà i pamphlet che incendieranno la cultura europea. "Quanto a me farò il mio dovere sino in fondo e se per fatalità non dovessi tornare... siate sicuri per attenuare la vostra sofferenza che muoio contento, e ringraziandovi dal profondo del cuore", scrive il soldato Destouches poco dopo l'arruolamento. Volontario, e per più di una guerra, fu anche Marinetti. “Scritto sotto il fuoco di molte mitragliatrici abissine imprecise", il Poema africano della Divisione "28 Ottobre" racconta di alcune battaglie campali combattute dalla speciale divisione della Milizia con la quale si arruolò lo scrittore. Come scrive Pierluigi Romeo di Colloredo nel saggio storico in appendice, il poema non è solo un'opera letteraria, ma è allo stesso tempo documento autobiografico, testimonianza diretta e memoria storica della partecipazione delle camicie nere alla guerra d'Etiopia. Marinetti narra con precisione aneddoti, fatti di cui è testimone e protagonista diretto, riportando documenti, bollettini e comunicati. Anche Céline si ritroverà poi a descrivere la sua esperienza di guerra, ma con accenti decisamente meno entusiasti. L'impatto con la routine delle retrovie e poi con i massacri della prima linea, infatti, stempererà molto lo slancio patriottico iniziale del soldato Destouches. Memorabile il racconto di quel borioso ufficiale in grado di chiamare per nome ogni singolo cavallo ma incapace di ricordarsi l'identità dei suoi soldati. E che dire del surreale aneddoto sull'equino rubato al milite inglese mentre questi era stato sorpreso da un impellente richiamo della natura dietro a un cespuglio. Céline definitivamente convertito al cinismo antiretorico? Sembrerebbe di sì. Eppure si tratta dello stesso soldato che si offre volontario per una missione suicida: assicurare il collegamento tra il 125° e il 66° reggimento di fanteria sotto il fuoco dell'artiglieria tedesca. Ferito al braccio (sarà dichiarato invalido al 70%), otterrà la medaglia militare e la croce di guerra con stella d'argento. Ma già in precedenza, in un'altra azione eroica, il maréchal Destouches si era distinto per aver salvato la vita a un proprio commilitone. Della medaglia, così come delle ferite riportate, l’”antimilitarista" Celine andrà orgoglioso per tutta la vita, anche se di sé preferirà sempre dare l'immagine del misantropo randagio e individualista, tacendo anche della sua opera di medico dei poveri, così preziosa fra gli sbandati a cui amava somigliare. Salvare le vite altrui era un destino, ma che non lo si sapesse in giro: gli avrebbe rovinato la reputazione. Anche Marinetti, in Africa, si guadagnò una medaglia di bronzo al valore militare per aver combattuto in prima linea nelle "Termopili del fascismo" di Passo Uarieu. Nel suo caso, tuttavia, era la terza decorazione: la prima l'aveva ottenuta sul monte Kuk, la seconda a Vittorio Veneto, entrambe durante la Grande guerra. Gente per cui rischiare la morte era norma etica quotidiana e scrivere libri solo la conseguenza di un esubero di vita. Girando per le librerie e vedendo le facce degli scrittori di oggi, invece, un dolore sordo ti avvolge il cuore. E non perché non ce ne siano di bravi. Solo che nessuno fra loro, alle obiezioni di rito nella tribù dei letterati, potrebbe replicare come Ftm: "Se sbaglio perdonatemi, vengo dal Tembien".

mercoledì 26 settembre 2012

Lupi sulla Linea Gotica. Dal Diario della III Compagnia del Btg Lupo della Xa MAS sul fronte del Senio



Spartaco Zeloni

Lupi sulla Linea Gotica

Dal Diario della III Compagnia del Btg Lupo 
della Xa MAS sul fronte del Senio

Prefazione di Adriano Bolzoni
Con uno scritto di Ugo Franzolin


La forza contenuta nelle pagine di Spartaco Zeloni risiede essenzialmente nella verità. Sono i ricordi di un soldato, semplici e drammatici. Pagine di una guerra condotta con lucida e consapevole volontà da chi rifiutò la resa ignobile dell’8 settembre 1943. Da chi sentì, magari confusamente, per istinto generoso e spinta ideale, che nel combattere e nel sacrificio era la strada non già dell’impossibile vittoria delle armi, ma la radice di una futura redenzione nazionale.

Spartaco Zeloni è un combattente del “Lupo”, Battaglione della Decima Mas. Dico è, non uso il passato, perché nessuno, vivo o morto, ha mai abbandonato la sua gente, la sua insegna, la sua bandiera. Il volumetto che Zeloni ha scritto è una specie di “ruolino di marcia”, un diario da campo, memorie raccolte sul terreno dell'azione. Pagine che non hanno e non vogliono avere sapore letterario. La guerra non è letteratura. Pagine semplici, ora intense e drammatiche, ora struggenti e malinconicamente amare. Pagine ben comprensibili per chi ha conosciuto il combattere e il morire.

Adriano Bolzoni


F.to 14x21, 92 pagg., alcune mappe e ill. in b/n, Euro 15,00

Edito da ITALIA Storica, Genova 2012.
Info e ordini ars_italia@hotmail.com




SOLDAT - IL DIARIO DI UN SOLDATO TEDESCO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE



WILHELM PRÜLLER

SOLDAT

IL DIARIO DI UN SOLDATO TEDESCO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE


Il diario di Wilhelm Prüller, membro di un reparto di fanteria motorizzata della 9. Panzer-Division, permette al lettore di dare uno sguardo unico nell’esperienza di guerra di un soldato della Wehrmacht altamente addestrato e motivato, attraverso il vivido resoconto delle innumerevoli e aspre battaglie condotte da Prüller in prima linea dagli anni della trionfante Blitzkrieg in Polonia, Francia e Balcani ai combattimenti nelle steppe della Russia, sino alla disperata difesa del Reich.


Wilhelm Prüller nacque a Vienna il 14 gennaio 1916 in una famiglia operaia, cattolica e conservatrice. Avviato agli studi, entrò nella Hitlerjugend nel 1928, arruolandosi poi nelle SS nel 1933 e partecipando attivamente alla lotta politica in Austria. Espatriato in Germania nel 1937, rientrò a Vienna dopo l’Anschluss del marzo 1938. Il 1° dicembre di questo anno fu mobilitato nella Wehrmacht e assegnato alla 6. Kompanie dello Schützen-Regiment 10 della 4. leichte Division, avendo il battesimo del fuoco nella Campagna di Polonia. Rinominata 9. Panzer-Division nel 1940, la Divisione combatté in Francia, nei Balcani e Russia, e Prüller, promosso Sottufficiale e in seguito Leutnant, seguì le sorti della sua unità sino alla capitolazione in Germania, distinguendosi più volte sul campo.

F.to 17x24, 152 pagg., alcune ill. b/n, brossura, Euro 18,00


Edito da ITALIA Storica, info e ordini ars_italia@hotmail.com

Il poema africano della Divisione "28 Ottobre" di Filippo Tommaso Marinetti






















Novità:

Il poema africano della Divisione "28 Ottobre" 

di Filippo Tommaso Marinetti 

con un saggio storico di Pierluigi Romeo di Colloredo

 Il Poema africano della Divisione “28 Ottobre” non è solo un’opera letteraria, ma è allo stesso tempo documento autobiografico, testimonianza diretta e - soprattutto - memoria storica della partecipazione delle Camicie Nere alla guerra d’Etiopia. Marinetti narra con precisione aneddoti, fatti di cui è testimone e protagonista diretto, riportando documenti, bollettini e comunicati. Il padre del Futurismo non fu solo un “soldato da propaganda” come dipinto in fin troppi testi, ma combatté in prima linea a Passo Uarieu, nel più duro scontro di tutta la guerra d’Etiopia, e tale esperienza è riportata nella sua opera poetica in maniera trasfigurata letterariamente, ma sostanzialmente fedele allo svolgimento storico dei fatti. 

 Edizione limitata a 120 copie, stampata su carta di pregio Dalì Neve da 120 gr. e con copertina Tintoretto Crema 300 gr. 

La prima edizione del 1937 è rarissima, e molto ricercata. Formato 14x21, 256 pagg., Euro 29,00

domenica 15 luglio 2012

OFFERTA PER GLI ISCRITTI AL GRUPPO NAZIONALE LEONE DI SAN MARCO!


PROMOZIONE ESCLUSIVA PER GLI ISCRITTI
AL GRUPPO NAZIONALE LEONE DI SAN MARCO!
15% DI SCONTO E SPEDIZIONE GRATUITA* SUI LIBRI EDITI DA "ITALIA STORICA"


Per ordini: Associazione Culturale “ITALIA Storica”, via Onorato 9/18 – 16144 Genova
Tel. 348 6708340 – E-Mail ars_italia@hotmail.com – Web http://associazioneitalia.blogspot.com

* Con pagamento su conto corrente postale. 
Per attivare la promozione, comunicate in occasione dell'ordine il Codice "GNLSM_ITALIAStorica_01".

giovedì 5 luglio 2012

Novità: Le Artiglierie del Regio Esercito nella seconda guerra mondiale, di Enrico Finazzer





"I nostri soldati furono mandati a combattere con artiglierie insufficienti ed antiquate, residuati della Grande Guerra, inferiori a quelle del nemico". Questo è ciò che si legge comunemente nei libri di storia della seconda guerra mondiale.
Fu proprio così? E se sì, lo fu sempre ed ovunque?
In questo volume vengono trattati tutti i pezzi d’artiglieria di produzione nazionale, straniera e di preda bellica utilizzati dal Regio Esercito, in organico ai Reggimenti di Artiglieria Divisionale ed ai Raggruppamenti di Corpo d’Armata e di Armata, illustrandone in schede sintetiche ma esaustive le principali caratteristiche tecniche, permettendone un confronto immediato con le artiglierie degli altri eserciti, e l’impiego che ne è stato fatto sui diversi teatri.
Il volume è corredato da centoventi immagini, molte delle quali inedite, provenienti dai fronti di guerra, dagli archivi fotografici dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano e della Fondazione Ansaldo, da musei italiani e stranieri, e da alcune collezioni private.

F.to 17x24, brossura, 144 pagg., 120 foto b/n.

Il prezzo del libro è di Euro 18,00; per gli ordini diretti lo scontiamo volentieri a Euro 16,00, spese di spedizione a nostro carico con versamento sul Conto Corrente Postale N° 8857864 IBAN: IT-22-D-07601-01400-000008857864 intestato “ITALIA Storica”, o di 5,00 Euro per spedizione contrassegno.

mercoledì 23 maggio 2012

Frecce Nere! Le Camicie Nere in Spagna, 1936-1939, di Pierluigi Romeo di Colloredo


 Segnalazione novità:

Pierluigi Romeo di Colloredo

 
Frecce Nere! 

Le Camicie Nere in Spagna, 1936-1939

 Dell’impiego in linea del Corpo Truppe Volontarie, inviato da Mussolini in aiuto ai nazionalisti di Franco a partire dal 1936, la storiografia e la pubblicistica corrente concentri la propria attenzione su un periodo di un mese, sino al marzo del 1937, quando avvenne la battaglia di Guadalajara, enfatizzando l’unico insuccesso del C.T.V. (presentato comunemente come una sconfitta catastrofica, cosa che non fu), ma trascurando i rimanenti venticinque mesi, forse per non dover dire che dalla primavera del 1937 al 1939 gli italiani in Spagna furono sempre vittoriosi, surclassando tutte le formazioni militari nemiche ed alleate in una delle pagine più ricche di successi della storia militare italiana.
Questo libro di Pierluigi Romeo di Colloredo, uno dei più autorevoli storici della M.V.S.N., autore di Passo Uarieu, le Termopili delle Camicie Nere in Etiopia, I Pilastri del Romano Impero. Le Camicie Nere in Africa Orientale 1935-1936, e di Emme Rossa! Le Camicie Nere in Russia 1941-1943 vuole restituire ai legionari italiani il ruolo che spetta loro nella storia della Guerra Civile Spagnola.


F.to 14x21, 260 pagine, 73 foto e mappe, Euro 24,00

Edito da

Associazione Culturale “ITALIA Storica”
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giovedì 26 aprile 2012

Georg Gundlach Alle porte di Leningrado La 291. Infanterie-Division dalla Lituania alla battaglia della sacca del Volchov, 1941-1942 Serie Ostfront Vol. 2

Georg Gundlach

Alle porte di Leningrado
La 291. Infanterie-Division dalla Lituania alla battaglia della sacca del Volchov, 1941-1942
Serie Ostfront Vol. 2


Le fotografie di questo libro, scattate dal Feldwebel Georg Gundlach su incarico del Comando della 291. Infanterie-Division per documentarne le operazioni belliche in Russia, illustrano i combattimenti della Divisione tedesca, e in particolare della fanteria dell’Infanterie-Regiment 506, durante l’Operazione Barbarossa attraverso i Paesi Baltici, nel primo inverno 1941-1942 e nelle paludi e nelle foreste del Volchov, nel settore di Leningrado. Le foto, spesso scattate in azione, ritraggono sia gli uomini e i mezzi delle unità tedesche impiegate in queste operazioni, sia le durissime condizioni di vita della popolazione civile e dei soldati russi della 2a Armata d'assalto del Generale Vlassov all'interno della sacca del Volchov, tra le malsane paludi e le inospitali foreste teatro di aspri combattimenti.

F.to 17x24, 170 pagg., interamente ill. in b/n, 20,00 Euro.

Edito da:
Associazione Culturale “ITALIA Storica”

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Italia e estero: Tuttostoria, C.P. 395 – 43100 Parma
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giovedì 22 marzo 2012

"Presenti arbitrari" - Le diserzioni nella FFAA della RSI


"Presenti arbitrari"
Le diserzioni nelle Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana
di Emanuele Mastrangelo

Quanto contò il fenomeno delle diserzioni nel colpire l’efficienza delle Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana? È vero che la maggioranza dei suoi arruolati non vedeva l’ora di abbandonare il posto di combattimento? Com’era la situazione reale, quella percepita e quella tramandata da memorialistica e storiografia? Di chi era la responsabilità del gran numero di “assenti arbitrari” fra i ranghi della RSI? In questo saggio cercheremo di dare alcune risposte a queste domande, fornendo spunti per ulteriori ricerche: se è pur vero che gli allontanamenti arbitrari colpirono in una certa misura i reparti repubblicani, il fenomeno deve essere valutato nelle sue dimensioni effettive e inquadrato nel contesto storico-militare, sociale e politico del periodo.

In appendice, sono presentati documenti dal fondo “Diserzioni” dello Stato Maggiore Esercito della RSI, del Comando della Divisione Fanteria di Marina San Marco, e un approfondimento sui Tribunali Militari Regionali della RSI.

SOMMARIO

NOTA DELL’EDITORE 
PREFAZIONE  
IL PROBLEMA DELLE FONTI 
IL QUADRO STORICO  
LE CONDIZIONI MATERIALI E MORALI
LE FATTISPECIE 
I SINGOLI CASI:
LE FORZE ARMATE NAZIONALI REPUBBLICANE
IL CASO DELLA “MONTEROSA” 
L’ANDAMENTO DELLE DISERZIONI: UN TENTATIVO DI ANALISI  
CONCLUSIONI  

APPENDICI  
1 - DOCUMENTI DELLO SME DELLA RSI
2 - DOCUMENTI DEL COMANDO DELLA DIVISIONE SAN MARCO
3 - I TRIBUNALI MILITARI REGIONALI DELLA RSI

L’AUTORE

Emanuele Mastrangelo, nato a Roma nel 1977, è ricercatore ed è stato volontario nel Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°). Collabora, fra gli altri, con il mensile “Storia in Rete”, di cui cura l’editing, le ricerche iconografiche e l’apparato cartografico. Ha pubblicato nel 2005 I Canti del Littorio. Storia del Fascismo attraverso le canzoni per i tipi della Scarabeo (Bologna).

F.to 14x21, 96 pagg., alcuni documenti b/n, Euro 15,00.

Edito da ITALIA Storica, Genova 2012.

sabato 25 febbraio 2012

H. A. Schulze - Ufficio Storico della NASA, Dati tecnici sulla A-4/V-2



H. A. Schulze - Ufficio Storico della NASA

Dati tecnici sulla A-4/V-2

Questo rapporto è stato compilato dalla documentazione su Peenemünde portata negli USA e archiviata nell’Arsenale di Redstone. Prima della restituzione ufficiale di questi documenti alle autorità della Germania Ovest nell’estate del 1958, l’autore visionò il materiale riassumendo i dati più importanti. Il presente rapporto contiene le note significative di questa selezione concernente i “Dati tecnici dello sviluppo della A-4 (V-2)”.
Il materiale è suddiviso in tre sezioni. La prima sezione inizia dai seminali e primitivi razzi di prova (A-1 sino a A-3) e termina con il predecessore della V-2 (A-5). La parte centrale e basilare del libro si occupa della sola A-4 (V-2) mostrando lo sviluppo dei componenti, diagrammi, test e rampe di lancio, oltre ad alcune fotografie del lancio di A-4. Questa sezione si conclude con dei dati sulla A-4 migliorata, la A-4b, dotata di ali fissate al corpo del razzo. Di tutti i razzi è data una esauriente cronologia dei lanci di prova riusciti e falliti, con informazioni sulle cause tecniche dei fallimenti e le modifiche compiute. La terza e ultima parte evidenzia le informazioni disponibili sulle caratteristiche tecniche degli ulteriori sviluppi dopo la A-4, dalla A-6 alla A-10.

In appendice sono presentati gli organigrammi e la storia operativa delle unità artiglieria missili della Heer.

F.to 14x21 brossura, 96 pagg. compl. ill. b/n, Euro 15,00.

Edito da ITALIA Storica, Genova 2012.
Info e ordini ars_italia@hotmail.com

mercoledì 15 febbraio 2012

Krimschild - Storia fotografica dell'avanzata delle truppe tedesche e rumene in Bessarabia, Ucraina, Crimea e dell'assedio di Sebastopoli, 1941-1942



Krimschild
Storia fotografica dell'avanzata delle truppe tedesche e rumene in Bessarabia, Ucraina, Crimea e dell'assedio di Sebastopoli, 1941-1942

Serie Ostfront Vol. 1 - Collana a cura di Andrea Lombardi


Le fotografie di questo libro illustrano i combattimenti della 11. Armee tedesca e delle unità rumene ad essa aggregate durante l’Operazione Barbarossa in Bessarabia e Ucraina e le successive operazioni in Crimea. L’11. Armee, al comando del Generaloberst Eugen Ritter von Schobert, prenderà parte all’invasione della Russia operando in seno all’Heeresgruppe Süd, con il compito di conquistare la Crimea e di garantire la sicurezza del fianco destro dell’asse di avanzata dell’Heeresgruppe. Le centinaia di rare fotografie, molte scattate nel pieno dell’azione, mostrano i primi scontri nel giugno 1941 delle truppe tedesche e rumene sul fiume Prut e in Bessarabia, quindi i duri combattimenti per la Linea Stalin, l’inseguimento del nemico sul Dnieper e il suo attraversamento, le azioni sul Mare d’Azov e lo sfondamento dell’istmo di Perekop, la conquista della penisola di Kerch e della Crimea e l’inizio dell’assedio di Sebastopoli. Dopo i combattimenti difensivi dell’inverno 1941-1942, l’ultima parte del libro ritrae l’assalto finale dell’11. Armee, guidata in quel periodo dal Generaloberst Erich von Manstein, alla fortezza di Sebastopoli e alle sue formidabili difese.

F.to 17x24 brossura, 226 pagg., 350 foto in b/n, 5 mappe e organigrammi, Euro 24,00.

Info e ordini diretti ars_italia

domenica 4 dicembre 2011

Con i Panther della "Brandenburg" - Gli ultimi combattimenti sul Fronte Orientale, aprile-maggio 1945



Eduard Bodenmüller

a cura di Andrea Lombardi

Con i Panther della "Brandenburg"


Gli ultimi combattimenti sul Fronte Orientale
nel diario di guerra di un carrista della Panzergrenadier-Division "Brandenburg", Febbraio-maggio 1945


Questo libro presenta il diario di guerra di Eduard Bodenmüller, relativo alle sue esperienze come Sottufficiale e Capocarro di Panther nella Panzergrenadier-Division “Brandenburg” negli ultimi combattimenti per la difesa del Reich sul Fronte Orientale tra l’Oder e il Neisse, dal gennaio al maggio 1945. Il diario giornaliero di Bodenmüller dà un’immagine cruda e veritiera dei duelli tra i Panther e i T-34/85 e gli JS-2 Stalin sovietici, e dei disperati tentativi tedeschi di contenere l’inarrestabile avanzata dell’Armata Rossa in Slesia. Il testo è accompagnato da appendici sulle azioni della “Brandenburg” nel 1945 e sui decorati della Ritterkreuz della Divisione, una cronologia delle operazioni delle unità del Panzerkorps “Grossdeutschland”, numerose mappe e fotografie relative a queste battaglie, e da tavole a colori presentanti i fregi, le decorazioni e i documenti originali appartenuti a Eduard Bodenmüller.

L’autore del diario

Eduard Bodenmüller nasce il 23 aprile 1922 a Stoccarda nel Baden-Württemberg. Nell’aprile 1944 fu insignito del Panzerkampfabzeichen in Silber e nel maggio 1944 della Eisernes Kreuz di seconda classe. Ormai Unteroffizier e carrista veterano fu assegnato nel 1945 alla 4. Kompanie del I Abteilung, del Panzer-Gruppe Wietersheim della Panzer-Grenadier-Division “Brandenburg”. Per le azioni da lui narrate in questo suo diario fu poi decorato della Eisernes Kreuz di prima classe il 19 marzo 1945, e del Panzerkampfabzeichen mit Einsatzzahl “25” il 20 febbraio, quest’ultimo distintivo conferito per aver partecipato a 25 azioni di combattimento tra corazzati, durante le quali era stato tra l’altro ferito più volte. Promosso Offizierantwärter, fu anche raccomandato per la Deutsches Kreuz in Gold, ma la decorazione non risulta concessa.


F.to 17x24, brossura, 72 pagine, 50 foto b/n e mappe, 2 tavole a col., Euro 14,00

Edito da Ass. Cult. ITALIA Storica, info e ordini diretti ars_italia@hotmail.com


Disponibile inoltre presso Tuttostoria, Spazio Ritter e Libreria Militare (MI), Libreria Roma e Libreria Ares (RM), e altre librerie specializzate.

mercoledì 14 settembre 2011

Luigi Cadorna - Una biografia militare, di P. R. di Colloredo



Novità:

Pierluigi Romeo di Colloredo

Luigi Cadorna - Una biografia militare

Uno studio obiettivo della conduzione della guerra da parte di Cadorna porta alla smentita di tanti luoghi comuni spacciati per verità storiche: si scoprirà che l’esercito italiano, unico esercito alleato costantemente all’offensiva dall’inizio della guerra, fu quello che fece le maggiori conquiste territoriali, che le perdite italiane furono inferiori a quelle francesi ed inglesi, che le fucilazioni e gli atti d’indisciplina nell’esercito italiano furono molti meno di quelli avvenuti in Francia, che gli italiani nel 1917 avevano superato tecnicamente l’avversario, cui erano inferiori nel 1915, che Cadorna fu l’unico generale alleato a ragionare in termini di guerra di coalizione e non di guerra parallela. Sotto Cadorna l’esercito italiano inquadrò circa tre milioni di uomini, quanti mai né prima né dopo, e combatté le più grandi e sanguinose battaglie della propria storia arrivando ad essere una macchina militare mastodontica, lenta e possente, capace di rialzarsi senza l’aiuto alleato e vincere una guerra, dopo aver subito una catastrofica disfatta.
Viene analizzata approfonditamente la battaglia di Caporetto ed la ritirata al Piave, e sono integralmente riportati gli ordini del 18 settembre e del 10 ottobre 1917 dati ai Comandanti d’Armata alla vigilia di Caporetto, che smentiscono definitivamente la leggenda di un Cadorna sorpreso dagli avvenimenti e incredulo circa l’offensiva nemica: ordini che, se eseguiti, avrebbero cambiato le sorti della battaglia; è poi riportato anche lo studio fatto preparare da Cadorna già nel giugno 1917 sul’eventuale ripiegamento al Piave, che il Generalissimo applicò dopo Caporetto, salvando l’esercito e vincendo la battaglia d’arresto.
Anche la figura dello spietato macellaio, del fautore di una disciplina crudele ed ottusa tanto cara alla storiografia progressista viene ridimensionata sulla base della corrispondenza con il governo, riportata in appendice.
In questo lavoro la figura di Cadorna è vista come appare dai documenti d’archivio, dalla corrispondenza privata, dai giudizi di amici ed avversari, per restituirne un ritratto imparziale basato su una documentazione spesso inedita, che cerca di ristabilire la verità al di là di apologie e denigrazioni.

F.to 17x24, brossura, 274 pagg., alcune ill. e mappe, Euro 28,00, edito da Associazione Culturale “ITALIA Storica”.



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Associazione Culturale “ITALIA Storica”

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Rara foto in divisa da Ufficiale della Regia Marina

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
A Nettuno, nel Btg. Barbarigo della Xa MAS

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Assieme ai suoi marò del Barbarigo

Decima MAS

Decima MAS
Ufficiali del Btg. Maestrale (poi Barbarigo): Tognoloni, Cencetti, Posio, Riondino...

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano
L'azione di Chiarello e Candiollo in copertina all'Illustrazione del Popolo del 19 marzo 1944