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giovedì 17 marzo 2011

Per i 150 anni, un Nabucco del 1945...



Ci venne detto che ormai la guerra era finita, Mussolini era stato fucilato il 25 aprile, la R.S.I. non esisteva più, il nostro comportamento di soldati era stato esemplare e come tali saremmo stati onorevolmente trattati accettando la resa. Continuare a combattere avrebbe significato solo un inutile massacro. La delegazione si ritirò per darci il tempo di decidere. Sarebbe tornata di lì a un paio di ore per avere la risposta.
Venne convocato il rapporto Ufficiali ed il Comandante illustrò la situazione, riferì le proposte di resa con l’onore delle armi e chiese il nostro parere prima di decidere. Il Comandante del “Lupo”, quale Ufficiale più anziano, a nome di tutti noi, disse, in sintesi, che per l’Onore c’eravamo arruolati e l’obbiettivo della sua salvaguardia di fronte alla Storia era stato raggiunto; nessuno avrebbe potuto dubitarne. Ora su di noi Ufficiali incombeva il dovere di non bruciare giovani e preziose vite con decisioni avventate per il gusto di un beau geste. Del resto questo era sempre stato il concetto ispiratore della nostra azione di comando, anche nei momenti più tragici e nei combattimenti più impegnativi. Non fu facile, però, far accettare il concetto di resa ai Marò, riuniti per l’ultima assemblea e soprattutto quello della deposizione delle armi. Fummo persino insultati dai più accesi, poi tutto si placò ed arrivammo alla cerimonia conclusiva. Tutti i reparti furono schierati in una formazione ad U di fronte al Comandante. Arrivò la delegazione degli Ufficiali inglesi ed il Capitano di Fregata Salvatore Di Giacomo, eroico comandante di Sommergibili in Atlantico e Comandante del I Gruppo di Combattimento Divisione Xª, passò in rassegna i Reparti sul “Presentat’arm”, rivolse loro un’accorata allocuzione, sottolineandone l’eroismo e terminò incitandoli ad essere, anche in futuro, cittadini esemplari al servizio della Patria. L’atmosfera era così satura di marzialità, commista a dolore e commozione che contagiò anche gli inglesi ed un loro Capitano volle parlare per aggiungere parole di comprensione della nostra situazione, poiché anch’egli ne aveva vissuta una analoga in Cirenaica, a Tobruk, quando aveva dovuto arrendersi alle truppe italiane ed in particolare al Reggimento Fanteria di Marina “San Marco” che assediava la piazzaforte inglese.
Tutto finì con un possente saluto alla voce “DECIMA MARINAI! DECIMA COMANDANTE!” e con un tentativo di cantare il coro del Nabucco, strozzato dalle lagrime sulle parole “O MIA PATRIA SI’ BELLA E PERDUTA…”.


Dal libro Sotto tre bandiere, del Generale Giorgio Farotti, Btg. Barbarigo.

martedì 24 marzo 2009

I libri dell'Associazione ITALIA - Our Military History books




I libri editi dall'Associazione sono posti in vendita per autofinanziare le attività della stessa. Enti o Associazioni con finalità simili possono richiedere una copia omaggio.

Per info e acquisti:
ars_italia@hotmail.com

Clicca sui link sottostanti per visualizzare le schede dei libri:


Libro: Emme rossa!
I Battaglioni M nella campagna di Russia, 1941-1943
The Black Shirt Bns, Eastern Front, 1941-1943 (with unpublished photographs from the Italian Army Historical Archives)

Libro: Ricordi di un'Ausiliaria
Con il Barbarigo da Roma al Fronte Sud
Memoirs of a young Woman Auxiliary of the Xth MAS (Marine Infantry), from the fall of Rome to the last Allied offensive in Italy (Senio river), 1944-1945 (with unpublished photographs)

Libro: Marò a sedici anni

Con la Divisione San Marco in Liguria, 1944-1945
Memoirs of a young San Marco RSI Marine Infantry Division marine, Northern Italy, 1944-1945 (with unpublished photographs)

Libro: BOMBE SU PALERMO
Cronaca dei bombardamenti aerei 1940-1943
Il libro è disponibile nelle librerie specializzate in tutta Italia, e a Palermo nelle librerie Flaccovio, Ausonia, Campolo, Sciuti, Kalós e Broadway.
Chronicle of the Allied bombings of Palermo, Sicily, 1040-1943 (with unpublished photographs)

Libro: LA BATTAGLIA DEL SOLSTIZIO
La battaglia del Piave, giugno 1918
The battle for the river Piave, 1918. With photos from the Italian Army Historical Archive.

Libro: PASSO UARIEU
Le termopili delle CC.NN. in Etiopia
The Black Shirts in Ethiopia: the battle of Uarieu pass

Libro: IL MARE NEL BOSCO
Sui MAS nel Tirreno, 1943-1945
Memoirs of a Naval Officer of the Xth MAS Flottilla, 1944-1945 (with some unpublished photographs)

Libro: IL BOCIA VA ALLA GUERRA
Un artigliere Alpino dalla Grecia alla Decima MAS
Memoirs of an Artillery Officer, from the Royal Italian Army in Greece, to the Marine Inf. Bn. Barbarigo, Xth MAS Flottilla, Northeastern Italy - Senio River, 1940-1945 (with some unpublished photographs)

Libro: UNA VITA COME TANTE ALTRE
Dall'AOI alla Monterosa in Garfagnana
Memoirs of an Artillery Officer, from the Royal Italian Army in Greece
, to the RSI Mountain (Alpine) Div. Monterosa against the 92nd Infantry Division "Buffalo", 1940-1945 (with unpublished photographs)

Libro: SOTTO TRE BANDIERE
Il Generale Giorgio Farotti REI-Decima MAS-EI
Memoirs of an Officer; from the Royal Italian Army COIN operations in Yugoslavia, to the Marine Infantry Bn. Barbarigo, Northeastern Italy to the last Allied offensive in Italy - Senio River, 1940-1945 (with unpublished photographs)

Libro: IL CAMPO DELLA MEMORIA
Storia del Cimitero di Guerra del Btg. Barbarigo a Nettuno
The Anzio-Nettuno Xth MAS - RSI units War Cemetery.

Libro: CAMERATA TAVIANI PRESENTE!
Cronaca semiseria dei voltagabbana italiani, politici e intellettuali
A tragicomic history of turncoat italian politicians and intellectuals...

Worldwide orders, please contact:
Ermanno Albertelli Editore
C.P. 395 - 43100 Parma (Italy)

mercoledì 25 febbraio 2009

I libri dell'Associazione ITALIA - Our Military History books




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Libro: Emme rossa!
I Battaglioni M nella campagna di Russia, 1941-1943
The Black Shirt Bns, Eastern Front, 1941-1943 (with unpublished photographs from the Italian Army Historical Archives)

Libro: Ricordi di un'Ausiliaria
Con il Barbarigo da Roma al Fronte Sud
Memoirs of a young Woman Auxiliary of the Xth MAS (Marine Infantry), from the fall of Rome to the last Allied offensive in Italy (Senio river), 1944-1945 (with unpublished photographs)

Libro: Marò a sedici anni

Con la Divisione San Marco in Liguria, 1944-1945
Memoirs of a young San Marco RSI Marine Infantry Division marine, Northern Italy, 1944-1945 (with unpublished photographs)

Libro: BOMBE SU PALERMO
Cronaca dei bombardamenti aerei 1940-1943
Il libro è disponibile nelle librerie specializzate in tutta Italia, e a Palermo nelle librerie Flaccovio, Ausonia, Campolo, Sciuti, Kalós e Broadway.
Chronicle of the Allied bombings of Palermo, Sicily, 1040-1943 (with unpublished photographs)

Libro: LA BATTAGLIA DEL SOLSTIZIO
La battaglia del Piave, giugno 1918
The battle for the river Piave, 1918. With photos from the Italian Army Historical Archive.

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Le termopili delle CC.NN. in Etiopia
The Black Shirts in Ethiopia: the battle of Uarieu pass

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Sui MAS nel Tirreno, 1943-1945
Memoirs of a Naval Officer of the Xth MAS Flottilla, 1944-1945 (with some unpublished photographs)

Libro: IL BOCIA VA ALLA GUERRA
Un artigliere Alpino dalla Grecia alla Decima MAS
Memoirs of an Artillery Officer, from the Royal Italian Army in Greece, to the Marine Inf. Bn. Barbarigo, Xth MAS Flottilla, Northeastern Italy - Senio River, 1940-1945 (with some unpublished photographs)

Libro: UNA VITA COME TANTE ALTRE
Dall'AOI alla Monterosa in Garfagnana
Memoirs of an Artillery Officer, from the Royal Italian Army in Greece
, to the RSI Mountain (Alpine) Div. Monterosa against the 92nd Infantry Division "Buffalo", 1940-1945 (with unpublished photographs)

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Il Generale Giorgio Farotti REI-Decima MAS-EI
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Libro: IL CAMPO DELLA MEMORIA
Storia del Cimitero di Guerra del Btg. Barbarigo a Nettuno
The Anzio-Nettuno Xth MAS - RSI units War Cemetery.

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mercoledì 18 febbraio 2009

Documento personale della Xa MAS del Generale Giorgio Farotti









Documento personale della Xa MAS del Generale Giorgio Farotti, donato dal figlio Alberto. Il Generale Farotti comandò la Compagnia Mitraglieri del Btg. nel 1944, e nel 1945, per le sue spiccate doti professionali, seppur giovane Tenente, fu nominato Ufficiale addetto alle operazioni del Btg., schierato sul fronte sud negli ultimi disperati combattimenti contro gli Alleati. Come ricordato da Mario Tedeschi nel "Sì bella e perduta", e testimoniato da diversi Marò del Barbarigo, negli ultimi giorni di guerra, durante il drammatico ripiegamento verso il Po, quando la Cp Comando rimase isolata dal resto del Btg a causa delle continue incursioni aeree nemiche, Farotti, benchè fosse solo un Tenente, diresse le Compagnie Fucilieri e la Mortai fuori dall'accerchiamento nemico, riuscendo a traghettarle oltre il Po, e salvando l'intero Btg dalla distruzione.

La firma sulla sx è quella di Rodolfo Graziani, apposta, come ricordato dal Generale Farotti nelle sue memorie, nel POW Camp 211 dove erano rinchiusi.

N.H. Giorgio Farotti (1921-2007), Ufficiale in s.p.e. dal 1943 al 1986. Combattente nel Goriziano e sul fronte Sud dal 1943 al 1945 con il Btg Barbarigo, è decorato di Croce di Guerra al Valor Militare. Ha frequentato la Regia Accademia di Fanteria e di Cavalleria di Modena, le Scuole di Applicazione di Parma e Torino e numerosi Corsi di alta specializzazione presso vari Centri Studi ed Esperienze dell’Esercito.
Nel 1965 ha conseguito la qualifica di Psicologo Militare rilasciatagli dal C.N.R. dell’Università di Roma e per tre lustri ha fatto parte, divenendone Presidente, della Commissione mobile per gli accertamenti d’idoneità psico-attitudinale dei concorrenti all’ammissione alle Accademie, Scuole e Collegi Militari.
Nell’arco della sua lunga carriera, terminata con il grado di Maggior Generale, ha comandato tutte le unità operative corrispondenti ai vari gradi rivestiti, ottenendo molteplici encomi dalle S.A. e essendo insignito dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine del Merito della Repubblica Italiana.
Presidente dell’A.N.U.P.S.A. per la regione Liguria e dell’Associazione "Campo della Memoria", con la quale è riuscito a far costruire il Cimitero di Guerra dei caduti del Btg. Barbarigo ad Anzio/Nettuno. I reduci della IV Compagnia del Barbarigo lo hanno nominato Marò Honoris Causa con la motivazione: "con profonda stima ed affetto, per le sue doti eccezionali e per la dedizione ai nostri ideali in pace ed in guerra".

lunedì 13 ottobre 2008

Memorie di un'Ausiliaria, di Raffaella Duelli


Novità: Ricordi di un’Ausiliaria. Con il Barbarigo da Roma al Fronte Sud, di Raffaella Duelli

Le memorie di Raffaella Duelli, Volontaria nel Battaglione Barbarigo della Decima Flottiglia Mas iniziano con la partenza del Barbarigo da Roma, narrando la lunga marcia del reparto verso il nord, sotto il mitragliamento degli aerei Alleati. Quindi, è descritta vividamente l'ultima battaglia del Barbarigo sul Fronte Sud, dal Senio a Comacchio: gli appunti di Raffaella, giovane Ausiliaria presso il Comando di Battaglione, tratteggiano con grande nitidezza i propri camerati, Ufficiali e Maro', la popolazione delle località colpite dai combattimenti, i terribili e continui attacchi aerei e d'artiglieria nemici, e gli ultimi giorni di guerra, con il drammatico combattimento di ripiegamento del Barbarigo verso il Po e la resa con l'onore delle armi a Padova. Dopo la prigionia, Raffaella Duelli si prodigo' nella ricerca delle salme dei soldati italiani caduti sul fronte di Nettuno, contribuendo a fondare il Campo della Memoria di Nettuno, oggi Cimitero di Guerra.

Il testo, illustrato dai disegni di Riccardo Benelli, è integrato da numerose fotografie e documenti di proprietà dell’autrice, e da due resoconti di Ufficiali del Barbarigo: la memoria inedita del Tenente Paolo Posio sui combattimenti del Battaglione a Nettuno, e quella del Generale Giorgio Farotti sulle ultime operazioni del Barbarigo sul Fronte Sud.

Brossura, F.to 14x21, 172 pagine, 60 foto e documenti b/n di proprietà dell’autrice, 4 tavole a colori. Euro 20,00.

venerdì 27 giugno 2008

Lo stendardo della 4a Cp Mortai, aprile 1945




Dalle memorie di Pierluigi Tajana:

Era ormai l’imbrunire e c’invitò a riunire i nostri reparti in un prato vicino al ponte di Bassanello, in località Pra’ della Valle. Alle prime ore del mattino avremmo dovuto raggiungere Padova per la resa e per essere riconosciuti prigionieri di guerra alle dipendenze delle truppe inglesi. Il comandante De Giacomo ci fece un commovente discorso e disse che quello non era 1’8 settembre, che la guerra era ormai finita per tutti, e di essere fieri di essere appartenuti alla Xa MAS. Finimmo con il grido “Decima marinai!”, “Decima comandante!”. Quella sera la Xa era “rientrata in porto” con l’onore delle armi. Fummo tutti presi da un’immensa tristezza. Ero assillato da un dubbio tremendo: secondo il codice d’onore militare esiste l’obbligo, sia per un soldato semplice che per un ufficiale, di non farsi prendere, quando é possibile, prigionieri. D’altra parte avevamo assicurato all’Ufficiale inglese che saremmo rimasti uniti e preparati per il giorno successivo per consegnarci ai comandi inglesi a Padova. Non sapevo come comportarmi. Del resto tutte le forze armate italiane si erano arrese, il governo italiano non esisteva più. Mussolini era stato fucilato. Se fossi scappato, dove sarei potuto andare a finire e cosa sarebbe successo ai miei Marò. Decisi di rimanere ed accettare quello che la sorte mi avrebbe prospettato. Non fu una notte felice. La 4a Compagnia aveva uno stendardo. Lo dividemmo in tanti pezzetti in modo da poterli distribuire ai centotrenta, centoquaranta superstiti. Sono riuscito a conservare quel pezzetto di stoffa, malgrado tutte le traversie subite durante il periodo di prigionia. Lo possiedo ancora e quando mi capita fra le mani, si scatena nella mia mente un fiume di ricordi che mi fanno domandare: “Se un giorno mi trovassi nelle stesse condizioni di allora, e senza le conoscenze di oggi, come mi comporterei?”. La risposta é sempre la stessa; farei le stesse cose di allora. Sono certo che se avessi seguito un’altra condotta la mia coscienza ne sarebbe stata scossa.
Quel "pezzetto della Xa" fu, anni dopo, donato da Tajana a Carla Piccoli, Ausiliaria della GNR e sorella del Tenente Alberto Piccoli, della Cp Mortai del Barbarigo, caduto sul S. Gabriele, e amico fraterno di Tajana e del Tenente (poi Generale dell'EI) Giorgio Farotti. Carla Piccoli ha voluto farci un omaggio toccante donandoci a sua volta quel lembo e le storie che vi sono intorno, dalla memoria di suo fratello e del Tenente Tajana, a tutti i marò del Barbarigo.

Un riconoscimento che vale più di mille parole ai nostri modesti sforzi nel preservare la memoria dei combattenti del Barbarigo e della Xa.

Cogliamo l'occasione per ringraziare e salutare l'Aus. Carla Piccoli, la sua bella famiglia, e il nipote Giorgio Zett, autore di un DVD di foto e filmati sul Campo della Memoria, e l'amico e socio Mauro Decorlati! Grazie a lui abbiamo anche potuto visitare il nostro carissimo amico Giulio Ronchi, marò della Cp. Mitr. del Barbarigo, che ci ha aiutato fattivamente in più di una occasione, e la sua simpaticissima moglie!

domenica 15 giugno 2008

I libri dell'Associazione ITALIA



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I Battaglioni M nella campagna di Russia, 1941-1943

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Con il Barbarigo da Roma al Fronte Sud

Libro: Marò a sedici anni
Con la Divisione San Marco in Liguria, 1944-1945

Libro: BOMBE SU PALERMO
Cronaca dei bombardamenti aerei 1940-1943
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Libro: LA BATTAGLIA DEL SOLSTIZIO
La battaglia del Piave, giugno 1918

Libro: PASSO UARIEU
Le termopili delle CC.NN. in Etiopia

Libro: IL MARE NEL BOSCO
Sui MAS nel Tirreno, 1943-1945

Libro: IL BOCIA VA ALLA GUERRA
Un artigliere Alpino dalla Grecia alla Decima MAS

Libro: UNA VITA COME TANTE ALTRE
Dall'AOI alla Monterosa in Garfagnana

Libro: SOTTO TRE BANDIERE
Il Generale Giorgio Farotti REI-Decima MAS-EI


Libro: IL CAMPO DELLA MEMORIA
Storia del Cimtero di Guerra del Btg Barbarigo a Nettuno

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Cronaca semiseria dei voltagabbana italiani, politici e intellettuali

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domenica 27 aprile 2008

Notiziario Associazione Combattenti Xa Flottiglia MAS



Notiziario Associazione Combattenti Xa Flottiglia MAS

Anno IX - n°1 gennaio-febbraio-marzo 2008

- tesseramento 2008
- comunicazioni ai Veterani
- Gorizia 2008
- commemorazione a Brindisi
- Gen. Giorgio Farotti, presente!
- la giornata del Ricordo
- "Vincitori o Vinti?"
- 22/01/08, Campo della Memoria
- più buio che a mezzanotte non viene
- i mezzi d'assalto della Xª Flottiglia MAS
- dedicato a Raffaella

Scaricabile in .pdf qui:

http://www.xflottigliamas.it/notiziario/notiziario.html

mercoledì 9 aprile 2008

Il Generale Scandone e il Campo della Memoria


Oggi abbiamo ricevuto questa lettera, testimonianza della sincera amicizia tra due soldati, tra due uomini.

Il Generale dei Carabinieri Scandone, in qualità di Commissario Generale di Onorcaduti, collaborò con il Generale Farotti nel lungo e complesso iter che ha reso il Campo della Memoria, dal 2005, un Cimitero di Guerra in carico all'EI, dove riposano Caduti del Btg Barbarigo e della RSI.

lunedì 11 febbraio 2008

Il Campo della Memoria su Storia e Battaglie





Riportiamo una bella recensione del libro del Gen. Farotti Il Campo della Memoria, apparsa sul numero di gennaio della rivista "Storia e Battaglie".

http://associazioneitalia.blogspot.com/2007/12/il-campo-della-memoria.html

venerdì 18 gennaio 2008

Il Campo della Memoria




Foto Copyright Ass. Campo della Memoria

Ci si avvicina alle commemorazioni dello sbarco Alleato ad Anzio-Nettuno; ricordiamo allora, con le parole di uno dei fondatori, la nascita del Campo dellla Memoria, cimitero di guerra, in carico a Onorcaduti (onoranze funebri dell'Esercito Italiano), del Btg. Barbarigo (Xa MAS-RSI):

STORIA DEL "CAMPO DELLA MEMORIA" E DELLA SUA TRASFORMAZIONE IN CIMITERO DI GUERRA

Nel 1987 l’Associazione Combattenti Xa Flottiglia M.A.S. della R.S.I. convocò a Roma i suoi iscritti per un’Assemblea Nazionale e furono visitati i luoghi ove nel 1944, sulla testa di ponte di Anzio e Nettuno, il Btg. “Barbarigo” con il Gr. Art. “S. Giorgio”, a fianco dell’alleato tedesco, dei paracadutisti del Btg. “Nembo”,del Btg. “Degli Oddi”, del Gruppo Aerosiluranti “Faggioni” e dei mezzi d’assalto della risorta Marina Nazionale Repubblicana, aveva contrastato il passo, per ben tre mesi, alle truppe anglo-americane colà sbarcate. I reduci del Btg. ebbero così modo di costatare che, all’infuori di una semplice stele seminascosta in località Campoverde, null’altro testimoniava la loro presenza su quel fronte e, soprattutto, tra i tanti cimiteri di guerra, mancava quello dei loro Caduti. Nell’ottobre dello stesso anno, a Lerici, durante l’annuale raduno del “Barbarigo”, fu deciso di porre fine a quella situazione, indicando con la locuzione “le parole e la pietra” i mezzi occorrenti per risanarla. Fu, quindi, dato incarico al senatore Mario Tedeschi, giornalista e direttore della rivista “Il Borghese”, di scrivere un libro sulle vicende belliche del Btg., da lui vissute in prima persona quale Serg. A.U. (che, con il titolo “Si bella e perduta”, vide la luce nel 1993 nel giorno in cui l’autore saliva anch’egli al Cielo de-gli Eroi) ed all’architetto Sandro Tognoloni, ufficiale decorato M.O.V.M. alla… memoria proprio sul quel fronte, di progettare un monumento-sacrario da dedicare ai Caduti. Per la sua realizzazione e la soluzione di tutti i problemi ad essa connessi, il 4 dicembre 1989, a Firenze, fu costituita davanti al notaio Dr.ssaVilma Cerulli, fra i reduci del “Barbarigo”: Baldini Luigi, Burò Gianfranco, Duelli Raffaella, Farotti Giorgio, Fusco Mario, Olivotti Franco, Posio Paolo, Posio Vannozzo, Pieri Luciano, Scozzari Francesco, Tognoloni Alessandro e Sannucci Mario del “Lupo” [i pochi sopravissuti tra i fondatori, oggi aderiscono all'Ass. Comb. Xa MAS con sede a Verona, Presidente l'Avv. Bartolo Gallitto, NdC] , un’associazione apolitica e priva di lucro denominata “Campo della Memoria”, come il progettato complesso monumentale ed a presiederla fu eletto il Gen.D. Giorgio Farotti che, per determinati tratti di personalità posseduti e per l’elevato grado rivestito, fu ritenuto la persona più qualificata, in quanto autorevole ed ascoltato interlocutore, nei rapporti con le istituzioni civili ma soprattutto con quelle militari, per il conseguimento degli scopi statutari. Il gruppo dei residenti a Roma che aveva ricevuto l’incarico della ricerca del terreno, all’inizio del 1990 comunicò di averlo trovato ed alla fine di gennaio fu redatto l’atto d’acquisto di un’area di 3.600 mq., inserita tra il cimitero di guerra americano e quello tedesco, a breve distanza da quello inglese, quasi a ristabilire lo schieramento dei reparti allora contrapposti su quel fronte. Nei primi mesi del 1990, in attesa dell’autorizzazione all’esecuzione del progetto presentato all’ufficio tecnico del comune di Nettuno, furono iniziati i lavori di bonifica, riempimento e livellamento del terreno che gli abitanti del luogo ave-vano adoperato come discarica abusiva. All’improvviso, nel mese di agosto, il Sindaco, anziché concedere le autorizzazioni richieste, con una ordinanza ingiunse la sospensione dei lavori da lui ritenuti abusivi ed il ripristino dello stato “quo ante”!Ne nacque un caso politico, la questione divenne oggetto perfino d’interpellanze parlamentari e di una accesa campagna di stampa pro e contro, secondo le strumentalizzazioni di parte, specialmente dopo la comparsa sul “Borghese”, a firma del suo Direttore, di un veemente articolo intitolato “il difensore della discarica” che stigmatizzò, ridicolizzandolo, il comportamento del Sindaco. Per l’Associazione iniziò un periodo costellato di difficoltà d’ogni genere, tutte superate per la ferma determinazione di membri del suo Direttivo, degli iscritti e dei sostenitori. Nel marzo del 1991, concessa l’autorizzazione all’esecuzione del progetto, ebbe luogo la cerimonia della posa della prima pietra e, dopo altri due anni di tribolazioni, tra cui anche un contenzioso con la ditta appaltatrice dei lavori, con un rito austero, apolitico e prettamente militare, la consacrazione dell’opera nelle sue linee essenziali: un grande prato verde con incastonata al centro la croce di Sant’Andrea, scelta appositamente per riunire nello stesso simbolo i valori delle Fede Cristiana e quelli della Decima. Fu dedicata non solo ai marò del “Barbarigo” caduti per la difesa di Roma ma coralmente a tutti i soldati della R.S.I. immolatisi nel secondo conflitto mondiale. Era questo il solo obiettivo perseguibile, considerate le ostilità ed i condizionamenti politici; raggiuntolo, l’Associazione cominciò ad esaminare la possibilità di trasformare il Campo in cimitero di guerra, allo scopo, sia di assicurargli, in futuro, una sopravvivenza garantita dallo Stato anche dopo la nostra scomparsa, sia di porre fine all’assurda situazione per cui tutti i Caduti degli eserciti coinvolti nella battaglia della testa di ponte di Anzio e Nettuno avevano avuto onora-ta sepoltura in monumentali cimiteri di guerra sorti su suoli che visto-se targhe, retoricamente, rammentano al visitatore essere stati donati dal popolo italiano. Solo i morti della R.S.I. erano assenti in quell’ideale adunata perché “volutamente” esclusi ed ignorati, come se non fossero mai esistiti. Altrimenti, in contrasto con la vulgata della “liberazione”, si sarebbe dovuto riconoscere che quei “ragazzi”, non ancora ventenni, avevano offerto volontariamente la loro vita per la difesa di Roma e del suolo della Patria, invaso, calpestato e distrutto dalle armate anglo-americane. Per un certo periodo, quindi, compii va-ri e vani tentativi non conoscendo l‘iter burocratico da seguire e quali fossero i Ministeri competenti a concedere la traslazione di salme da un cimitero ad un luogo non cimiteriale e, soprattutto, ignorando l’esistenza della Legge 204 del 9 gennaio 1951, chiave risolutiva del problema: essa, infatti, sancisce che il compito di raccogliere e sistemare le salme degli appartamenti alle FF.AA. della R.S.I. deceduti per cause di guerra procedendo, ove occorra anche ad espropri, spetta al Commissariato per le Onoranze ai Caduti in Guerra del Ministero del-la Difesa.Venutone a conoscenza, mi rivolsi all’Ente sopraccitato facendo presente che l’Associazione si era sostituita allo Stato immemore per co-struire, a proprie spese, un Sacrario che offriva gratuitamente, a patto che vi fossero inumati quei Caduti che, solo per l’umana pietà dei sopravvissuti e l’abnegazione dell’Ausiliaria Scelta Raffaella Duelli, erano stati raccolti sul campo di battaglia e provvisoriamente, con incerto futuro, tumulati in una tomba privata, nel cimitero del Verano di Roma. Ad onor del vero, il Commissario Generale Benito Gavassa, con cui trattenevo rapporti improntati alla massima reciproca stima, recepì l’istanza da me presentatagli, dichiarando che per lui i Caduti in guerra erano tutti uguali e, facendola propria, le diede una veste ufficiale ed autorevole. Non così agirono gli altri Ministeri interpellati: quello della Sanità, ad esempio, impiegò ben due anni per dichiarare che non occorrevano autorizzazioni in quanto non si trattava più di salme, dato il tempo trascorso, ma di resti mineralizzati, non soggetti alle leggi sanitarie! Nel 1977, quando tutte le eccezioni sembravano esaurite, Onor Caduti emanò un decreto d’esproprio del “Campo della Memoria”, ritenendo che, acquisitone il possesso, avrebbe potuto disporre a piacimento e tacitare qualunque opposizione,a norma della già citata Legge 204. Il documento fu inoltrato al Prefetto di Roma per la ratifica e ecco rispuntare il Sindaco di Nettuno che, informato della decisione di effettuare la traslazione, a cerimonia già fissata e dopo che le prime sette cassette dei resti di Soldati Ignoti, per le quali non occorreva il consenso dei familiari richiesto dalla legge, erano già state esumate dal Verano, pose il suo veto ed il Prefetto di Roma, pur non avendone fa-coltà, trattenne l’atto di esproprio da noi già firmato, spiazzando così Onor Caduti che, nell’attesa della soluzione del problema, le dovette depositare provvisoriamente alle Fosse Ardeatine…! Il Sindaco di Nettuno volle, poi, infierire emanando un ordine di de-molizione di tutte le opere del Sacrario, con la capziosa accusa di violazione del regolamento edilizio del comune, risultata poi non riferibile al caso in oggetto.L’ordinanza fu bloccata da un ricorso dell’Associazione al T.A.R. del Lazio che decretò l’immediata sospensiva per la palese inconsistenza dell’accusa ed il Sindaco, per faide interne al suo partito, fu costretto alle dimissioni, la giunta sciolta ed il comune commissariato, in attesa delle elezioni amministrative. Trascorse così un altro anno prima dell’insediamento della nuova amministrazione ed il sindaco neo eletto, per risolvere il problema dell’ordinanza demolitrice senza compromettersi, concesse la sanatoria prevista dalla legge sugli abusi edilizi comportante il pagamento di una penale…! (i politici sono sempre tali a qualunque partito essi appartengano).Per non perdere altro tempo in ricorsi, decisi di accettare, anche per-ché il Sindaco, nel frattempo, aveva inviato una lettera al Prefetto di Roma, nella quale gli comunicava l’approvazione, da parte dell’intera Giunta e senza riserve, della trasformazione del “Campo della Memoria” in Cimitero di Guerra del Marò del Btg. “Barbarigo” e, per sottolineare la decisione, si era recato in forma ufficiale a deporre una corona sull’ipogeo destinato a diventare Ossario-Sacrario.Il decreto d’esproprio fu quindi ratificato dal Prefetto (settembre 1999) e nell’atto di cessione della proprietà al Ministero della Difesa chiesi ed ottenni che fossero incluse alcune condizioni, ritenute da me irrinunciabili: 1. completamento delle opere necessarie all’accoglimento di tutti i Caduti sepolti al Verano, previste dal progetto dell’architetto Tognoloni.2. costruzione di un altare. 3. messa a sito dei cippi con i nomi dei Caduti. 4. impegno formale a: tumulare nel campo soltanto marò della Xa caduti sulla testa di ponte di Anzio e Nettuno; conservare intatte nel tempo le strutture del Sacrario nel loro assetto e destinazione; diritto dell’Associazione di accedervi per celebrare con cerimonie eventi legati alla storia della Xa MAS e sistemarvi targhe e cippi commemorativi. Dopo dieci anni di difficoltà, apparentemente burocratiche ma essenzialmente ideologiche ed espressione di faziosità politica, soltanto il 20 giugno del 2000 è stato possibile arrivare alla tumulazione, in forma strettamente privata ed alla presenza di pochi commilitoni superstiti, delle prime sette cassette di resti mineralizzati nel Campo e sulla lastra del sepolcro è stata incisa, non senza discussioni e contrasti, la seguente epigrafe, da me ideata ed imposta:

SOLDATI IGNOTI
EROI SENZA MEDAGLIA
VITE OFFERTE ALLA PATRIA PER LA DIFESA DI ROMA
ANZIO-NETTUNO 1944

Per una serie di disguidi e circostanze impreviste, la traslazione era avvenuta in modo quasi clandestino ed io espressi al nuovo Comm. Generale Lusa, succeduto all’amico Gavassa, tutta la mia indignazione, nel dover constatare che le salme dei “miei marò”, caduti in un disperato tentativo di difesa della Patria, mi erano state consegnate come merce ordinaria al mercato, proprio dall’Ente istituzionalizzato allo scopo di rendere quegli onori loro dovuti, non soltanto perché sanciti da leggi o regolamenti, ma perché appartenenti da millenni ai costumi dei Popoli. Nel 2003 stipulai con il Comune una convenzione biennale rinnovabile per la custodia e la manutenzione ordinaria dell’opera ed ottenni dal Ministero della Difesa che fossero traslate in essa, classificata Cimitero di Guerra, le spoglie dei Caduti sepolti al Verano inclusa quella del Cap. Corv. Umberto Bardelli per noi molto importante, in quanto Comandante del Battaglione “Barbarigo” sul fronte di Nettuno e decorato di M.O.V.M. alla memoria. Il progetto originario dei lavori necessari, per motivi di contenimento della spesa, dovette subire alcune modifiche, la sua realizzazione fu rinviata di un anno, ma l’intervallo permise ad Onor Caduti di adempiere ai dettami della Legge 204 per ottenere l’assenso delle famiglie, rintracciate tramite l’arma dei Carabinieri; quindici di esse preferirono riavere le salme al loro domicilio ed al Verano ne rimasero sessantacinque. Nel mese di luglio del 2004, con una spesa di 150.000 € stanziati da Onoranze ai Caduti, sono stati costruiti, non più sopra, ma lateralmente alla gradinata centrale, due blocchi di 42 loculi ciascuno, con di fronte un altare in pietra e collocate le 8 targhe preparate dall’Associazione in memoria delle gesta del Battaglione e dei suoi Eroi. Infine, gli 84 cippi che, nell’originario progetto dovevano recare, ognuno, il nome d’un Caduto sepolto nel campo inciso, invece, sul frontone di ciascun loculo, sono stati messi a sito sul perimetro del prato, con i nominativi dei 481 caduti immolatisi sugli altri fronti, ove il battaglione fu inviato a combattere: scritti sul verde prato appartengono definitivamente alla storia d’Italia, “memento” e guida per le generazioni future. Il giorno 16 giugno 2005, con una solenne cerimonia militare da me richiesta e non solo accordata ma organizzata e diretta personalmente dal Gen. C.A. CC. Bruno Scandone, austera ma molto commovente, cui hanno presenziato i reduci provenienti da ogni località d’Italia, tra cui la nostra Medaglia d’Oro al Valor Militare Gm. Tognoloni [purtroppo deceduto nel luglio 2007, NdC], Autorità civili, militari, religiose e soprattutto numerosissimi giovani, sono state traslate dal Verano le salme di sessantacinque Marò del Btg.”Barbarigo”. E, senza tema di contestazioni, ascrivo merito esclusivo dell’Associazione “Campo della Memoria”, l’aver ottenuto che, per la prima volta dalla fine del Secondo Conflitto Mondiale, un plotone di fanti dell’Esercito Italiano sul “presentat-arm” e le note struggenti del silenzio abbiano reso Loro l’estremo saluto e sia stata ad essi riconosciuta, in modo esplicito ed ufficiale, la medesima dignità di “SOLDATO” di ogni altro combattente degli eserciti che nel 1944 si fronteggiarono sulla testa di ponte di Anzio e Nettuno, qualifica che, ancor oggi, viene negata ai sopravvissuti.A ricordo dello storico evento ho fatto apporre una targa recante le parole alate e soffuse di altissima poesia espresse, per tutti noi, da Mario Fusco, Marò della IV Cp., vate del Btg. “Barbarigo” e da me completate con una orgogliosa affermazione di fierezza per il successo con-seguito, dopo tre lustri di contese assurde e vergognose perché tendenti a discriminare dei Morti per la Patria:

IAM VICTI VICIMUS!

Tuttavia, a mio parere, affinché il “Campo” compendi in tutte le sue vicende la “storia” del Battaglione, all’Associazione restano ancora due compiti da assolvere: 1. portare nel campo le spoglie del Gm. (S.Ten. Alp.) Alberto Piccoli M.A.V.M. alla memoria, simbolo dell’eroica difesa di Gorizia, effettuata dai reparti della Decima nell’inverno 1944/1945 e che assicurò alla “Città Santa” la continuità della sovranità italiana; 2. reperire due ancore autentiche di mezzi navali d’assalto (o comunque da guerra) da sistemare sul lato interno di ciascun blocco di loculi, per rammentare l’appartenenza di quei Caduti alla Marina da Guerra della R.S.I. ed in particolare alla Decima. Nota: per la realizzazione del primo progetto (a) sono in attesa di ottenere la necessaria autorizzazione e poter aprire la sottoscrizione dei fondi occorrenti, dato ch’essa non rientra nei compiti istituzionali di Onor Caduti; per quella del secondo (b) ho già avviata la pratica presso gli Uffici competenti ed, inoltre, sto esaminando con il Commissario Generale quali altre salme debbano essere traslate nei loculi rimasti disponibili. Infine, per evitare postume appropriazioni indebite, tra l’altro già tentate, concludo sottolineando che, in questa Italia delle bustarelle e delle sovvenzioni facili, il “Campo della Memoria” è stato creato senza alcun contributo pubblico o politico per evitare, appunto, speculazioni che mai permetteremo a chicchessia. L’abbiamo pagato di tasca nostra solo noi della Decima, cominciando per primi, come sempre, noi vecchi del Btg. “Barbarigo”, perché così c’è sembrato giusto e, quando è stato necessario, abbiamo fatto ricorso anche alle cambiali! D’ora in poi in quel luogo, onusto di sacre rimembranze perché vi si combatté un’epica battaglia della 2a Guerra Mondiale, chiunque lo vorrà potrà fermarsi un attimo per ricordare tutti coloro che scelsero la “parte sbagliata”, convinti di adempiere al loro dovere d’italiani. Noi, gli “involontari” sopravvissuti, senza nostalgie ma con orgoglio, ogni tanto lì ci ritroveremo, rallegrandoci con noi stessi per aver saputo cogliere un momento in cui, nell’intimo di ognuno, la Patria era ancora una realtà viva e determinante.

Il Presidente dell’Associazione
Gen.D. Farotti Giorgio.
Testo Copyright 2007 Ass. Campo della Memoria-Ass. ITALIA

L'Associazione Campo della Memoria è contattabile presso l'Ausiliaria Scelta Raffaella Duelli:

Associazione Campo della Memoria
Viale Gorgia di Leontini 260
00124 Roma
Tel. 06 50912187

Oppure telefonando al Sig. Alberto Indri:

Tel. 06 3330318

Testo pubblicato in:

http://associazioneitalia.blogspot.com/2007/12/il-campo-della-memoria.html



mercoledì 26 dicembre 2007

La Compagnia Mitraglieri del Btg. Barbarigo





Foto: Elementi della Compagnia Mitraglieri del Btg. Barbarigo sono passai in rassegna dal Ten. Farotti, Vittorio Veneto, 1944. Notare le bandoliere del '91 e il distintivo di Btg. In secondo piano in ambo le foto, il Marò Mitr. Giulio Ronchi, nel dopoguerra caro amico del Generale Farotti.

La Compagnia Mitraglieri, denominata “Sottocapo G. Bartoli” dal nome di un Caduto, era formata da personale proveniente dalla Scuola Mezzi d’Assalto “Todaro”, Gruppo “Moccagatta”, e l’alto addestramento formale di detto personale mal si conciliò, inizialmente, con lo spirito informale e scanzonato dei veterani del Barbarigo. I Marò della “Bartoli” furono quindi soprannominati “Assurdi” a causa di questo iniziale contrasto. Il comandante era l'allora Tenente Giorgio Farotti.
Le nove mitragliatrici pesanti Breda 37 in dotazione alla Compagnia Mitraglieri erano ripartite su tre Plotoni con tre armi ognuno, più il Plotone Comando. Ogni Plotone era quindi formato da tre Squadre, con 12-15 Marò per Squadra.
Ogni Squadra era dotata di una Breda 37, servita da un Porta Arma-Tiratore e da un Portatreppiede, oltre che occasionalmente da un altro servente. Il Caposquadra era armato di MAB 38 e gli altri Marò di fucili Carcano 91/41, questi ultimi introdotti anche nelle Squadre Fucilieri dopo le operazioni ad Anzio/Nettuno, per sopperire alla scarsa gittata dai Mitra Beretta. Le cassette portamunizioni per la Breda erano distribuite tra i Marò.
Data la grande quantità di Sottufficiali tra i ranghi della Compagnia fu inoltre formato un Posto Centrale di distribuzione munizioni, sia per assegnare conformemente agli ordini le munizioni alle Squadre, sia per provvedere al ricaricamento delle lastrine, grazie all’apposito dispositivo di ricarica a tramoggia, con i vari tipi di munizionamento da 8 mm (normale, perforante, tracciante, da aggiustamento, etc.).
Solo due Ufficiali, ossia i Sottotenenti Bertozzi e Mezzetti, erano al comando di altrettanti Plotoni Mitraglieri, l’altro Plotone e tutte le Squadre erano infatti guidate da abili Sottufficiali provenienti dai Reparti Imbarcati, tra i quali i Secondi Capi Betti, Gavrioglio, Puggioni e Colombo.




Foto: Il Tenente Farotti con i Secondi Capi della sua Compagnia

domenica 16 dicembre 2007

"Il Campo della Memoria" e UNCRSI





Si è svolta a Roma venerdì la presentazione del libro "Il Campo della Memoria". Sono state ricordate dall'Avvocato Gallitto le figure del Generale Farotti, Raffaella Duelli, Sandro Tognoloni, e di molti altri uomini della Decima MAS, tra i quali gli NP fucilati a Sant'Angelo in Fornis.
Durante la presentazione è stato proiettato e dato in omaggio un DVD con decine di foto e alcuni filmati sulla storia e le commemorazioni al Campo della Memoria, opera di Giorgio Zett, sempre ricordato con affetto dal Generale Farotti.

Presenti, tra gli altri, Indri, Grazioli, la Pasca Piredda, Cosentini.

Al pranzo del giorno seguente, spiccavano la moglie del giornalista Romersa, Nino Arena e l'editore Ciarrapico.


mercoledì 12 dicembre 2007

RICORDO DEL GENERALE GIORGIO FAROTTI



RICORDO DEL GENERALE GIORGIO FAROTTI

di Andrea Lombardi


Il 26 ottobre 2007 è morto il Generale Giorgio Farotti, dopo aver combattuto con grande dignità e coraggio la sua ultima battaglia contro il tumore. Malato da tempo, il Generale Farotti, anche negli ultimi momenti ha mantenuto quella forza d’animo che era uno dei suoi molti pregi, non facendo pesare ad alcuno la sua situazione, ma anzi preoccupandosi delle sorti dei suoi parenti e ovviamente dei suoi Marò del Barbarigo, che tante volte sono comparsi nei nostri discorsi pomeridiani quando lo andavo a trovare, sorbendomi talvolta i suoi famigerati rimbrotti, che adesso tanto mi mancano, se non avevo puntualmente eseguito le sue istruzioni relative ai libri da lui stesi, e che mi diede l’onore di pubblicare: “Sotto tre Bandiere”, le sue memorie dal 1940 al 1945, e “Il Campo della Memoria”, sul Cimitero di Guerra del Battaglione Barbarigo, a Nettuno. Il Generale Giorgio Farotti era un Ufficiale di rara competenza, e conscio della sua preparazione, in guerra non esitò mai nell’opporsi ad ordini superiori da lui ritenuti errati, e che avrebbero messo in pericolo in maniera non necessaria i suoi uomini. La sua mentalità nel guidare gli uomini al combattimento può essere riassunta in due punti, fondamentali: il primo è che “fiumi di sudore risparmiano fiumi di sangue”, il secondo mi fu spiegato da Carla Piccoli, sorella del Tenente Piccoli, della 4° Cp. Mortai del Barbarigo, caduto sul Monte S. Gabriele nel 1945: “Mio fratello aveva la mentalità di tanti, eroici giovani Ufficiali: avrebbe voluto cadere eroicamente alla testa dei suoi uomini, e ciò accadde; Farotti voleva portare a casa i suoi uomini, nel contempo causando il maggior numero di perdite possibile al nemico”. Durante la sua lunga carriera militare, più volte gli furono date responsabilità ampiamente superiori al suo grado, che egli riuscì a svolgere brillantemente. Il Generale Farotti era anche una persona veramente colta, e questo, sommato al suo pungente senso dell’umorismo, lo rendeva capace di cogliere sempre l’ironia presente in ogni aspetto di quella commedia, talvolta amara, che è la vita. Il Generale Giorgio Farotti era una delle rare persone capace di nobili sentimenti, come ha detto, tra le lacrime, suo fratello durante l’orazione funebre, e i tempi futuri ben difficilmente ci riserveranno l’opportunità di rivedere uomini simili.




Riportiamo una serie di giudizi e testimonianze d’affetto verso il Generale Giorgio Farotti, redatte da uomini del Barbarigo:

Il Marò Siro Bagnoli, in un’intervista:

La mia considerazione per i nostri Ufficiali è sempre stata ottima, sia allora come oggi, perché dimostrarono di operare con il massimo impegno, oltre a condividere con noi Marò tutti i sacrifici e pericoli che comportano la guerra; ciò valga anche per il mio Comandante di Compagnia: Tenente Giorgio Farotti.

Il Sottocapo Egidio Cateni, in un’intervista:

Il nostro Comandante, il Tenente Farotti, era duro, ma in un paio di occasioni grazie al suo comando ha salvato l’intero Barbarigo. Ti faceva alzare alle tre di notte e fare quindici chilometri di marcia, ma lui era sempre davanti a tutti!

Il Marò Giulio Ronchi, in un’intervista:

Il nostro comandante era il Guardiamarina Farotti, lui era molto esigente in fatto di disciplina, essendo un Ufficiale in s.p.e., mentre noi eravamo dei Volontari, e di disciplina non ne avevamo molta! Era fissato con l’addestramento, ci faceva anche fare degli addestramenti a fuoco vero, ma noi l’abbiamo amato sinceramente perché aveva una vera tempra…. anche se quando esagerava, siccome veniva dagli Alpini, gli dicevamo: “Uè, non siamo mica marinai di montagna!”.

Il Tenente Pierluigi Tajana, in una lettera al Generale Farotti:

Caro Farotti,

ti ringrazio molto per tutta la documentazione che mi hai mandato e ti sono infinitamente riconoscente per aver saputo portar in porto un opera che solo la tua tenacia e volontà ti ha permesso di realizzare.
Tu sai che non ha mai creduto nella possibilità di superare tutti gli scogli che avresti trovato sul cammino, malgrado questo ce l’hai fatta.
Bravo Farotti!
Credo di potermi unire a tutto il Barbarigo schierato sull’attenti al grido di:

Decima Comandante Farotti!

Il Campo della Memoria ricorderà agli italiani che molti non hanno cancellato dal cuore il nome di patria.

Ciao Farotti, ti voglio bene.


Il Marò Mario Fusco, in una lettera al Generale Farotti:

Lasciami dire una cosa (…non arrabbiarti!): sei la persona -il commilitone- che ha fatto di più di tutti per il Barbarigo, sia allora come oggi.

Lascia che ti abbracciamo e salutiamo a modo nostro: non come nostro Tenente; o come comandante operativo del Btg. (per nostra fortuna!); o come Generale (altra fortuna specie in relazione al Campo della Memoria); più semplicemente con tutto il nostro affetto e la nostra più alta stima abbracciamo il Marò Giorgio Farotti.

E, sempre Fusco, in un’altra lettera:

[…] Sebbene tu mi abbia detto e scritto più volte, anche ultimamente, che “sarebbe l’ora di finirla con la celebrazione di Giorgio Farotti”, devo confermarti che non solo io ma tutti… gli ormai pochi sopravvissuti del Barbarigo pensano semplicemente che tutto quello che è stato realizzato con onore ed intelligenza [per il Campo della Memoria] sia stato sì opera collettiva ma soprattutto – ed in mille particolari molto, molto importanti – non esisterebbe nel modo in cui si trova ora nelle parole e nella pietra senza il decisivo apporto, comando e lavoro di Giorgio Farotti.

Rischio di metterti in imbarazzo? Non credo proprio. Non credo proprio che tu, grazie a Dio, sia Uomo che si sia mai lasciato o si lasci mettere in imbarazzo da qualsiasi cosa o da chicchessia!

E chiedo a Dio – fra poco ci ritroveremo tutti là! – se per caso ci fosse un’altra reincarnazione come dicono le religioni asiatiche, di ritornare a militare ai tuoi ordini… ed averti poi per carissimo e fraterno amico nel nuovo… finale!

Ciao, ti abbraccio molto affettuosamente!



martedì 11 dicembre 2007

IL CAMPO DELLA MEMORIA

Il Campo della Memoria

Parole e immagini dal Cimitero di Guerra del Battaglione Barbarigo a Nettuno

A cura del Generale Giorgio Farotti

Il presente libro ripercorre la storia del Campo della Memoria, dal progetto nel 1987 alla sua realizzazione quale complesso monumentale, sino alla sua trasformazione in Cimitero di Guerra dei caduti del Btg. “Barbarigo”, in carico al Commissariato per le Onoranze ai Caduti in Guerra del Ministero della Difesa nel 1999, alla cerimonia militare per la traslazione dei resti del Comandante Umberto Bardelli e di sessantacinque Marò nel giugno 2005, cerimonia nella quale, per la prima volta dalla fine del Secondo Conflitto Mondiale, un plotone di fanti dell’Esercito Italiano sul “presentat-arm” ha riconosciuto Loro, in modo esplicito ed ufficiale, la medesima dignità di soldato di ogni altro combattente degli eserciti che nel 1944 si fronteggiarono sulla testa di ponte di Anzio e Nettuno.

104 pagine, ill.to in b/n, F.to 17x24. Prezzo Euro 16,00.

BRIEF SUMMARY IN ENGLISH INCLUDED

Per ordini e informazioni:

E-Mail ars_italia@hotmail.com

SOTTO TRE BANDIERE


A cura di Enrico Frattini e Andrea Lombardi
SOTTO TRE BANDIERE
Una vita per la Patria 1941-1946
Le memorie di Giorgio Farotti, Sottotenente in s.p.e. nel Regio Esercito, Guardiamarina nella Decima MAS, Generale nell'Esercito italiano

Il testo è integrato da 100 foto del Raggruppamento Alpino Carnevalis, del Btg. Barbarigo e di altre unità della Decima MAS, la maggior parte inedite e molte di proprietà dell'autore, e da appendici con testimonianze di Reduci della Decima MAS e documenti. Parte del ricavato della vendita del libro sarà donato al "Campo della Memoria" dei Caduti della Decima MAS.
L'autore ha prestato servizio come Sottotenente in s.p.e. nel Regio Esercito e nel Raggruppamento Alpino Carnevalis, e come Guardiamarina nella Decima MAS, dove ricoprì gli incarichi di Comandante della Compagnia Mitraglieri del Battaglione Barbarigo e successivamente di Ufficiale alle Operazioni della stessa unità. Queste memorie, toccanti ma scritte con grande rigore storico-militare, comprendono capitoli sull'addestramento nelle Scuole Ufficiali del REI nel 1941-1942, sulle operazioni nel Goriziano prima e dopo l'otto settembre 1943, e sul periodo nella Decima MAS nel 1944-1945, con interessanti considerazioni sulle tattiche adottate dai Reparti della Decima MAS a Chiapovano, sul San Gabriele, a Tarnova e sul fronte del Senio.

Il testo è integrato da 100 foto del Raggruppamento Alpino Carnevalis, del Btg. Barbarigo e di altre unità della Decima MAS, la maggior parte inedite e molte di proprietà dell'autore, e da appendici con testimonianze di Reduci della Decima MAS e documenti.
Parte del ricavato della vendita del libro sarà donato al "Campo della Memoria" dei Caduti della Decima MAS.

180 pagine, 100 foto in b/n, 10 disegni, f.to 17x24, € 20,00

N.H. Giorgio Farotti (1921-2007), Ufficiale in s.p.e. dal 1943 al 1986. Combattente nel Goriziano e sul fronte Sud dal 1943 al 1945, è decorato di Croce di Guerra al Valor Militare. Ha frequentato la Regia Accademia di Fanteria e di Cavalleria di 0Modena, le Scuole di Applicazione di Parma e Torino e numerosi Corsi di alta specializzazione presso vari Centri Studi ed Esperienze dell’Esercito.
Nel 1965 ha conseguito la qualifica di Psicologo Militare rilasciatagli dal C.N.R. dell’Università di Roma e per tre lustri ha fatto parte, divenendone Presidente, della Commissione mobile per gli accertamenti d’idoneità psico-attitudinale dei concorrenti all’ammissione alle Accademie, Scuole e Collegi Militari.
Nell’arco della sua lunga carriera, terminata con il grado di Maggior Generale, ha comandato tutte le unità operative corrispondenti ai vari gradi rivestiti, ottenendo molteplici encomi dalle S.A. e essendo insignito dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine del Merito della Repubblica Italiana.
Presidente dell’A.N.U.P.S.A. per la regione Liguria e dell’Associazione "Campo della Memoria", con la quale è riuscito a far costruire il Cimitero di Guerra dei caduti del Btg. Barbarigo ad Anzio/Nettuno. I reduci della IV Compagnia del Barbarigo lo hanno nominato Marò Honoris Causa con la motivazione: "con profonda stima ed affetto, per le sue doti eccezionali e per la dedizione ai nostri ideali in pace ed in guerra".
Info e ordini:

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Rara foto in divisa da Ufficiale della Regia Marina

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
A Nettuno, nel Btg. Barbarigo della Xa MAS

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Assieme ai suoi marò del Barbarigo

Decima MAS

Decima MAS
Ufficiali del Btg. Maestrale (poi Barbarigo): Tognoloni, Cencetti, Posio, Riondino...

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano
L'azione di Chiarello e Candiollo in copertina all'Illustrazione del Popolo del 19 marzo 1944