domenica 15 luglio 2012

OFFERTA PER GLI ISCRITTI AL GRUPPO NAZIONALE LEONE DI SAN MARCO!


PROMOZIONE ESCLUSIVA PER GLI ISCRITTI
AL GRUPPO NAZIONALE LEONE DI SAN MARCO!
15% DI SCONTO E SPEDIZIONE GRATUITA* SUI LIBRI EDITI DA "ITALIA STORICA"


Per ordini: Associazione Culturale “ITALIA Storica”, via Onorato 9/18 – 16144 Genova
Tel. 348 6708340 – E-Mail ars_italia@hotmail.com – Web http://associazioneitalia.blogspot.com

* Con pagamento su conto corrente postale. 
Per attivare la promozione, comunicate in occasione dell'ordine il Codice "GNLSM_ITALIAStorica_01".

giovedì 5 luglio 2012

Novità: Le Artiglierie del Regio Esercito nella seconda guerra mondiale, di Enrico Finazzer





"I nostri soldati furono mandati a combattere con artiglierie insufficienti ed antiquate, residuati della Grande Guerra, inferiori a quelle del nemico". Questo è ciò che si legge comunemente nei libri di storia della seconda guerra mondiale.
Fu proprio così? E se sì, lo fu sempre ed ovunque?
In questo volume vengono trattati tutti i pezzi d’artiglieria di produzione nazionale, straniera e di preda bellica utilizzati dal Regio Esercito, in organico ai Reggimenti di Artiglieria Divisionale ed ai Raggruppamenti di Corpo d’Armata e di Armata, illustrandone in schede sintetiche ma esaustive le principali caratteristiche tecniche, permettendone un confronto immediato con le artiglierie degli altri eserciti, e l’impiego che ne è stato fatto sui diversi teatri.
Il volume è corredato da centoventi immagini, molte delle quali inedite, provenienti dai fronti di guerra, dagli archivi fotografici dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano e della Fondazione Ansaldo, da musei italiani e stranieri, e da alcune collezioni private.

F.to 17x24, brossura, 144 pagg., 120 foto b/n.

Il prezzo del libro è di Euro 18,00; per gli ordini diretti lo scontiamo volentieri a Euro 16,00, spese di spedizione a nostro carico con versamento sul Conto Corrente Postale N° 8857864 IBAN: IT-22-D-07601-01400-000008857864 intestato “ITALIA Storica”, o di 5,00 Euro per spedizione contrassegno.

martedì 19 giugno 2012

Nuovo libro sulle Brigate Nere, edito da Lo Scarabeo



BRIGATE NERE

di Federico Ciavattone

Atraverso l'utilizzo di un'ampia documentazione inedita e di nuovi studi e ricerche, il volume fornisce ulteriori chiarimenti e dati sulle vicende della militarizzazione del Partito Fascista Repubblicano e sulla storia operativa delle singole Brigate Nere Mobili, Operative, Speciali e Autonome. 


Brossura 17 x 24 cm. pag. 150 con molte illustrazioni b/n + 8 tavole a colori, 25,00 Euro
Stampato nel 2012 da Lo Scarabeo 
Info su http://www.ritteredizioni.com/index.php




Segnaliamo la collaborazione, tra gli altri, del sostenitore di ITALIA Storica e esperto ricercatore e collezionista Giorgio Sala.

giovedì 7 giugno 2012

Nuovo numero di StoriaVerità!

Rivista consigliata da ITALIA Storica!


STORIA VERITA’
EDITORIALE N.8
Con questo numero di Storia Verità, abbiamo voluto analizzare il ‘rapporto’, complesso e per certi versi ambiguo, tra Cinema e Guerra, e più in generale quello tra Cinema e Storia. Secondo il parere (da noi condiviso) di Marco Cimmino, autore del pregevole pezzo di apertura, “la storia si presta pochissimo alla spettacolarizzazione: perfino la saggistica risente di questa situazione ed anche gli storici più quotati devono lottare contro la tendenza a rendere gli eventi più esteticamente gradevoli. Eppure, il cinema è da sempre terreno prediletto per la descrizione di guerre, battaglie e rivoluzioni armate. E la cosa si spiega facilmente. Su cento pellicole di guerra che compaiano nelle sale, una percentuale minima descrive avvenimenti militari con qualche richiamo alla realtà, mentre tutte le altre si limitano ad applicare la regola manzoniana della verosimiglianza”. Ragion per cui, il primo postulato che dobbiamo porre, circa il rapporto tra guerra e cinematografia è che un film bellico non andrebbe mai giudicato per come esso ricostruisca gli episodi storici cui fa riferimento, ma per come sia in grado di suscitare sentimenti e riflessioni nello spettatore. Insomma, un film di guerra sarebbe (anzi è) un’opera sostanzialmente epica, spettacolare, e come tale va giudicato nel suo complesso. Pertanto – sempre come suggerisce Marco Cimmino – le critiche un tantino sussiegose e pedanti di taluni storici a pellicole che, a detta loro, non corrispondono strettamente alla realtà storica dei fatti, risultano decisamente fuori bersaglio. Per quanto un regista voglia attenersi alla realtà dei fatti, necessità di produzione e convinzioni personali impediscono quasi obbligatoriamente la riproduzione filologica del ‘vero’. “Come scrisse di sé Curzio Malaparte, in certi casi non dobbiamo chiederci se una cosa è vera, ma semplicemente se è arte”. Soffermiamoci sul contenuto, palese od occulto, inevitabilmente ideologico, di buona parte dei film di Guerra o di Storia. Il  ‘contenuto ideologico’ (quello che spesso mette a repentaglio la veridicità del racconto) altro non è che l’insieme delle idee, delle opinioni e delle valutazioni che il film trasmette, in relazione agli argomenti trattati. Narrando un fatto, un film prende sempre una posizione: un soggetto è buono e l’altro è cattivo; questa motivazione è giusta, quella sbagliata, e via discorrendo. Inoltre, narrando un fatto, c’è sempre una coreografia di oggetti e personaggi e uno sfondo di situazioni e di avvenimenti che sono oggetto di una scelta in genere precisa. Il regista non soltanto decide ciò che si debba vedere, e in che termini, ma anche ciò ch’egli non vuole mostrare allo spettatore. Anche se, non sempre il regista opera tali scelte consciamente. Egli produce un’opera che ha una finalità duplice: riportare un fatto e intrattenere il pubblico. Detto questo, il contenuto ‘ideologico’ (o componente ‘ambigua’) risulta più evidente nei film che trattano di politica, di guerra, e di fatti storici. I film su Napoleone dipingono questi come un dittatore amabile, ma desideroso di gloria militare, e ‘suggeriscono’ quindi un suo lato oscuro, poco nobile. La corazzata Potemkin mette in cattiva luce lo Zar ed esalta i rivoltosi: espone fatti, spesso emotivi, che si prestano, per poi concludere che la Rivoluzione d’Ottobre era giusta. Tutti i film sulla Seconda Guerra Mondiale mostrano gli Alleati buoni e gli avversari (tedeschi e giapponesi) cattivi e ingiusti a priori. Risultato: gli Alleati erano nel giusto; anzi, la loro lotta era ‘morale’. Ma il contenuto ideologico non riguarda soltanto grandi temi, sociali, politici o storici, e non riguarda nemmeno le sole idee normalmente oggetto di dibattito. L’uomo che spende tempo ed energie per conquistare la sua amata presuppone che così si debba fare, opinione non condivisa in vaste parti del mondo. Un traffico modesto o scorrevole è una lancia spezzata a favore dell’automobile, mentre un traffico caotico mostra il lato sinistro del mezzo. Una protagonista indipendente e di successo porta a vedere di buon occhio la figura della ‘donna emancipata’, che poi, magari (ma nel film non si vede) spende tutto per andare in analisi in quanto non soddisfatta sotto il profilo sentimentale. Insomma: basta calcare leggermente la mano e la realtà dei fatti viene meno, o meglio viene menomata, mutilata. Ora, posto che, generalmente, per quanto si è detto, il Cinema non è in grado di riportare il fatto storico, o bellico, alla sua totale e compiuta verità, riteniamo interessante tentare, in chiusura, una breve analisi e una valutazione differenti, cioè quelle relative all’utilità e all’affidabilità del ‘documento’ cinematografico ai fini dello studio della Storia. Osservando il cinema come strumento di analisi sociologica o quale mezzo di puro e semplice svago, è impossibile non fare a meno di notare quanto, nel corso del Novecento e oltre, il ‘prodotto’ film, vuoi quello disimpegnato, impegnato o di propaganda ideologica, abbia riflettuto più o meno fedelmente le caratteristiche storiche del momento. Osservazione, questa, che potrà sembrare banale o scontata, ma che, in ogni caso, riteniamo giusto sottolineare. A partire dagli anni Ottanta, l’utilizzo dei film, e delle registrazioni sonore, come ‘strumento storiografico’ è stato teorizzato e sostenuto con convinzione (vedi gli insegnamenti della scuola francese degli ‘Annales’) come elemento di compendio ed ampliamento della documentazione storica, al pari di altre fonti più tradizionali, come diari, manoscritti, relazioni, libri, atti notarili, amministrativi e di governo, corrispondenze pubbliche e private, reperti iconografici, dipinti e immagini fotografiche. E non parliamo soltanto del cinema di propaganda o della documentaristica, ma anche dei prodotti cosiddetti di fiction. In un primo momento, infatti, l’attenzione degli studiosi si era concentrata unicamente film a sfondo ideologico e propagandistico, tralasciando le altre tipologie, in realtà ricche di riferimenti documentali utili per decifrare, sotto il profilo economico, politico, sociologico ed anche psicologico, il periodo storico preso in esame. “Sulla scorta delle riflessioni effettuate dai rappresentanti della scuola delle ‘Annales’, l’utilizzo della produzione filmica a scopi storiografici è ormai un dato acquisito (…) Mentre in precedenza gli intellettuali anglosassoni avevano qualificato come possibile (ed attendibile) fonte complementare soltanto la produzione di documentari di propaganda, successivamente, alcuni storici francesi (tra i quali Marc Ferro e Pierre Sorlin) hanno esteso tale funzione anche ai film di finzione”. (Andrea Sani, Il cinema tra storia e filosofia, Le Lettere, Firenze, 2002)”. “Soltanto di recente – aggiunge Giambattista Scirè ne Il film come fonte storiografica, Rivista di Storia contemporanea L’’Orco’, Anno 1, Numero 1, marzo-aprile 1997 –  ci si è accorti che il film costituisce una sorta di archivio non solo quando svolge la funzione di documentario dell’attualità, ovvero parte dall’analisi politica per filmare il reale e farlo vedere” (si pensi al documentario –criticato dal governo di Pechino – sulla Cina comunista realizzato nel 1973 da Michelangelo Antonioni). In questo senso, il film è stato inteso come una ricostruzione dei rapporti sociali che, con il pretesto del passato, riorganizza il presente. La cinematografia, dunque, ‘interviene’ nella Storia, tanto più, aggiungiamo noi, quanto lo Stato che ne controlla la produzione, vuole imprimere ad essa significati ideologici più o meno accentuati.
Alberto Rosselli


mercoledì 23 maggio 2012

Frecce Nere! Le Camicie Nere in Spagna, 1936-1939, di Pierluigi Romeo di Colloredo


 Segnalazione novità:

Pierluigi Romeo di Colloredo

 
Frecce Nere! 

Le Camicie Nere in Spagna, 1936-1939

 Dell’impiego in linea del Corpo Truppe Volontarie, inviato da Mussolini in aiuto ai nazionalisti di Franco a partire dal 1936, la storiografia e la pubblicistica corrente concentri la propria attenzione su un periodo di un mese, sino al marzo del 1937, quando avvenne la battaglia di Guadalajara, enfatizzando l’unico insuccesso del C.T.V. (presentato comunemente come una sconfitta catastrofica, cosa che non fu), ma trascurando i rimanenti venticinque mesi, forse per non dover dire che dalla primavera del 1937 al 1939 gli italiani in Spagna furono sempre vittoriosi, surclassando tutte le formazioni militari nemiche ed alleate in una delle pagine più ricche di successi della storia militare italiana.
Questo libro di Pierluigi Romeo di Colloredo, uno dei più autorevoli storici della M.V.S.N., autore di Passo Uarieu, le Termopili delle Camicie Nere in Etiopia, I Pilastri del Romano Impero. Le Camicie Nere in Africa Orientale 1935-1936, e di Emme Rossa! Le Camicie Nere in Russia 1941-1943 vuole restituire ai legionari italiani il ruolo che spetta loro nella storia della Guerra Civile Spagnola.


F.to 14x21, 260 pagine, 73 foto e mappe, Euro 24,00

Edito da

Associazione Culturale “ITALIA Storica”
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GE – Italia
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lunedì 21 maggio 2012

Mostra tematica a Militalia: IL SOLDATO USA NELLA 2a GM

La Militalia e l'Associazione ITALIA Storica ringraziano i collezionisti che hanno messo a disposizione la loro competenza e la loro militaria: Enzo Maio, Enrico Mazzetto, Werter Spoglianti, e un grazie particolare va all'amico Giovanni Sulla. 















lunedì 14 maggio 2012

Come al solito presenti alla Militalia di Novegro...





Come al solito presenti alla Militalia di Novegro, al nostro stand i nostri libri a prezzo promozionale solo per la fiera!

giovedì 26 aprile 2012

Georg Gundlach Alle porte di Leningrado La 291. Infanterie-Division dalla Lituania alla battaglia della sacca del Volchov, 1941-1942 Serie Ostfront Vol. 2

Georg Gundlach

Alle porte di Leningrado
La 291. Infanterie-Division dalla Lituania alla battaglia della sacca del Volchov, 1941-1942
Serie Ostfront Vol. 2


Le fotografie di questo libro, scattate dal Feldwebel Georg Gundlach su incarico del Comando della 291. Infanterie-Division per documentarne le operazioni belliche in Russia, illustrano i combattimenti della Divisione tedesca, e in particolare della fanteria dell’Infanterie-Regiment 506, durante l’Operazione Barbarossa attraverso i Paesi Baltici, nel primo inverno 1941-1942 e nelle paludi e nelle foreste del Volchov, nel settore di Leningrado. Le foto, spesso scattate in azione, ritraggono sia gli uomini e i mezzi delle unità tedesche impiegate in queste operazioni, sia le durissime condizioni di vita della popolazione civile e dei soldati russi della 2a Armata d'assalto del Generale Vlassov all'interno della sacca del Volchov, tra le malsane paludi e le inospitali foreste teatro di aspri combattimenti.

F.to 17x24, 170 pagg., interamente ill. in b/n, 20,00 Euro.

Edito da:
Associazione Culturale “ITALIA Storica”

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Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Rara foto in divisa da Ufficiale della Regia Marina

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
A Nettuno, nel Btg. Barbarigo della Xa MAS

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Assieme ai suoi marò del Barbarigo

Decima MAS

Decima MAS
Ufficiali del Btg. Maestrale (poi Barbarigo): Tognoloni, Cencetti, Posio, Riondino...

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano
L'azione di Chiarello e Candiollo in copertina all'Illustrazione del Popolo del 19 marzo 1944