domenica 1 novembre 2020

Catalogo ITALIA Storica III/2020 ora online!

 

Cliccate sulla foto sopra per visualizzare il nostro ultimo catalogo storico-militare!



venerdì 16 ottobre 2020

Maglietta t-shirt EZRA POUND - CANTOS PISANI by Drunken Sailors Ltd








DISPONIBILE! Maglietta 100% cotone EZRA POUND - CANTOS PISANI più cartolina a soli 18 Euro + spese di spedizione! 

Taglie disponibili S, M, L, XL, XXL, vestibilità normale, cotone leggero! Solo 50 magliette tirate (poche taglie M e XL rimaste), sconti per ordini multipli, info mail a ars_italia@hotmail.com

La maglietta prende ispirazione dalla foto segnaletica delle autorità d’occupazione americane di Ezra Pound, scattata nel campo disciplinare militare di Metato (Pisa) il 26 maggio 1945; sul retro i versi “Come una formica solitaria da un formicaio spaccato, dal naufragio dell’Europa, ego scriptor”, dal Canto LXXVI del 1945, raccolto nei Canti Pisani, potente immagine poetica dell'Europa alla fine della seconda guerra mondiale e della frattura storica conseguente. 

© Drunken Sailors Ltd. 
L’editore ringrazia FerroGallico per la collaborazione grafica.


giovedì 1 ottobre 2020

Novità: Enrico Finazzer con la collaborazione di Ralph Riccio, Guida alle Artiglierie italiane nella seconda guerra mondiale, 1940-1945



Enrico Finazzer 
con la collaborazione di Ralph Riccio
Guida alle Artiglierie italiane nella seconda guerra mondiale
1940-1945


Regio Esercito italiano
Repubblica Sociale Italiana
Esercito Cobelligerante


In questo volume vengono trattati tutti i pezzi d’artiglieria di produzione nazionale, straniera e di preda bellica utilizzati dal Regio Esercito nella seconda guerra mondiale, in organico ai Reggimenti di artiglieria divisionale ed ai Raggruppamenti di Corpo d’Armata e di Armata, illustrandone in schede sintetiche ma esaustive le principali caratteristiche tecniche e l’impiego che ne è stato fatto sui diversi teatri, comprese le dotazioni d’artiglieria delle FF.AA. della Repubblica Sociale Italiane e del Regno del Sud nel periodo 1943-1945, e permettendone un confronto immediato con le artiglierie degli altri Eserciti. Sono inoltre illustrati i semoventi, autocannoni e trattori d’artiglieria e le diverse tipologie di munizionamento dei pezzi descritti.

Il volume è corredato da più di 300 immagini, molte delle quali inedite e non presenti nella sua prima edizione, provenienti dai fronti di guerra, dagli archivi fotografici dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, della Fondazione Ansaldo, del Museo storico nazionale della guerra di Rovereto e da altri archivi pubblici e privati.

Formato 19x25, 296 pagg., 300 tra foto bn e disegni al tratto, Euro 29,00, e
dito da ITALIA Storica, Genova 2020. 
ISBN 978-88-31430-10-4

Ordinabile nelle migliori librerie via il distributore LibroCo Italia, o direttamente presso l'editore ai recapiti in calce.

ITALIA Storica
Via Onorato 9/18
16144 Genova
GE

Telefono: 010 8983461
Tel.Cell.: 348 6708340
E-Mail: ars_italia@hotmail.com
Web: www.italiastorica.com

Novità nella collana OFF TOPIC: Enoch Powell, Il Discorso dei “Fiumi di sangue”




Enoch Powell
Il Discorso dei “Fiumi di sangue” 
Birmingham, 20 aprile 1968: il più rovente atto d’accusa contro l’immigrazione di massa e la sostituzione dei popoli mai fatto da un politico conservatore occidentale

Con uno scritto di Maurizio Serra 
Prefazione di Davide Olla 

Il 20 aprile 1968 il deputato inglese Enoch Powell terrà alla televisione ATV di Birmingham il suo discorso più importante, denominato il “Rivers of Blood” Speech perché, nel denunciare con veemenza i pericoli dell’immigrazione di massa, farà un riferimento a una delle profezie della Sibilla nell’Eneide; parlando di un fosco futuro se non si interviene drasticamente, dirà:


“Quando guardo avanti, sono pieno di presagi; come un Antico Romano, mi sembra di vedere «Il fiume Tevere schiumare di molto sangue»”.

Tutto prende origine dalla prima legge “antidiscriminatoria” e “contro l’incitamento all’odio razziale” che sarà varata dal governo laburista nello stesso anno: il Race Relation Act. Powell la ritiene profondamente ingiusta e potenziale fonte di discriminazione verso i suoi concittadini. La ricetta di Powell? Stop immigrazione e rimpatri. Per molti inglesi dell’epoca non era razzismo, ma si trattava di giustizia sociale, di mantenere un minimo di qualità della vita faticosamente conquistata dopo le lotte sindacali e due guerre mondiali – e, infatti, la Working Class inglese appoggerà in massa Powell, tra lo sconforto dei laburisti e della Left studentesca – e anche di molti conservatori moderati tra i suoi stessi compagni di partito.


F.to 13x20, 64 pagg., Euro 10,00, ITALIA Storica, Genova 2020.


Ordinabile nelle migliori librerie via il distributore LibroCo Italia, o direttamente presso l'editore:

ITALIA Storica
Via Onorato 9/18
16144 Genova
GE

Telefono: 010 8983461
E-Mail: ars_italia@hotmail.com

lunedì 28 settembre 2020

Novità nella collana OFF TOPIC: "XXVIII poemi di sangue e fede", di Steve J. Drakos



Ventotto Poemi, testi composti da Steve J. Drakos per gli album "Blood To Blood" (2008) e "Industrial Devils" (2020), brani di successo degli anni '90, singoli rock. Con interviste, copertine di vinili e cd, fotografie. Prefazione: James Porrazzo, Andreas Nyqvist, Marco E. Malaguti, Susi Medusa Gottardi. Postfazione: Francesco Boco. 

Steve J. Drakos, patriota Europeo sulla linea del fronte da tutta una vita, non ha mai vacillato dalla verità della libertà tradizionale. Oltre a questo, è un musicista che all'età di 17 anni ha fondato la prima potente reazione punk/skinhead dell'Europa meridionale nel 1980, Nabat, per poi divenire parte vitale della fondamentale rock band nazionalista Skrewdriver, suonando nella loro uscita più influente: "Blood & Honour". Quindi, diventa un fotografo professionista e un artista coraggioso dell'Eros, e uno sperimentatore di percorsi sonori elettronici. Infine, in questo libro, la prova che Steve J. Drakos è anche un poeta, nei suoi testi dionisiaci dagli album "Blood to Blood" e "Industrial Devils", dai suoi singoli punk-rock e persino dalle sue hit electro degli anni '90, creati nel vero stile ellenico dell'Iliade.

Editore: ITALIA Storica
Collana: Off Topic
Formato: 13x21, brossura
Pagine: 242 p., ill.

EAN: 9788831430036
Prezzo: Euro 16,00

Ordinabile nelle migliori librerie via il distributore LibroCo Italia, o direttamente presso l'editore:

ITALIA Storica
Via Onorato 9/18
16144 Genova
GE

Telefono: 010 8983461
E-Mail: ars_italia@hotmail.com
FB: https://www.facebook.com/italiastoricaedizioni

giovedì 17 settembre 2020

Georg Zirk, GRIFONI SULLA RUSSIA. La campagna di Russia dall'abitacolo di un bombardiere Heinkel He 111, 1941-1945





Georg Zirk, GRIFONI SULLA RUSSIA. La campagna di Russia dall'abitacolo di un bombardiere Heinkel He 111, 1941-1945

Georg Zirk era un tedesco etnico che viveva in Polonia all’inizio della seconda guerra mondiale. Le persecuzioni polacche che nel 1939 portarono alla morte di quattro familiari lo spinsero ad entrare nella Luftwaffe, dove divenne navigatore-puntatore. In azione sui bombardieri Heinkel He 111 dal 1943 con i Kampfgeschwader 55 “Greif” e Kampfgeschwader 4 “General Wever”, Zirk volò in 81 missioni di combattimento, di cui 65 notturne, sul fronte Orientale. Vide azione dal Mar Nero alle porte di Berlino, prendendo parte in tredici grandi battaglie: dalle missioni di supporto alla Wehrmacht a Kursk e Velikie Luki, ai massicci bombardamenti contro le linee ferroviarie sovietiche durante l’operazione “Bomberstrom Ost” della Luftwaffe, al riuscito raid del 21-22 giugno 1944 contro l’aeroporto di Poltava e i bombardieri B-17 dell’USAAF lì schierati nel corso dell’operazione “Frantic”. Zirk fu catturato dai russi dopo la resa della Germania nel maggio del 1945, ma riuscì a fuggire e a tornare a quella che era stata la sua casa in Polonia. Qui, il governo comunista polacco lo mandò in un campo di prigionia dove restò fino all’estate del 1947, quando riuscì a fuggire e, attraverso la Germania Est, ad arrivare all’Ovest nel gennaio del 1948. 

Formato 15x23, 148 pagg, 90 foto in bn, 9 profili e ill a colori e 1 mappa. Euro 18,00

Ordini diretti a ITALIA Storica via mail a ars_italia@hotmail.com, disponibile nelle librerie specializzate, su IBS, Amazon e via il nostro distributore nazionale LibroCo Italia.



mercoledì 22 luglio 2020

I LUOGHI DELLA “CONTROBANDA DIVISIONALE” DI CALICE LIGURE DELLA DIVISIONE SAN MARCO, 1944-1945, di Andrea Lombardi

La necessità per le FFAA della RSI in Liguria di affrontare la minaccia partigiana con metodi più efficienti rispetto a quelli tradizionali quali il pattugliamento attorno alle proprie posizioni o con rastrellamenti, spesso effettuati con forze insufficienti per controllare capillarmente il territorio interessato e per battere decisamente l’avversario, o con scarso riguardo all’intelligence e alla segretezza o al depistaggio del nemico prima dell’operazione, fece sì che altri reparti della Divisione F. M. San Marco adottassero talvolta i metodi di controbanda usati con tanto profitto dal Gruppo Esplorante divisionale.

Pertanto, all’interno del 6° Reggimento Fanteria di Marina, schierato nell’agosto 1944 nel ponente ligure tra Albenga, Savona e Finale Ligure, fu creato per tale esigenza tattica un reparto ad hoc dal personale delle diverse Compagnie del III Battaglione del Reggimento.

Nacque così la “Controbanda” , inizialmente al comando del Capitano Ivo Cardinali della 13a Compagnia, e poi del Tenente di complemento Costante Lunardini, nato a Brescia il 25 ottobre 1919. Dislocata a Calice Ligure, ebbe base operativa nella cappella di Santa Libera, ai margini dell'abitato.

Le foto della cappella e dei campi e sentieri posteriori rendono evidente come da dietro a essa ci si potesse dirigere sia sull'altro versante della vallata sia lungo essa senza essere scorti.

Quindi, alcune foto dei luoghi dell’azione per la quale la Controbanda di Calice Ligure è più ricordata: il riuscito attacco a un accampamento partigiano sotto Pian de Corsi nella notte del 2 febbraio 1945, ai danni del distaccamento “Rebagliati”. Di seguito, una ricostruzione dell'attacco:

Avvicinatisi in silenzio a breve distanza dal campo partigiano, all’ordine di Lunardini i Marò aprono il fuoco con le armi leggere e le MG 42 sui partigiani assopiti nelle tende sotto di loro: svegliatisi bruscamente tra le raffiche di MG che stracciano i teli delle tende, pochi partigiani cercheranno di rispondere al fuoco, mentre molti altri, scossi dall’attacco inaspettato e impreparati a respingerlo, si daranno precipitosamente alla fuga senza accennare a una reazione. Ecco la descrizione dell’inizio dell’attacco nelle parole del Marò della Controbanda B. P. (testimonianza inedita):

In testa procedemmo io con “Tarzan”, poi Lunardini, Falcieri con la MG, Contenta e Bolla, Baiutti e poi gli altri; in copertura c’erano il Tenente Fracassi con il suo 2° Plotone.
Quando dico “io” non è vanteria, ma il compito che Lunardini mi assegnò consegnandomi Armando Salsi “Tarzan” era di eliminarlo non appena eliminato “Tigre”.
Ma Armando tradendo la nostra fiducia indicò la tenda sbagliata salvando il “Tigre” – non era la tenda ultima a sinistra ma la penultima in alto a sinistra, con via di fuga.
Quindi, io, avendo in consegna Armando che indicava la strada, ero, per forza di cose, il primo. A Armando fu consegnato un revolver Glisenti armato di colpi a salve, ma lui lo ignorava.
Io, avevo quattro bombe a mano Balilla, la P38, il pugnale, e tengo l’infermiere sotto tiro del Mauser che era stato di Ermanno Prosperi. Dietro di me Lunardini, il mitraglie-re Mario Falcieri e Guido Contenta. Tutti carichi di Balilla. Io ne avevo quattro nei pantaloni: due nel tascone destro, due nel sinistro, in quella occasione eravamo tutti dotati di quel tipo di bombe, essendo molto rumorose.
Abbiamo cominciato a scendere in silenzio, senza rompere la crosta ghiacciata della neve. Dovevamo sorprenderli. Ma all’improvviso una gamba mi sprofonda, una Balilla mi esce dal tascone e rotola. Rotolando nel silenzio sulla neve gelata mette in guardia un partigiano. Sento la sua voce: “Ti ghe sentiu?” poi quella di un suo compagno: “Cusa t’ei sentiu?” e subito dopo, dietro di me, quella possente di Lunardini che urla nella notte: “Avanti, San Marco!”.

Eliminata ogni resistenza nemica organizzata con il loro sbarramento di fuoco di armi automatiche, i Marò serreranno le distanze, discendendo nell’accampamento, lanciando bombe a mano nelle tende e sparando a bruciapelo ai partigiani rimasti ancora in armi o non abbastanza rapidi nel deporle, e liberando alcuni Marò prigionieri. Il Marò Contenta descrive il corso del combattimento:

Noi eravamo quattro, ma più addestrati di loro, perché in Germania avevamo fatto tutto. Lì eri stato allenato alla guerra, capito? Eri stato allenato a strisciare per terra, a nasconderti, ad agire, come ti posso dire, con delle tecniche raffinate per arrivare sotto il bersaglio che volevi colpire, e sapevi sparare, ti sapevi defilare. Io capisco loro perché della gente raccogliticcia, te la porti in montagna e je fai fare il partigiano, tanto di cappello anche se non credevano alle nostre idee, ma questi poveracci erano comandati dal, come se chiama, dal Tigre, Genesio Rosolino. Quello era uscito dall’ergastolo di Alessandria. Era uno che aveva ammazzato e rapinato durante la guerra, che comandante poteva essere? Quando siamo arrivati noi, è scappato in mutande, invece di dire “Sparamo qualche colpo e vedemo come va”. Sono scappati tutti. Lasciando i morti.

L’azione era durata in tutto pochi minuti; ai Marò della Controbanda non rimase che rastrellare il terreno circostante, raccogliere le armi catturate, distruggere gli equipaggiamenti non trasportabili, e ritornare alla base, trionfanti e euforici per il successo riportato. I partigiani colpiti ancora nel sonno o mentre accennavano una disordinata reazione – che ferirà leggermente solo il Tenente Lunardini, all’inizio del raid – furono undici, mentre altri, una cinquantina, riusciranno a scappare seminudi attraverso una valletta sfuggita all’osservazione degli assalitori: tra di essi il comandante del distaccamento, Genesio Rosolino “Tigre”.

Andrea Lombardi per Associazione Culturale Italia Storica.




La Controbanda a Calice.


La cappella di Santa Libera.




La lapide ANPI nelle adiacenze (sic). 







Pian de Corsi, lapide ai caduti partigiani nel raid.



 Il bosco a Pian de Corsi.



venerdì 10 luglio 2020

Presentazione video del libro "Ardito in pace e in guerra. Il generale Silvio Parodi dalla Grande Guerra alla Repubblica Sociale Italiana"

Presentazione video del libro "Ardito in pace e in guerra. Il generale Silvio Parodi dalla Grande Guerra alla Repubblica Sociale Italiana", un grande militare, filantropo e amministratore pubblico italiano e genovese la cui storia è stata dimenticata per decenni. Il libro è disponibile a Genova presso Il Ramo d'Oro e Italia Storica Edizioni storico-militari, nelle librerie storico-militari e in tutte le altre via LibroCo. Italia, e nelle librerie online!


"Questo saggio è stato pensato e voluto per colmare un vuoto nella ricerca storica nel settore specifico di Genova nel '900 e in particolare durante il fascismo, riguardando una personalità spesso citata e nominata ma di cui non era mai stata scritta una biografia completa: quella del generale MBVM Silvio Parodi (1878-1944), ufficiale d'Accademia, Ardito decorato nella Grande Guerra e nella campagna di Libia del 1919, squadrista della prima ora, politico e uomo delle istituzioni - da commissario civile di Traù (Trogir) in Dalmazia nel 1941-1943 a commissario prefettizio di Genova durante la RSI, ruolo che ne sancì la tragica fine per mano partigiana -, mecenate e filantropo. Una vita che abbiamo cercato di ricostruire con tutte le fonti a nostra disposizione, tra le quali molte inedite, come sempre mantenendoci fedeli a esse, senza retorica, ma con quell'entusiasmo e ammirazione che suscita questa figura alla cui opera non abbiamo potuto rimanere indifferenti." (Gli autori)

Editore: ITALIA Storica
Collana: Contemporanea
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 1 novembre 2019
Pagine: 136 p., ill. , Brossura
EAN: 9788894414769



Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Rara foto in divisa da Ufficiale della Regia Marina

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
A Nettuno, nel Btg. Barbarigo della Xa MAS

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Assieme ai suoi marò del Barbarigo

Decima MAS

Decima MAS
Ufficiali del Btg. Maestrale (poi Barbarigo): Tognoloni, Cencetti, Posio, Riondino...

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano
L'azione di Chiarello e Candiollo in copertina all'Illustrazione del Popolo del 19 marzo 1944