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sabato 25 febbraio 2012

H. A. Schulze - Ufficio Storico della NASA, Dati tecnici sulla A-4/V-2



H. A. Schulze - Ufficio Storico della NASA

Dati tecnici sulla A-4/V-2

Questo rapporto è stato compilato dalla documentazione su Peenemünde portata negli USA e archiviata nell’Arsenale di Redstone. Prima della restituzione ufficiale di questi documenti alle autorità della Germania Ovest nell’estate del 1958, l’autore visionò il materiale riassumendo i dati più importanti. Il presente rapporto contiene le note significative di questa selezione concernente i “Dati tecnici dello sviluppo della A-4 (V-2)”.
Il materiale è suddiviso in tre sezioni. La prima sezione inizia dai seminali e primitivi razzi di prova (A-1 sino a A-3) e termina con il predecessore della V-2 (A-5). La parte centrale e basilare del libro si occupa della sola A-4 (V-2) mostrando lo sviluppo dei componenti, diagrammi, test e rampe di lancio, oltre ad alcune fotografie del lancio di A-4. Questa sezione si conclude con dei dati sulla A-4 migliorata, la A-4b, dotata di ali fissate al corpo del razzo. Di tutti i razzi è data una esauriente cronologia dei lanci di prova riusciti e falliti, con informazioni sulle cause tecniche dei fallimenti e le modifiche compiute. La terza e ultima parte evidenzia le informazioni disponibili sulle caratteristiche tecniche degli ulteriori sviluppi dopo la A-4, dalla A-6 alla A-10.

In appendice sono presentati gli organigrammi e la storia operativa delle unità artiglieria missili della Heer.

F.to 14x21 brossura, 96 pagg. compl. ill. b/n, Euro 15,00.

Edito da ITALIA Storica, Genova 2012.
Info e ordini ars_italia@hotmail.com

mercoledì 15 febbraio 2012

Krimschild - Storia fotografica dell'avanzata delle truppe tedesche e rumene in Bessarabia, Ucraina, Crimea e dell'assedio di Sebastopoli, 1941-1942



Krimschild
Storia fotografica dell'avanzata delle truppe tedesche e rumene in Bessarabia, Ucraina, Crimea e dell'assedio di Sebastopoli, 1941-1942

Serie Ostfront Vol. 1 - Collana a cura di Andrea Lombardi


Le fotografie di questo libro illustrano i combattimenti della 11. Armee tedesca e delle unità rumene ad essa aggregate durante l’Operazione Barbarossa in Bessarabia e Ucraina e le successive operazioni in Crimea. L’11. Armee, al comando del Generaloberst Eugen Ritter von Schobert, prenderà parte all’invasione della Russia operando in seno all’Heeresgruppe Süd, con il compito di conquistare la Crimea e di garantire la sicurezza del fianco destro dell’asse di avanzata dell’Heeresgruppe. Le centinaia di rare fotografie, molte scattate nel pieno dell’azione, mostrano i primi scontri nel giugno 1941 delle truppe tedesche e rumene sul fiume Prut e in Bessarabia, quindi i duri combattimenti per la Linea Stalin, l’inseguimento del nemico sul Dnieper e il suo attraversamento, le azioni sul Mare d’Azov e lo sfondamento dell’istmo di Perekop, la conquista della penisola di Kerch e della Crimea e l’inizio dell’assedio di Sebastopoli. Dopo i combattimenti difensivi dell’inverno 1941-1942, l’ultima parte del libro ritrae l’assalto finale dell’11. Armee, guidata in quel periodo dal Generaloberst Erich von Manstein, alla fortezza di Sebastopoli e alle sue formidabili difese.

F.to 17x24 brossura, 226 pagg., 350 foto in b/n, 5 mappe e organigrammi, Euro 24,00.

Info e ordini diretti ars_italia

giovedì 9 febbraio 2012

Alfred Regeniter, Artigliere d'assalto - Il diario di guerra di un ufficiale della StuG-Brigade 276 sul fronte dell'est, 1944-1945



Segnaliamo il seguente interessante titolo, edito nella collana dedicata ai carristi tedeschi nella quale è già uscito il titolo "Con i Panther della Brandenburg" (seguiranno altri titoli, tra i quali il famoso "Tiger nel fango" di Otto Carius, decorato delle Eichenlaub alla Ritterkreuz con circa 150 carri nemici distrutti):


Alfred Regeniter
Artigliere d'assalto
Il diario di guerra di un ufficiale della StuG-Brigade 276 sul fronte dell'est, 1944-1945


Poche sono le memorie dell’artiglieria d’assalto, specialità composta quasi interamente di volontari e responsabile della distruzione di più di 30.000 mezzi corazzati avversari durante la seconda guerra mondiale. Questo diario descrive le azioni del Leutnant Alfred Regeniter, comandante di una Batteria di Sturmgeschütz III nella 276. Sturgeschütz-Brigade durante i combattimenti in Lituania, Prussia orientale e occidentale nel 1944-1945. L’esperienza al fronte di Regeniter comprese tutti gli aspetti tattici dell’impiego nella parte finale della guerra di un cannone d’assalto; dalla cooperazione con unità di fanteria, alla lotta contro i corazzati nemici, ai combattimenti notturni, sino alle azioni disperate contro i sempre più numerosi e efficienti reparti dell’Armata Rossa. Prima di essere gravemente ferito in azione nel febbraio 1945, il Leutnant Regeniter dimostrerà di essere un valoroso combattente di prima linea e un competente comandante di cannoni d’assalto, contrastando con successo numerosi attacchi delle truppe sovietiche, vincendo diversi duelli con i temibili controcarro russi e distruggendo un totale di diciotto carri armati e semoventi sovietici, e venendo insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, circostanza che scoprirà però solo nel 1974.

In appendice, una scheda della Sturmgeschütz-Brigade 276, I decorati della Ritterkreuz e della Deutsches Kreuz in Gold della Brigata, un approfondimento sull’impiego tattico della Sturmartillerie e la scheda tecnica ufficiale dello Sturmgeschütz III.

Brossura, f.to 17x24, 86 pagg., 46 foto b/n, 12 illustrazioni e mappe b/n e col., Euro 15,00. Ass. Cult. ITALIA Storica, Genova 2012.
Info e ordini: ars_italia@hotmail.com

sabato 4 febbraio 2012

Con il Battaglione Valanga della Xa MAS, di Raffaele La Serra



NOVITÀ LIBRARIA DA ITALIA Storica:

Raffaele La Serra
Con il Battaglione Valanga della Xa MAS - Lo Sprecato -


In questo libro, lo «Sprecato» Raffaele La Serra, classe 1920 e Volontario di Guerra, ci racconta la sua storia, che è stata poi la storia di tanti soldati italiani, in modo vivo e spesso ironico, narrando la sua esperienza di guerra tra i Bersaglieri della Divisione Ariete nelle battaglie di corazzati in Nord Africa nel 1941, quindi nel rinato XXXI Battaglione Guastatori in Italia e dopo l’8 settembre 1943 nel Battaglione Guastatori Alpini Valanga della Decima Flottiglia MAS, coinvolto nelle operazioni di controguerriglia e di difesa del confine orientale dell’Italia nel 1944-1945, distinguendosi nei duri scontri contro il IX Corpus di Tito nella Valle dell'Isonzo e a Tarnova.
In appendice, oltre alle fotografie di proprietà dell’autore, sono presentate numerose rare foto dell’archivio del ricercatore Riccardo Maculan e di veterani del Battaglione Valanga.

F.to 17x24, brossura, 312 pagg., 66 foto in b/n, Euro 26,00.

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venerdì 6 gennaio 2012

La US Navy vs l'Iran: dalle battaglie aeronavali della Guerra Iran-Iraq a Hormuz oggi



L’attuale inasprirsi della tensione tra gli USA e l’Iran, con l’invio di una Task Force della US Navy nello stretto di Hormuz ha un precendente nell’aggressivo intervento americano nel Golfo Persico durante la Guerra tra Iran-Iraq (1980-1988), che portò a una serie di scontri tra le forze aeronavali americane e iraniane, culminati nell’operazione Praying Mantis, definita la maggior battaglia della US Navy dopo la seconda guerra mondiale; di seguito, un estratto dal libro La guerra dimenticata – Il conflitto Iran-Iraq 1980-1988, a cura di Andrea Lombardi, ITALIA Storica, Genova 2011, pp. 93-96, ricostruente questi avvenimenti.

Il coinvolgimento degli Stati Uniti [nel Golfo Persico] fu confermato il 17 maggio 1987, quando un attacco missilistico iracheno colpì la USS Stark[1], nel quale persero la vita 37 membri dell’equipaggio. Baghdad porse le sue scuse, dichiarando che l’attacco era stato un errore. Ironicamente, Washington usò l’incidente della Stark per incolpare l’Iran dell’escalation della guerra, e inviò diverse navi da guerra nel Golfo Persico per scortare undici petroliere del Kuwait alle quali era stata “cambiata bandiera” con la bandiera americana e equipaggi americani. L’Iran si trattenne dall’attaccare direttamente la forza navale americana, ma impiegò varie forme di disturbo, incluse mine, attacchi “mordi e fuggi” di piccole motovedette e imbarcazioni veloci, e operazioni periodiche di controlli in alto mare. In diverse occasioni, Teheran lanciò i suoi missili antinave cinesi Silkworm[2] dalla penisola di Al Faw verso il Kuwait. Gli USA risposero con una operazione segreta denominata Prime Chanche, dove elicotteri leggeri MH-6 e OH-6 “Killer Eggs”[3] pesantemente armati iniziarono a compiere delle missioni notturne da delle navi della U.S. Navy e da chiatte da carico modificate. Il 21 settembre 1987, un elicottero rilevò un mezzo da sbarco iraniano, l’Iran Ajr[4] e lo attaccò con la Minigun di bordo e con razzi, uccidendo tre uomini dell’equipaggio: secondo i piloti dell’U.S. Army, il battello stava posando delle mine. L’Ajr fu quindi abbordato, e dopo aver confermato la presenza di mine marine tipo M-08 a bordo fu affondato da un team di U.S. Navy SEAL intervenuti dopo l’attacco. Quando le forze iraniane colpirono nell’ottobre 1987 la petroliera Sea Isle City, alla quale era stata “cambiata bandiera”, Washington replicò il 19 ottobre attaccando con i Destroyer lanciamissili Young, Hoel, Kidd e Leftwich le piattaforme petrolifere iraniane del complesso di Resalat e Reshadat: secondo gli americani, gli attacchi aeronavali iraniani erano diretti dalle piattaforme. In un’ora e mezza i cacciatorpediniere americani spararono contro le piattaforme un totale di 1.000 proiettili da 127 mm, distruggendo completamente la piattaforma R-7 e danneggiando gravemente la R-4: lo scopo dell’attacco era evidentemente anche di danneggiare le capacità estrattive iraniane. Il 14 aprile 1988 ci fu poi l’avvenimento che portò al maggiore scontro tra USA e Iran della guerra: la Fregata Samuel B. Roberts[5], durante un pattugliamento nel Golfo Persico scoprì di essersi inoltrata in uno sbarramento di mine non precedentemente rilevato; manovrando per uscirne urtò in una mina, che esplose danneggiando gravemente l’unità, che riuscì a tornare in porto. L’esame di una delle mine in seguito dragate dagli americani rivelò un numero di serie simile a quelli delle mine trovate sull’Ajr. La U.S. Navy decise così di intraprendere una imponente azione di rappresaglia, l’Operazione Praying Mantis, concepita per attirare fuori dai propri porti parte del naviglio della Marina da Guerra iraniana, e in particolare la Fregata Sabalan, che si era distinta nei mesi precedenti nella “Guerra delle petroliere”. Il 18 aprile 1988, due gruppi di superficie americani attaccarono delle piattaforme petrolifere iraniane al largo di Sirri nell’intento di provocare la reazione delle navi iraniane ancorate nel porto di Bandar Abbas, mentre un terzo gruppo rimaneva in agguato. Le piattaforma a Sirri fu bombardata dalle unità navali, e la piattaforma di Sassan fu attaccata da AH-1 Cobra dei Marines con missili TOW e poi abbordata da Marines e SEAL trasportati da elicotteri birotore CH-46 che posero delle cariche da demolizione; l’equipaggio della piattaforma fu catturato. La prima risposta iraniana fu l’attacco della vedetta lanciamissili Joshan, che lanciò un missile antinave alla nave capofila del terzo gruppo, l’Incrociatore lanciamissili Wainwright, che sviò il missile con un lancio di chaff[6], e rispose al fuoco assieme alle Fregate Simpson e Bagley, distruggendo e affondando la Joshan. Quindi, alcuni aerei da bombardamento A-6E Intruder della portaerei USS Enterprise attaccarono con delle CBU[7] dei barchini iraniani nel Golfo, affondandone uno e danneggiandone altri. Poco dopo, la Fregata Sahand, unità gemella della Sabalan[8], fu scoperta mentre stava attraversando il Golfo diretta verso delle piattaforme petrolifere degli Emirati Arabi Uniti. La nave fu attaccata da aerei A6-E che la colpirono con due missili antinave AGM-84 Harpoon, bombe razzo Skipper, una bomba a guida laser Walleye e diverse bombe da 454 Kg., nonostante la sua difesa contraerea lanciasse diversi SAM, sviati dalle contromisure elettroniche degli aerei americani. La Sahand, in fiamme, fu finita da un Harpoon lanciato dal Destroyer Joseph Strauss. Dopo diverse ore dall’inizio dei combattimenti anche la Sabalan fu ingaggiata dagli aerei americani, dopo aver salpato dal porto di Bandar Abbas. Verso le 17.00 una formazione di A-6E eluse i SAM lanciati dall’unità e la colpì con una GBU da 227 Kg., che la immobilizzò; a questo punto da Washington si decise di sospendere gli attacchi, e la Sabalan fu rimorchiata a Bandar Abbas da dei rimorchiatori iraniani. L’entità degli attacchi americani contro l’Iran durante l’Operazione Praying Mantis rende ancora più evidente il “doppio standard” americano nel Golfo, considerando che dopo qualche settimana dal grave incidente della Stark, l’Iraq, senza essere sfiorato dalla benché minima rappresaglia USA, riprese tranquillamente i suoi raid contro le petroliere, spostando i suoi attacchi ancor più a sud, vicino allo stretto di Hormuz. Washington giocò poi un ruolo centrale nel dar forma alla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU 598[9] sulla guerra del Golfo Persico, approvata all’unanimità il 20 luglio; i tentativi occidentali di isolare l’Iran furono però frustrati quando Teheran rigettò la risoluzione poiché non soddisfaceva la richiesta iraniana che l’Iraq dovesse essere punito per aver iniziato il conflitto.


[1] La USS Stark, una Fregata lanciamissili classe O. H. Perry da 4.200 tonnellate, fu attaccata da un Mirage F-1 che lanciò due missili Exocet mentre la nave americana stava trasmettendo un messaggio radio d’avvertimento all’aereo iracheno. I missili non furono individuati dai radar di scoperta, e colpirono ambedue la nave, casuando gravi danni. Gli iracheni riferirono che il loro pilota era stato punito con la pena di morte per l’errore, ma la circostanza fu in seguito smentita. [2] HY-2 Haiying/C-201 Silkworm: missile antinave con guida a radar attivo nella fase finale, velocità 850 Km/h, raggio d’azione 200 Km, testata 513 Kg. Il Silkworm, fornito dalla Cina, fu impiegato nel conflitto sia dall’Iran che dall’Iraq. I missili lanciati dall’Iran dal 1987 non furono indirizzati solo contro navi, ma anche contro i terminal petroliferi del Kuwait. Dotato di una testata di notevole potenza, il missile a seconda delle versioni può essere lanciato da terra, da una nave o da un aereo (missile C-601). [3] Elicotteri leggeri da ricognizione, velocità 240 Km/h, tangenza pratica 2.225 metri, raggio d’azione oltre 595 Km armati di una mitragliatrice a canne rotanti da 7.62 mm General Electric M-134 Minigun, razzi e missili controcarro TOW. [4] Unità da sbarco appartenente in passato Marina da Guerra giapponese, lunghezza 54 metri, 614 tonnellate di dislocamento. [5] Fregata classe Oliver Hazard Perry, dislocanti a pieno carico 4.200 tonnellate, velocità 29 nodi e armate con un cannone da 76 mm, missili SAM Standard SM-1 e ASM Harpoon. [6] Strisce di materiale radar riflettente, atte a creare una falsa immagine radar. [7] Cluster Bomb Unit, bombe a grappolo. [8] Fregate lanciamissili classe Vosper Mark V, denominate dalla Marina da guerra iraniana classe Saam, costruite in Inghilterra dalla Vosper Thorneycroft e varate tra il 1968 e il 1969, dislocanti a pieno carico 1.540 tonnellate, velocità 39 nodi e armate in origine di cannone da 114 mm, missili ASM Sea Killer e SAM Sea Cat. [9] Vedi appendice.

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La guerra dimenticata
Il conflitto Iran-Iraq, 1980-1988
a cura di Andrea Lombardi


In questo libro la storia del conflitto Iran-Iraq è ricostruita dai saggi La guerra Iran-Iraq, 1980-1988 di Saskia M. Gieling, dove sono approfonditi gli antefatti storici delle ostilità tra Iraq e Iran, il contesto politico e gli sviluppi diplomatici durante il corso del conflitto, Storia militare della guerra Iran-Iraq, 1980-1988 a cura di Carlo Lagomarsino e Andrea Lombardi, che tratta in dettaglio l’organizzazione militare e le operazioni belliche delle due nazioni, analizzando i vari momenti della guerra, dall’offensiva irachena iniziale alle controffensive iraniane, dagli anni della guerra di posizione ai bombardamenti aerei e missilistici sui centri abitati (la “Guerra delle città”) e sul traffico navale nel Golfo (la “Guerra delle petroliere”), toccando poi punti controversi come la guerra chimica e l’intervento americano nel conflitto. Il saggio Le armi chimiche di Javed Ali, espone poi l’evoluzione del programma di armi chimiche iracheno, il loro uso sul campo contro l’Iran e contro i curdi, le reazioni dell’ONU e degli Stati Uniti, mentre Gli Stati Uniti e la guerra Iran-Iraq di Stephen R. Shalom analizza polemicamente ma con accuratezza la politica americana nel Golfo Persico: le manovre diplomatiche per accrescere la presenza militare USA nella regione, l’appoggio dato all’Iraq, le forniture di armi all’Iran (lo scandalo Iran-Contra), e le operazioni aggressive dell’US Navy, culminate nell’Operazione Praying Mantis, definita all’epoca la maggiore operazione aeronavale statunitense dalla seconda guerra mondiale, e la strage di civili nell’abbattimento da parte di una nave da guerra americana di un aereo di linea Airbus iraniano. Sono incluse numerose fotografie dei combattimenti terrestri, aerei e navali e dei mezzi impiegati, e diverse immagini inedite in Italia sui terribili effetti degli aggressivi chimici iracheni sui civili iraniani e curdi.In appendice, il testo della Risoluzione ONU 598 che pose fine al conflitto e l’elenco delle aziende che contribuirono allo sviluppo delle armi chimiche, batteriologiche e nucleari irachene.
F.to 17x24, brossura, 262 pagine, completamente illustrato con 182 fotografie a colori (la maggior parte inedite in Italia), mappe e profili, Euro 32,00.

Recensione sul mensile "Storia in Rete"
http://associazioneitalia.blogspot.com/2011/04/la-guerra-dimenticata-sul-mensile.html

Recensione sul "Secolo d'Italia"
http://associazioneitalia.blogspot.com/2011/03/il-libro-la-guerra-dimenticata-il.html

Edito da Associazione ITALIA Storica, Genova 2011.

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domenica 25 dicembre 2011

"Il Conte - The Count" di Adel Oberto













L'Associazione ITALIA Storica ha contribuito la scorsa estate alle riprese del corto "The Count", del giovane regista Adel Oberto, prodotto dalla National Film and Televison School di Londra, fornendo materiali e consulenza.

La troupe presente sul set era di 30 persone appartenenti alla crew, e di 12 attori.

La National Film and Television School è un prestigioso istituto di educazione sostenuto dal governo inglese, e i film sono girati dagli studenti come parte integrante del loro corso.


lunedì 12 dicembre 2011

Rievocatori Decima MAS su Uniformi e Armi di Dicembre

Siamo felici di segnalare l'ennesimo contributo della nostra associazione nel campo rievocativo-culturale: infatti sulla rivista Uniformi e Armi di questo mese vi è un bell'articolo del collezionista e ricercatore Andrea Castagnino sul poco conosciuto Btg Risoluti della Xa MAS, illustrato con rare foto d'epoca e alcune fotoricostruzioni con rievocatori e materiale (disattivati, equipaggiamento) della Associazione ITALIA Storica; che da sempre ha posto particolare attenzione all'aspetto storico-culturale della propria attività, crediamo senza paragoni nel campo 2gm/FFAA Asse - anche senza limitarci all'ambiente della rievocazione.



IL BTG. RISOLUTI DELLA X MAS

Nato come reparto misto di marinai dipendenti dal Comando Marina di Genova, organizzato come compagnia di fanteria marina ed impiegato in un rastrellamento antipartigiano nel marzo 1944, meritò l'appellativo di "Risoluti" per la determinazione e il valore dimostrati. Una delle caratteristiche più anomale fu che tutte le unità furono affidate a sottufficiali capaci e fra le sue fila vi furono solo tre ufficiali.

SCARICA IL CATALOGO DEI LIBRI EDITI DALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE (FILE .PDF)!

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Rara foto in divisa da Ufficiale della Regia Marina

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
A Nettuno, nel Btg. Barbarigo della Xa MAS

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Assieme ai suoi marò del Barbarigo

Decima MAS

Decima MAS
Ufficiali del Btg. Maestrale (poi Barbarigo): Tognoloni, Cencetti, Posio, Riondino...

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano
L'azione di Chiarello e Candiollo in copertina all'Illustrazione del Popolo del 19 marzo 1944