mercoledì 22 luglio 2020

I LUOGHI DELLA “CONTROBANDA DIVISIONALE” DI CALICE LIGURE DELLA DIVISIONE SAN MARCO, 1944-1945, di Andrea Lombardi

La necessità per le FFAA della RSI in Liguria di affrontare la minaccia partigiana con metodi più efficienti rispetto a quelli tradizionali quali il pattugliamento attorno alle proprie posizioni o con rastrellamenti, spesso effettuati con forze insufficienti per controllare capillarmente il territorio interessato e per battere decisamente l’avversario, o con scarso riguardo all’intelligence e alla segretezza o al depistaggio del nemico prima dell’operazione, fece sì che altri reparti della Divisione F. M. San Marco adottassero talvolta i metodi di controbanda usati con tanto profitto dal Gruppo Esplorante divisionale.

Pertanto, all’interno del 6° Reggimento Fanteria di Marina, schierato nell’agosto 1944 nel ponente ligure tra Albenga, Savona e Finale Ligure, fu creato per tale esigenza tattica un reparto ad hoc dal personale delle diverse Compagnie del III Battaglione del Reggimento.

Nacque così la “Controbanda” , inizialmente al comando del Capitano Ivo Cardinali della 13a Compagnia, e poi del Tenente di complemento Costante Lunardini, nato a Brescia il 25 ottobre 1919. Dislocata a Calice Ligure, ebbe base operativa nella cappella di Santa Libera, ai margini dell'abitato.

Le foto della cappella e dei campi e sentieri posteriori rendono evidente come da dietro a essa ci si potesse dirigere sia sull'altro versante della vallata sia lungo essa senza essere scorti.

Quindi, alcune foto dei luoghi dell’azione per la quale la Controbanda di Calice Ligure è più ricordata: il riuscito attacco a un accampamento partigiano sotto Pian de Corsi nella notte del 2 febbraio 1945, ai danni del distaccamento “Rebagliati”. Di seguito, una ricostruzione dell'attacco:

Avvicinatisi in silenzio a breve distanza dal campo partigiano, all’ordine di Lunardini i Marò aprono il fuoco con le armi leggere e le MG 42 sui partigiani assopiti nelle tende sotto di loro: svegliatisi bruscamente tra le raffiche di MG che stracciano i teli delle tende, pochi partigiani cercheranno di rispondere al fuoco, mentre molti altri, scossi dall’attacco inaspettato e impreparati a respingerlo, si daranno precipitosamente alla fuga senza accennare a una reazione. Ecco la descrizione dell’inizio dell’attacco nelle parole del Marò della Controbanda B. P. (testimonianza inedita):

In testa procedemmo io con “Tarzan”, poi Lunardini, Falcieri con la MG, Contenta e Bolla, Baiutti e poi gli altri; in copertura c’erano il Tenente Fracassi con il suo 2° Plotone.
Quando dico “io” non è vanteria, ma il compito che Lunardini mi assegnò consegnandomi Armando Salsi “Tarzan” era di eliminarlo non appena eliminato “Tigre”.
Ma Armando tradendo la nostra fiducia indicò la tenda sbagliata salvando il “Tigre” – non era la tenda ultima a sinistra ma la penultima in alto a sinistra, con via di fuga.
Quindi, io, avendo in consegna Armando che indicava la strada, ero, per forza di cose, il primo. A Armando fu consegnato un revolver Glisenti armato di colpi a salve, ma lui lo ignorava.
Io, avevo quattro bombe a mano Balilla, la P38, il pugnale, e tengo l’infermiere sotto tiro del Mauser che era stato di Ermanno Prosperi. Dietro di me Lunardini, il mitraglie-re Mario Falcieri e Guido Contenta. Tutti carichi di Balilla. Io ne avevo quattro nei pantaloni: due nel tascone destro, due nel sinistro, in quella occasione eravamo tutti dotati di quel tipo di bombe, essendo molto rumorose.
Abbiamo cominciato a scendere in silenzio, senza rompere la crosta ghiacciata della neve. Dovevamo sorprenderli. Ma all’improvviso una gamba mi sprofonda, una Balilla mi esce dal tascone e rotola. Rotolando nel silenzio sulla neve gelata mette in guardia un partigiano. Sento la sua voce: “Ti ghe sentiu?” poi quella di un suo compagno: “Cusa t’ei sentiu?” e subito dopo, dietro di me, quella possente di Lunardini che urla nella notte: “Avanti, San Marco!”.

Eliminata ogni resistenza nemica organizzata con il loro sbarramento di fuoco di armi automatiche, i Marò serreranno le distanze, discendendo nell’accampamento, lanciando bombe a mano nelle tende e sparando a bruciapelo ai partigiani rimasti ancora in armi o non abbastanza rapidi nel deporle, e liberando alcuni Marò prigionieri. Il Marò Contenta descrive il corso del combattimento:

Noi eravamo quattro, ma più addestrati di loro, perché in Germania avevamo fatto tutto. Lì eri stato allenato alla guerra, capito? Eri stato allenato a strisciare per terra, a nasconderti, ad agire, come ti posso dire, con delle tecniche raffinate per arrivare sotto il bersaglio che volevi colpire, e sapevi sparare, ti sapevi defilare. Io capisco loro perché della gente raccogliticcia, te la porti in montagna e je fai fare il partigiano, tanto di cappello anche se non credevano alle nostre idee, ma questi poveracci erano comandati dal, come se chiama, dal Tigre, Genesio Rosolino. Quello era uscito dall’ergastolo di Alessandria. Era uno che aveva ammazzato e rapinato durante la guerra, che comandante poteva essere? Quando siamo arrivati noi, è scappato in mutande, invece di dire “Sparamo qualche colpo e vedemo come va”. Sono scappati tutti. Lasciando i morti.

L’azione era durata in tutto pochi minuti; ai Marò della Controbanda non rimase che rastrellare il terreno circostante, raccogliere le armi catturate, distruggere gli equipaggiamenti non trasportabili, e ritornare alla base, trionfanti e euforici per il successo riportato. I partigiani colpiti ancora nel sonno o mentre accennavano una disordinata reazione – che ferirà leggermente solo il Tenente Lunardini, all’inizio del raid – furono undici, mentre altri, una cinquantina, riusciranno a scappare seminudi attraverso una valletta sfuggita all’osservazione degli assalitori: tra di essi il comandante del distaccamento, Genesio Rosolino “Tigre”.

Andrea Lombardi per Associazione Culturale Italia Storica.




La Controbanda a Calice.


La cappella di Santa Libera.




La lapide ANPI nelle adiacenze (sic). 







Pian de Corsi, lapide ai caduti partigiani nel raid.



 Il bosco a Pian de Corsi.



venerdì 10 luglio 2020

Presentazione video del libro "Ardito in pace e in guerra. Il generale Silvio Parodi dalla Grande Guerra alla Repubblica Sociale Italiana"

Presentazione video del libro "Ardito in pace e in guerra. Il generale Silvio Parodi dalla Grande Guerra alla Repubblica Sociale Italiana", un grande militare, filantropo e amministratore pubblico italiano e genovese la cui storia è stata dimenticata per decenni. Il libro è disponibile a Genova presso Il Ramo d'Oro e Italia Storica Edizioni storico-militari, nelle librerie storico-militari e in tutte le altre via LibroCo. Italia, e nelle librerie online!


"Questo saggio è stato pensato e voluto per colmare un vuoto nella ricerca storica nel settore specifico di Genova nel '900 e in particolare durante il fascismo, riguardando una personalità spesso citata e nominata ma di cui non era mai stata scritta una biografia completa: quella del generale MBVM Silvio Parodi (1878-1944), ufficiale d'Accademia, Ardito decorato nella Grande Guerra e nella campagna di Libia del 1919, squadrista della prima ora, politico e uomo delle istituzioni - da commissario civile di Traù (Trogir) in Dalmazia nel 1941-1943 a commissario prefettizio di Genova durante la RSI, ruolo che ne sancì la tragica fine per mano partigiana -, mecenate e filantropo. Una vita che abbiamo cercato di ricostruire con tutte le fonti a nostra disposizione, tra le quali molte inedite, come sempre mantenendoci fedeli a esse, senza retorica, ma con quell'entusiasmo e ammirazione che suscita questa figura alla cui opera non abbiamo potuto rimanere indifferenti." (Gli autori)

Editore: ITALIA Storica
Collana: Contemporanea
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 1 novembre 2019
Pagine: 136 p., ill. , Brossura
EAN: 9788894414769



domenica 5 luglio 2020

La nostra edizione ampliata de LA CADUTA DI BERLINO in spedizione!

Ben quattro Flakturm 😁 del nostro LA CADUTA DI BERLINO in partenza! Grazie a tutti voi per la nutrita prevendita, e a Editions Caraktère e Loïc Becker per le mappe del libro! Il libro è poi in distribuzione da questa settimana nelle librerie specializzate e in tutte le altre attraverso il nostro distributore LibroCo Italia. Per tutte le info, mail a ars_italia@hotmail.com.


martedì 23 giugno 2020

Presentazione del sito-rivista ‘politicamente scorretta’ "StoriaVerità"

Filosofia di una Rivista storica ‘politicamente scorretta’.

Il trimestrale ‘Storia Verità’ (Nuova Aurora Editrice Sas) è nato 20 anni fa per colmare un vuoto e per combattere, con gli strumenti dell’intelletto e in virtù dell’amore per la libertà di espressione, il ‘conformismo’ storiografico che ha inquinato, a nostro parere, a partire dalla fine del Secondo Conflitto Mondiale, buona parte il settore della storiografia, soprattutto quella riguardante l’epoca delle grandi ideologie, cioè il Novecento. Per decenni, infatti, i presunti detentori della ‘verità storica’ facenti riferimento a potentati politici e finanziari, hanno lavorato per ‘aggiustare’ la Storia e modellarla ad immagine e somiglianza di convinzioni ideologiche che nulla hanno a che fare con la suddetta ‘verità storica’, negando nel contempo dignità culturale e attendibilità non soltanto ai ricercatori ‘tradizionalisti’, ma a tutti coloro i quali non condividevano determinati principi interpretativi. In buona sostanza, i detentori del Potere, forti dell’appoggio supino e incondizionato della scuola e dell’università, hanno di fatto negato a più soggetti l’opportunità di esprimere liberamente e con cognizione di causa opinioni circa la Storia intesa come genesi non del tutto casuale della specie umana. Come spiega Alberto Rosselli, Direttore responsabile della testata: ’Storia Verità’, che si avvale di uno staff di Collaboratori di livello (tra i quali - ne citiamo soltanto alcuni - Roberto De Mattei, Mario Bernardi Guardi, Giulio Alfano, Primo Siena, Marco Cimmino, Andrea Lombardi, Roberto Mauriello, Tommaso Romano, Piero Vassallo, Michele Rallo, Alain De Benoist, Luciano Garibaldi) può, al contrario, contribuire a ribaltare questo criterio o prassi di indagine mistificatorio e inadeguato, dando spazio alla rivisitazione obiettiva, e quindi non conformista, di eventi che hanno determinato, nel bene e nel male, quei cambiamenti epocali ai quali stiamo assistendo e dei quali, purtroppo, molti italiani non sono ancora in grado di darsi una spiegazione logica. Impossibilità determinata, come si è accennato, da decenni di disinformazione pilotata. Il tutto per offrire al lettore non certo soluzioni definitive, bensì un’opportunità di scelta e soprattutto strumenti che lo possano aiutare a decrittare il presente attraverso un’onesta e corretta comprensione del passato. La Storia non è, infatti, una disciplina morale, ma possiede una sua specifica etica che va rispettata. ’Storia Verità’’ (che dispone anche di una versione online: www.storiaverita.org) viene distribuita su abbonamento.

L'ultimo combattimento tra la Divisione Monterosa e Alleati in Liguria, Ruta di Camogli, 26 aprile 1945

Nostra ricerca "Then and Now" sulle tracce dell'ultimo combattimento tra ENR e Alleati in Liguria, 26 aprile 1945, foto nostre dei luoghi attuali dell'azione, didascalie "istante per istante" nelle foto. Dal diario di guerra della Div. San Marco:

26-04-1945: fra le ore zero e le ore 03.00 tutta la Colonna è serrata sotto il Passo della Ruta. Nelle primissime ore del mattino il Colonnello Pasquali convoca a rapporto, in una villa posta 500 metri a ovest della galleria, gli Ufficiali Comandanti delle Unità della Colonna [che ormai ha assunto il suo nome, NdA] ed espone loro la situazione quale gli appare:
- imminente pressione del nemico nordamericano a sud con forze di Fanteria e corazzate dell’entità presumibile di una Divisione;
- dominio totale dall’aria nelle ore diurne, presumibile anche se ancora non evidenziatosi;
- dominio nemico dal mare che, alla fine della giornata, non verrà oltre rintuzzato perché le Batterie da difesa costiera di Portofino-Vetta verranno abbandonate dagli armamenti quando la Colonna riprenderà a muoversi;
- la Grande-Genova arresasi ai ribelli, salvo pochi capisaldi costieri sull’aiuto dei quali non v’è da fare molto affidamento;
- pochi rinforzi germanici di Fanteria e di Marina in marcia verso la Ruta da nord;
- necessità quindi di procedere per nord-ovest, evitando la Grande-Genova, allo scopo di tentare
il congiungimento con le altre forze dell’Armata Liguria;
- necessità di raccogliere tutte le forze italiane e germaniche nella zona la cui esigua entità numerica le esporrebbe ad annientamento in breve tempo;
[...]
- direzione di movimento: Recco lungo la SS. 1 Aurelia indi per Uscio-Gattorna - Passo Scoffera
(riserva di ordini ulteriori al Passo);
- spostamento del grosso oltre la galleria in attesa del movimento.
[...]
Nel pomeriggio le navi nemiche ricompaiono ed inviano alcune salve sulla SS. 1 fra la Ruta e Recco: il loro tiro risulta disperso ed impreciso.
Il Battaglione è schierato sulla posizione della Ruta. Nel tardo pomeriggio sulla SS. 1 compaiono, provenendo da Rapallo, pattuglie motorizzate nordamericane tentando di avvicinarsi alla Ruta. Esse sono respinte con il fuoco e non insistono. Il Tenente
Licitra del IV Gruppo Esplorante Monterosa si reca allora a costituire un posto di sbarramento anticarro 1.500 metri a oriente della galleria della Ruta. Con l’Ufficiale un pezzo PAK 40 da 75/46 agganciato ad un autocarro Lancia 3 RO che procede a marcia indietro ed elementi del 3 ° Squadrone del Gruppo.
Verso le ore 18.00 compare sulla SS. 1 un carro Sherman seguito da elementi motorizzati nordamericani. Con un solo colpo il pezzo manovrato dai Bersaglieri del Ten. Licitra mette fuori combattimento il carro nemico che si incendia. Le forze nemiche al suo seguito ripiegano. Alle ore 18.30 il Tenente Licitra con i suoi uomini ed i mezzi transita sotto la galleria della Ruta che alle ore 19.00 viene fatta saltare [in realtà non viene fatta saltare la galleria, ma una casa dalla sua uscita a ponente, le cui rovine ostruiranno parte della galleria e saranno facilmente rimosse dagli americani aiutati da abitanti del posto, NdA].
Alle ore 19.15 il Battaglione lascia la posizione della Ruta e procede verso Recco lungo la SS. 1 in estrema retroguardia di colonna. Sino alle ore 21.00 continua sulla SS. 1 il fuoco navale nemico che però non procura vittime o danni essendo sempre disperso ed impreciso.
Il Battaglione effettua sosta in Recco dove, risalita la Colonna, si porta su ordine nuovamente all’avanguardia.
Condizioni meteo: nella giornata il cielo da sereno si è fatto via via coperto.




Distintivo della Divisione Monterosa RSI





L'M4A3 Sherman distrutto dal PAK 40 della Monterosa, 
trainato un paio di centinaia di metri indietro dopo la fine dei combattimenti.





L'avanzata della colonna US.




Appena oltre la curva, il punto dove l'M4 fu colpito sul fianco dal perforante da 75 mm del PAK 40.




Dall'altro lato della valletta, la posizione del PAK della Monterosa.




La vista della posizione dello Sherman "dall'ottica" del PAK.





Linea di tiro verso lo Sherman del PAK.




Linea di tiro attraverso la valletta: circa 800 metri, distanza di tiro ideale per un PAK 40.




La chiesa a S. Lorenzo della Costa danneggiata dal tiro navale Alleato.






Lato di ponente della Galleria della Ruta di Camogli.

venerdì 19 giugno 2020

NUOVO: Werner Haupt, La caduta di Berlino - L’ultima battaglia di Hitler, Nuova edizione italiana ampliata



Werner Haupt

La caduta di Berlino
L’ultima battaglia di Hitler


Nuova edizione italiana ampliata
Pagine 278
Formato 15x23
Copertina brossura
Prezzo: 25.00 €









Un classico della storia militare, bilanciante l’accuratezza della ricostruzione storica degli ultimi combattimenti per Berlino dell’aprile-maggio 1945, dallo sfondamento sovietico sull’Oder sino alla battaglia di Seelow e la difesa finale della capitale del III Reich, e le avvincenti vicende di un pugno di carristi della Panzer-Division “Müncheberg” e volontari francesi dell’SS-Sturmbataillon “Charlemagne”, tra gli ultimi difensori di Berlino. Questa edizione presenta una traduzione rivista e annotata a cura del Wehrmacht Research Group, ed è integrata da nuove dettagliate mappe delle operazioni, fotografie dell’epoca in azione, immagini attuali dei luoghi dei combattimenti, e di illustrazioni a colori.

F.to 15x23, 240 pagg., ill bn e col, brossura plastificata opaca, edito da Italia Storica Edizioni storico-militari, 2020.

Un estratto dal primo capitolo del libro:

"Le truppe della «Krasnaya Armiya» in questo 16 aprile partono all’attacco della capitale del Reich, di Berlino. Il 1° Fronte Bielorusso, sotto l’alto comando del Maresciallo Zukov, attacca dalle sue posizioni a sud di Schwedt giù fino a Gross-Gastrose, valendosi anche della testa di ponte sulla riva occidentale dell’Oder a sud di Kustrin, profonda dieci e larga cinquanta chilometri. Il 1° Fronte Ucraino del Maresciallo Koniev passa ugualmente all’attacco su tutta l’ampiezza del suo fronte tra Gross-Gastrose giù fino ai Sudeti.

Il peso dell’offensiva si addensa nella testa dì ponte di Kustrin dove il Maresciallo Zukov ha impegnato non soltanto i 140 grossi riflettori per l’abbagliamento dei difensori tedeschi, ma anche la massa dei suoi reparti di carri armati.
Le prime trincee, bunker e buche individuali vengono letteralmente polverizzate. La fanteria sovietica, baionetta inastata, assalta le posizioni fatte a pezzi. I russi credono di poter passare senza resistenza. Ma nelle trincee frantumate, nei bunker rasi al suolo, nelle buche e nei crateri c’è ancora vita. Uomini ricoperti di fango, spruzzati di sangue, zuppi di acqua piazzano le mitragliatrici, lanciano granate, imbracciano fucili. È un frastuono, un martellamento, uno schianto solo all’incontro dei russi. I pochi sopravvissuti nelle trincee si stringono insieme per resistere sino all’ultima cartuccia, fermano i russi, falciano le prime file. Ma non sono in grado di trattenere la marea rossa, vengono travolti dalla massa umana che prosegue irresistibilmente. E i gruppi d’assalto dell’Armata Rossa continuano l’attacco verso l’occidente. Finché di colpo le granate tedesche si infittiscono, i precisi cannoni PAK aprono vuoti sempre maggiori tra gli assalitori, le mitragliatrici pesanti intervengono, uno sbarramento stradale non distrutto impedisce il cammino, le mine esplodono. I russi indugiano, si arrestano, cercano copertura. La prima ondata del nemico è fermata. Quando la seconda si affanna a consolidare il terreno guadagnato, viene a sua volta dispersa dal fuoco concentrato dei difensori. Sono passati pochi minuti e lo slancio dei russi è già infranto.
I soldati dell’XI Corpo SS si difendono disperatamente. Essi che per mesi non han conosciuto licenze, che han coperto, battendosi, il cammino dalla Russia centrale fino alle rive dell’Oder, che appena hanno munizioni nelle giberne e galletta nel tascapane, questi uomini si ergono saldi e rispondono colpo su colpo. Pochi minuti dopo il principio dell’assalto, il primo grande attacco sovietico è già stroncato. I soldati nelle uniformi feldgrau e verde kaki si scagliano, si mordono l’un l’altro, si abbattono coi badiletti, con le bombe a mano, coi Panzerfaust. Il Maresciallo getta in campo i suoi Reggimenti corazzati, le Divisioni di élite dell’Armata Rossa. I T-34 e i carri Stalin avanzano rullando, s’inerpicano sulle trincee sconvolte, sulle case in macerie, schiacciano i morti sul terreno, sferragliano imponenti sulle posizioni tedesche bombardate e distrutte. La lotta si ingrandisce sempre più e diventa la più formidabile battaglia della guerra dell’Est."


Per ordini e info: mail a ars_italia@hotmail.com


















martedì 26 maggio 2020

Recensione sulla rivista "STORIA Militare" del nostro libro + CD "Spionaggio in onde corte"

L'immagine può contenere: testo


Recensione sulla rivista "STORIA Militare" (12/2019) del nostro libro + CD Spionaggio in onde corte, dedicato alle trasmissioni segrete delle Numbers Stations.

martedì 19 maggio 2020

Il nostro libro "L’ultimo Tiger. I combattimenti di un equipaggio di Panzer nella Festung Posen, 1945", recensito su SoloLibri.net!


cliccate sull'immagine per leggere la recensione!

Il libro è disponibile e acquistabile via mail a italiastorica@hotmail.com, nelle librerie specializzate storico-militari e in tutte le altre via il nostro distributore LibroCo. Italia, su IBS e su Amazon. 

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Rara foto in divisa da Ufficiale della Regia Marina

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
A Nettuno, nel Btg. Barbarigo della Xa MAS

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Assieme ai suoi marò del Barbarigo

Decima MAS

Decima MAS
Ufficiali del Btg. Maestrale (poi Barbarigo): Tognoloni, Cencetti, Posio, Riondino...

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano
L'azione di Chiarello e Candiollo in copertina all'Illustrazione del Popolo del 19 marzo 1944