venerdì 4 novembre 2011

giovedì 27 ottobre 2011

L'ultimo combattimento della Decima MAS sul Senio, aprile 1945





"Un giorno, in pieno sole, il cielo cominciò a vibrare quasi improvvisamente nel fragore di centinaia di motori a pieno regime, e in pochi minuti la campagna mutò violentemente aspetto diventando un grigio disperato. La terra si mise a tremare, e una muraglia di polvere e fumo si alzò al disopra dei campanili ad oscurare l'orizzonte. Per due ore, centinaia di bombardieri a bassa quota continuarono invece a preparare il terreno dall'alto, chilometro per chilometro, dalla via Emilia ad Alfonsine.La muraglia di fumo sembrava scaturire con violenza naturale dalla terra stessa, avvolgeva i paesi, la pianura, ogni cosa. La Morte correva impazzita per i campi a cercarci. Avvertii l'ondata accostarsi velocemente, assordante, la vidi anche scuotere un filare di viti che si piegò come urlando sotto l'uragano, e fu come la terra stesse per mancarmi sotto e allora mi aggrappai ficcandovi le dita - e l'uragano passò in un baleno con un urlio spaventoso e pesante coprendomi d'aria e di terra e di sassi e tutto si muoveva e le orecchie fischiavano e il respiro non voleva più uscire dai polmoni. In batteria era tutto rovesciato e pieno di schegge e di terra, bossoli e granate buttati attorno ed anche un cannone piegato un poco sul fianco. Due feriti erano coricati in attesa dietro il muro di una casa. Passarono alcuni marinai con le barelle cariche, e dissero che alla batteria vicina c'erano anche dei morti. Gabriele aveva la divisa strappata e la faccia che sembrava uscita da una carbonaia; stava limando con cattiveria l'otturatore di un pezzo che non voleva chiudere, e teneva una sigaretta spenta tra le labbra. Arcangelo zoppicava attorno gridando ordini, e tutti lavoravano come dannati e capivano le cose al volo. Gli artificieri andavano in giro bestemmiando sulle ginocchia a cercare gli inneschi che si erano sparsi tra l'erba. L'attacco arrivò con un brontolio lontano e pesante di roccia che sta franando; allora noi aprimmo il fuoco sopra gli sbarramenti, alla cieca, e le bocche da fuoco rincularono urlando e liberandoci dalla tensione. Fu l'ultima sfuriata della guerra in Italia. Sparavano tutte le batterie e i gruppi tedeschi lungo il Santerno, e dall'altra parte c'era una bocca da fuoco ogni dieci metri; il mondo intero c'era, le schegge foravano gli scudi, i muri, spaccavano gli alberi, inginocchiavano gli uomini nell'erba, un fracasso da disastro ferroviario, bisognava urlare per intendersi; e non si capiva niente, però si capiva tutto, le ore passavano svuotando le riservette, la infermeria lavorava, il cimitero lavorava, tutti i santi lavoravano. Venne la sera e sparavamo ancora, venne la notte e sparavamo ancora, poi finirono le spolette e tirammo via le granate, così, tanto per sparare! Granate senza spolette, fuori anche loro, Cristo, fuori! Poi finirono anche le granate ed allora smettemmo davvero di sparare. Era mezzanotte e nel buio passavano lentamente gli ultimi uomini della Wehrmacht con le mitragliatrici sulle spalle e i nastri di pallottole appesi al collo. Noi avevamo ancora qualche pezzo lontano che stava ultimando metodico la scorta di granate. I colpi partivano ad intervalli regolari, quasi annunciassero la nascita dell'erede al trono".



Tenente Mario Gandin, aggregato al Gruppo d'artiglieria "Colleoni", Fronte del Senio, aprile 1945, dal suo libro "La caduta di Varsavia".

giovedì 20 ottobre 2011

Attraverso la Sublime Porta. La Turchia nei resoconti dei viaggiatori italiani del Settecento, di Andrea Castagnino



Andrea Castagnino

Attraverso la Sublime Porta
La Turchia nei resoconti dei viaggiatori italiani del Settecento

In un secolo quale fu il Settecento, secolo dei lumi, l’Europa attraversata da una nuova cultura, si volgeva verso l’Oriente islamico con una rinnovata attenzione; non più terra di misteri, luogo di orrore e quindi di continue incomprensioni con l’Occidente cristiano, bensì ora un mondo da scoprire e svelare secondo i canoni della nuova cultura illuminista legata alla razionalità assoluta. I territori dell’Impero ottomano verranno attraversati da viaggiatori e ricercatori come Giuseppe Sorio, Giacomo Casanova, Giovanni Battista Casti e Domenico Sestini che, in un progressivo prolungamento di quello che fu il Grand Tour dell’Europa continentale e peninsulare, si spingeranno in queste terre penetrandovi fin nel loro cuore. Si trattava soprattutto di studiosi dalla poliedrica formazione, i quali, dapprima interessati alle antiche vestigia del mondo classico, non trascurarono poi di penetrare una cultura così diversa dalla loro ma da secoli presente sia nell’area dell’Europa mediterranea sia in quella continentale.

F.to 12x17 brossura, 110 pagg., alcune ill. b/n, Euro 12,00.

Edito da Ass. Cult ITALIA Storica, Genova 2011.
Info e ordini: ars_italia@hotmail.com

giovedì 13 ottobre 2011

Dino Campini, Ferrea Mole, Ferreo Cuore - Le battaglie dei Carristi della Centauro, dell’Ariete e della Littorio, 1940-1943




Novità:


Dino Campini

Ferrea Mole, Ferreo Cuore
Le battaglie dei Carristi della Centauro, dell’Ariete e della Littorio in Abissinia, Spagna, Francia, Balcani, Libia, Egitto e Tunisia

Molti sono i libri che analizzano le caratteristiche tecniche dei mezzi corazzati italiani nella seconda guerra mondiale, ma pochi quelli che presentano in dettaglio gli uomini e le battaglie dell’arma corazzata italiana come questo libro: Dino Campini, già comandante il IV Btg. Carri M del 133° Rgt. Corazzato, dà un quadro vivido e storicamente accurato dei combattimenti delle unità carriste italiane in Abissinia, Spagna, Francia, Balcani, Libia, Egitto e Tunisia, ricostruendo gli scontri minori e le grandi battaglie alternando abilmente le relazioni ed i diari di guerra ufficiali e le testimonianze e i ricordi dei protagonisti, dai comandanti ai semplici carristi.

Sono inoltre descritte le difficili origini dell’arma corazzata italiana e l’inadeguatezza delle tattiche e dei mezzi impiegati, rivelatasi sempre più grave con il progredire del conflitto e con la mancata evoluzione tecnica dei corazzati italiani per tenerli al passo con i nuovi carri avversari; risaltano ancora più, date queste premesse, le doti di valore e di abilità professionale dimostrate sul campo dagli equipaggi carristi e da molti dei loro ufficiali.

In appendice, due testimonianze di “assi” dei corazzati italiani e le motivazioni delle Medaglie d’Oro al Valor Militare dei carristi, mentre l’ampio corredo iconografico originale dell’opera è integrato nella presente edizione da numerose fotografie inedite di un veterano del 65° Fanteria Motorizzata, ritraenti tra l’altro carri M dell’Ariete in azione e mezzi corazzati inglesi distrutti e catturati.

F.to 17x24 brossura, 264 pagg., 114 ill. in b/n e alcune mappe, Euro 24,00.
Edito da Associazione Culturale "ITALIA Storica", Genova, 2011
Info: ars_italia@hotmail.com Blog http://associazioneitalia.blogspot.com/

martedì 11 ottobre 2011

SECONDA EDIZIONE: DAL GOVERNO BADOGLIO ALLA REPUBBLICA ITALIANA, di Elio Lodolini




Elio Lodolini

DAL GOVERNO BADOGLIO ALLA REPUBBLICA ITALIANA
Storia del "quinquennio rivoluzionionario" 25 luglio 1943 – 1° gennaio 1948 (con appendice del 2011)


Seconda edizione riveduta e aumentata



La tesi presentata da Elio Lodolini, decano degli archivisti italiani, in questo suo documentato libro “controcorrente” e basata su una minuziosa ricostruzione degli eventi storici e sull’attenta analisi delle norme del nostro diritto costituzionale, è che il 25 luglio 1943 il Re Vittorio Emanuele III compì un colpo di Stato, nominando Badoglio a capo di un Governo di fatto, Governo illegittimo, e sopprimendo quasi tutti gli organi costituzionali. Con la “resa incondizionata” (non semplice “armistizio”) del settembre 1943 il Governo Badoglio cedette tutti i poteri al nemico (angloamericani e sovietici) e cessò di esistere anche come governo illegittimo. Nei territori man mano occupati dagli angloamericani l’unico governo fu quello di questi ultimi, attraverso due loro organismi: il Governo Militare Alleato dei territori occupati e la Commissione Alleata di Controllo in quattro province della Puglia. Nei territori non occupati dagli angloamericani sorse la Repubblica Sociale Italiana, unico governo indipendente del 1943-1945. Dopo la fine della R.S.I. tutto il territorio italiano fu occupato e governato dal nemico, gli angloamericani e i sovietici, che rimasero sempre giuridicamente “nemici” anche in regime armistiziale e durante la “cobelligeranza”. Con la firma del così detto “trattato” di pace (in realtà diktat non negoziabile) e con l’esecuzione di esso, dal 16 settembre 1947 cessò lo stato di guerra e di occupazione nemica e l’Italia tornò ad essere uno Stato indipendente, retto da un governo provvisorio, governo di fatto. Con l’entrata in vigore della Costituzione repubblicana, dal 1° gennaio 1948 l’Italia ebbe di nuovo un governo legittimo, come quello che aveva avuto ininterrottamente dall’Unità (1861) al 25 luglio 1943.

F.to 14x21, brossura, 340 pag., Euro 28,00 Edito da Associazione Culturale "ITALIA Storica", Genova, 2011.

lunedì 26 settembre 2011

Statuto Associazione "ITALIA Storica" e Modulo d'iscrizione






STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE STORICA “ITALIA”

Art. 1 COSTITUZIONE E DENOMINAZIONE
È costituita ai sensi dell’art. 38 e seguenti del codice civile l’Associazione denominata Associazione Culturale “ITALIA STORICA” .

Art. 2 OGGETTO
L’Associazione ha per oggetto lo studio, la diffusione, l’approfondimento della storia militare, sia delle FF.AA. italiane dal 1861 a oggi, sia di altre. L’Associazione non ha fini di lucro, è assolutamente apolitica e non pone pregiudiziale alcuna nei confronti di chiunque chieda l’iscrizione e la partecipazione alle attività sociali. L’Associazione può estendere le proprie attività anche a favore dei non soci, siano essi persone fisiche, giuridiche, enti o associazioni.

Art. 3 SEDE
La sede legale dell’Associazione è in Genova.L’Associazione potrà costituire delle sezioni nei luoghi in Italia che riterrà più opportuni ed idonei al fine di attuare gli scopi sociali.

Art. 4 FINALITÀ E SCOPI
L’Associazione ha come finalità: - la ricerca, lo studio, la raccolta e la conservazione del patrimonio storico militare delle FF.AA. italiane e di altre nazioni; - la partecipazione a manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalle autorità competenti ovvero la loro organizzazione con Comuni ed Enti statali privati;- l’organizzazione di viaggi studio, corsi di formazione e/o di informazione, incontri e collaborazione con Enti statali e privati italiani e stranieri analoghi- l’organizzazione di mostre autorizzate tramite la raccolta e la conservazione di materiali e reperti storici dell’Esercito Italiano- la divulgazione delle ricerche storiche e in altri ambiti culturali effettuate tramite audiovisivi, cd, pubblicazioni e un sito internet.
- La partecipazione e l’organizzazione di manifestazioni autorizzate di rievocazione storica intesa come l’ipotesi più probabile e veritiera possibile di “ricostruzione del passato” e/o di un ben preciso evento storico in modo tale che, attraverso l’intrattenimento, venga effettuata una reale opera di tutela della propria memoria storica, ed identità culturale.Tutto quanto sopra e di seguito enunciato nel più rigoroso rispetto delle vigenti leggi.- Ha inoltre lo scopo di promuovere e diffondere la pubblicistica derivante dagli studi storici e da altri ambiti culturali dei soci; di fornire ai soci e o a terzi che ne facciano richiesta servizi di consulenza nelle materie oggetto dello scopo sociale.

ART. 5
La durata dell'Associazione è stabilita fino al 31 Dicembre 2050.

ART. 6
Sono Soci dell'associazione i fondatori;le persone che intendono dare il loro apporto personale, volontario e gratuito per il conseguimento degli scopi associativi, che si riconoscono ed accettano le regole del presente statuto e che ottengono il placet del direttivo (soci ordinari); le persone che sottoscrivono la tessera annuale di appartenenza all’associazione (associati).Spetta al Consiglio Direttivo deliberare sull'ammissione dei soci ordinari con voto favorevole dei due terzi dei Consiglieri.

ART. 7
Sono associati coloro che sottoscrivono la tessera dell’associazione e corrispondono il costo annuale.Non hanno diritto di intervento né di voto alle riunioni dell’Assemblea dei soci ordinari. Il Direttivo può conferire ad uno o più associati, previa accettazione, mandato ad singula acta.Il mancato rinnovo annuale della tessera comporta l’automatica decadenza dalla qualità di associato.L’Assemblea dei soci ordinari può deliberare il diniego del rinnovo della tessera per un associato sulla base di comprovati motivi. In caso di grave violazione delle norme che regolano il presente atto costitutivo o di comportamento pregiudizievole per l’Associazione stessa e/o per un componente del Consiglio Direttivo o per un socio ordinario, l’Assemblea dei Soci Ordinari può deliberare l’immediata espulsione, previa comunicazione scritta al socio in oggetto, al quale è data facoltà di replica.

ART. 8
I soci ordinari hanno diritto di partecipare alle Assemblee, di votare direttamente, di svolgere il lavoro preventivamente concordato e di recedere dall'appartenenza all'organizzazione. I soci ordinari hanno l'obbligo di rispettare le norme del presente statuto e di cooperare per il conseguimento dell’oggetto sociale.
L’adesione all’associazione è a tempo indeterminato fatto salvo il diritto di recesso.
La qualità di socio ordinario viene meno in seguito a: rinuncia volontaria da comunicare per iscritto al Presidente; morte o perdita della capacita' di agire; per indegnità deliberata dal Consiglio Direttivo.

ART. 8.1 La quota sociale o contributo associativo è intrasmissibile e non rivalutabile.

ART. 9
Il patrimonio dell'Associazione è costituito dai proventi derivanti dalle tessere sottoscritte dai singoli associati, da donazioni, lasciti e dalle eventuali eccedenze di bilancio. Le entrate sono costituite da contributi associativi, da sovvenzioni dello Stato e di enti pubblici o privati, dai rimborsi delle attività svolte e dall’erogazione di contributi degli Enti Locali e della Comunità Europea.

ART. 10
L'esercizio finanziario si chiude al 31 dicembre di ogni anno.Entro il mese di aprile deve essere convocata l'assemblea per approvare il bilancio consuntivo e la relazione del Presidente e per determinare eventualmente la modifica del costo della tessera associativa.La perdita della qualità di socio ordinario o di associato per qualsiasi causa non comporta un diritto sul patrimonio dell'Associazione, né rimborsi, né corrispettivi ad alcun titolo. All’assemblea il Presidente espone una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente e sull'attività prevista per l'anno in corso.

ART. 10.1
E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitali durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposti dalla legge.

ART. 11
Sono organi dell'Associazione: l'Assemblea dei soci ordinari; il Consiglio Direttivo; il Presidente.Le cariche sociali sono gratuite salvo il rimborso delle spese vive incontrate dai componenti degli organi sociali nell'espletamento dei lori incarichi.

ART. 12
L'Assemblea dei Soci si riunisce su convocazione del Presidente stesso in via ordinaria e una volta all'anno. Spetta all'assemblea deliberare sul bilancio consuntivo, nominare i componenti del Consiglio Direttivo ad esclusione dei primi, nominati in sede costituente.
L'assemblea si convoca inoltre qualora il Presidente ritenga opportuno o ne sia fatta richiesta da almeno la metà dei soci o da almeno due terzi dei componenti del Consiglio Direttivo.

ART. 13
L'assemblea delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei soci presenti unitamente al voto favorevole di tutti i soci fondatori presenti.Qualora non vi sia l'approvazione da parte di tutti i soci fondatori presenti, le deliberazioni dovranno essere adottate in una successiva assemblea con il voto favorevole della maggioranza dei due terzi dei soci aventi diritto al voto.Non è ammesso il voto per delega.

ART. 14
Il Consiglio Direttivo è composto per la prima volta dai soci fondatori, ossia dei sigg. Andrea Lombardi, Giovanni Buongirolami, Fabrizio Cortese, Emanuele Mastrangelo e Carlo Cucut, e dura in carica 10 anni. Successivamente il Consiglio Direttivo sarà composto da quattro membri, di cui tre eletti tra i soci fondatori e uno eletto tra tutti i componenti dell’Assemblea, e tra i restanti soci fondatori. Il Consiglio Direttivo resta in carica per 10 anni e i suoi componenti sono rieleggibili.Il Consiglio Direttivo è investito di tutti i poteri per lo svolgimento dell'attività sociale, per il raggiungimento degli scopi associativi, per la delibera di modifica dell’atto costitutivo e di scioglimento dell’Associazione, eccetto per le materie riservate alla decisione dell'assemblea. E’ altresì competente a decidere l’ammontare del costo della tessera associativa annuale.Il Consiglio Direttivo inoltre rilascia il placet in merito all’acquisizione della qualifica di socio ordinario. Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono prese a maggioranza con la presenza di almeno la metà dei componenti salvo quanto previsto al precedente art. 6 ed al successivo art. 15.In caso di parità dei voti, prevale il voto del Presidente.Il Consiglio può delegare determinati compiti in via continuativa al Presidente e ad uno o più dei suoi membri può attribuire le funzioni di amministratore ad un consigliere o ad altra persona.Il Consiglio delibera inoltre in merito alla scelta del professionista esterno all’Associazione che curi la contabilità dell’Associazione stessa.Il Consiglio Direttivo di norma viene convocato dal Presidente ovvero dai due terzi dei suoi componenti, con autoconvocazione con le modalità ritenute più idonee.Nessun compenso è dovuto al membri del Consiglio, salvo rimborso delle spese documentabili e sostenute nell’espletamento della propria funzione.

ART. 15
Il Presidente viene eletto per la prima volta dai soci fondatori, ed è stato individuato nel sig. Andrea Lombardi, così come il Segretario, individuato nel sig. Fabrizio Cortese.Alla scadenza del mandato, il Presidente ed il Segretario vengono eletti con la maggioranza dei voti dei componenti del Consiglio Direttivo. Il Presidente convoca e presiede le riunioni dell'assemblea e del Consiglio Direttivo, vigila sull'attuazione delle loro deliberazioni, compie gli atti d'urgenza da sottoporre alla ratifica del consiglio, intrattiene i rapporti con i terzi.Il Presidente ed il Segretario durano in carica fino alla scadenza o decadenza del Consiglio Direttivo e sono rieleggibili.

ART. 16
La rappresentanza legale dell'Associazione in giudizio e di fronte ai terzi e il potere di firma spettano al Presidente; il potere di firma può essere attribuito anche a coloro che hanno eventualmente ricevuto dal Consiglio Direttivo specifici incarichi, ciascuno nell'ambito dei compiti ad essi attribuiti.

ART. 17
Il Presidente è responsabile dell'osservanza di tutte le norme di legge che regolano tali attività: egli rappresenta l'associazione di fronte ai terzi, in conformità ai poteri delegati dal Consiglio Direttivo al quale dovrà relazionare periodicamente l'andamento della sua attività eseguendo le delibere del Consiglio Direttivo per quanto gli compete.Il Segretario verifica che le delibere dell’Assemblea vengano eseguite, redige i verbali delle riunioni, attende alla corrispondenza ed esegue quanto gli viene eventualmente demandato dall’Assemblea o dal Direttivo.

ART. 18
Lo scioglimento dell'Associazione è deliberato dal Consiglio Direttivo, con una maggioranza dei due terzi dei Soci aventi diritto al voto, che provvederà alla nomina di uno o più liquidatori. L'eventuale patrimonio esistente sarà devoluto ad un ente, una associazione o istituzione aventi scopo analogo od assimilabile e comunque designato dal Consiglio Direttivo, salvo diversa destinazione imposta dalla legge vigente al momento dello scioglimento.

ART. 19
Logo dell’Associazione è la scritta “ITALIA STORICA”, in campo rettangolare bipartito orizzontalmente rosso e bianco.

ART. 20
Per quanto non previsto dal presente statuto, si fa riferimento agli articoli del codice civile ed alle vigenti disposizioni legislative in materia.


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Associazione Culturale “ITALIA Storica”

Compilando il seguente modulo, si richiede il tesseramento annuale all’Associazione. Il costo dell’iscrizione è di Euro 20,00, che può essere versata sul Conto Corrente Postale N. 8857864 IBAN: IT-22-D-07601-01400-00008857864 intestato “ITALIA Storica”.


I campi contrassegnati da * sono da compilare obbligatoriamente.

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La domanda di iscrizione sarà esaminata dal Direttivo dell’Associazione; il responso verrà comunicato al richiedente via lettera o e-mail.

Con l’adesione il nuovo Socio si impegna a RISPETTARE IL REGOLAMENTO DELLO STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE e partecipare alle attività promosse. Il socio avrà diritto ad uno sconto del 30% sui libri editi dell’associazione per promuovere le opere dei propri soci, può avere sconti o ingressi gratuiti in molte delle manifestazioni storiche e di collezionismo militare che si svolgono in Italia.



Firma per presa visione:

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+ Il modulo debitamente compilato può essere inviato via E-Mail a: ars_italia@hotmail.com oppure via posta a: Associazione Culturale “ITALIA Storica”, Via Onorato 9/18, 16144 Genova (GE).

domenica 18 settembre 2011

Con i Panther della "Brandenburg" - Gli ultimi combattimenti sul Fronte Orientale, aprile-maggio 1945





Eduard Bodenmüller

a cura di Andrea Lombardi

Con i Panther della "Brandenburg"


Gli ultimi combattimenti sul Fronte Orientale
nel diario di guerra di un carrista della Panzergrenadier-Division "Brandenburg", Febbraio-maggio 1945


Questo libro presenta il diario di guerra di Eduard Bodenmüller, relativo alle sue esperienze come Sottufficiale e Capocarro di Panther nella Panzergrenadier-Division “Brandenburg” negli ultimi combattimenti per la difesa del Reich sul Fronte Orientale tra l’Oder e il Neisse, dal gennaio al maggio 1945. Il diario giornaliero di Bodenmüller dà un’immagine cruda e veritiera dei duelli tra i Panther e i T-34/85 e gli JS-2 Stalin sovietici, e dei disperati tentativi tedeschi di contenere l’inarrestabile avanzata dell’Armata Rossa in Slesia. Il testo è accompagnato da appendici sulle azioni della “Brandenburg” nel 1945 e sui decorati della Ritterkreuz della Divisione, una cronologia delle operazioni delle unità del Panzerkorps “Grossdeutschland”, numerose mappe e fotografie relative a queste battaglie, e da tavole a colori presentanti i fregi, le decorazioni e i documenti originali appartenuti a Eduard Bodenmüller.

L’autore del diario

Eduard Bodenmüller nasce il 23 aprile 1922 a Stoccarda nel Baden-Württemberg. Nell’aprile 1944 fu insignito del Panzerkampfabzeichen in Silber e nel maggio 1944 della Eisernes Kreuz di seconda classe. Ormai Unteroffizier e carrista veterano fu assegnato nel 1945 alla 4. Kompanie del I Abteilung, del Panzer-Gruppe Wietersheim della Panzer-Grenadier-Division “Brandenburg”. Per le azioni da lui narrate in questo suo diario fu poi decorato della Eisernes Kreuz di prima classe il 19 marzo 1945, e del Panzerkampfabzeichen mit Einsatzzahl “25” il 20 febbraio, quest’ultimo distintivo conferito per aver partecipato a 25 azioni di combattimento tra corazzati, durante le quali era stato tra l’altro ferito più volte. Promosso Offizierantwärter, fu anche raccomandato per la Deutsches Kreuz in Gold, ma la decorazione non risulta concessa.


F.to 17x24, brossura, 72 pagine, 50 foto b/n e mappe, 2 tavole a col., Euro 14,00



Edito da Ass. Cult. ITALIA Storica, info e ordini diretti ars_italia@hotmail.com


Disponibile inoltre presso Tuttostoria, Spazio Ritter e Libreria Militare (MI), Libreria Roma e Libreria Ares (RM), e altre librerie specializzate.

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Rara foto in divisa da Ufficiale della Regia Marina

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
A Nettuno, nel Btg. Barbarigo della Xa MAS

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Assieme ai suoi marò del Barbarigo

Decima MAS

Decima MAS
Ufficiali del Btg. Maestrale (poi Barbarigo): Tognoloni, Cencetti, Posio, Riondino...

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano
L'azione di Chiarello e Candiollo in copertina all'Illustrazione del Popolo del 19 marzo 1944