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domenica 4 luglio 2010

Con il Barbarigo a Nettuno, di Luciano Luci Chiariti (Luciano L. Chiarissi)




L. L. Chiariti

Con il Barbarigo a Nettuno


Pagine 127
Formato 21x14
Copertina brossura
Lingua Italiano
Prezzo: 16.00 €



Anastatica di un'opera del settembre 1944 con le riflessioni di un maro' della Decima MAS reduce dal fronte di Anzio-Nettuno.Sono raccolte le impressioni sul tempo passato al fronte, la guerra di posizione, i commilitoni, e la vita in linea. In appendice l'elenco dei caduti del Barbarigo, le onorificenze concesse e lo spartito dell'inno della X MAS a cura del maro' Giulio Ronchi.

Un estratto dell'opera dal primo capitolo:

GUARDANDO GLI APPUNTI

In questi ultimi tempi ho letto qualche corrispondenza di guerra postuma dal fronte di Nettuno e ci sono rimasto parecchio male. Io ho forse il torto di far parte di quella schiera di persone che pensano dover essere l'onestà il criterio informatore di ogni azione umana, e mi ha quindi fatto una brutta impressione leggere tante belle parole che non significano niente su argomenti che per la loro intima forza non hanno assolutamente bisogno di infioramenti. A parlarci chiaro la maggior parte di questi signori che oggi fanno della bella letteratura, in linea non si sono mai visti ed oso pensare che abbiano voluto seguire la poco eroica tradizione degli inviati, che vedono la guerra da una camera d'albergo e salvano la baracca lavorando molto di fantasia.Tutto questo, proprio mentre si parla di ricostruire anzitutto un ordine morale, è un affare piuttosto stonato e direi che si dovrebbe trovare il modo di farla finita. Farla finita anche per dimostrare coi fatti che si ha la ferma volontà di eliminare ogni stortura e che l’era delle chiacchiere deve considerarsi definitivamente tramontata.Gli avvenimenti che viviamo sono troppo seri ed impegnativi perché sia permesso assistervi con atteggiamento superficiale.Ho accanto a me un blocchetto di appunti che ho trovato nella borsa tattica proprio mentre ero sicuro di averlo dimenticato o perduto. Pagine zeppe di parole scritte a matita, in una maniera indecifrabile dai profani, in momenti vari della giornata, quando anche nella buca ti saltava il ghiribizzo di fissare sulla carta impressioni e ricordi.Sensazioni e pensieri strani alle volte, vi assicuro, forse anche perché per il fronte ero un novellino, una matricola e ad ogni cosa amavo dare un significato e fare un raffronto con quanto su di esse avevo fantasticato nelle giornate in cui tra me e la linea si interponevano tanti ostacoli.Quando un'idea ci infiamma e gli anni hanno ancora un sapore di sogno, la guerra è un dono magnifico di cui si scorge solo il lato romantico.Solamente più tardi - dopo molte cadute - quel duro selciato che ha nome esperienza ci fa esaminare le cose con spirito realistico e - anche se molte illusioni restano ai lati della strada - quel ben sagomato e quadrato edificio che è ormai la nostra personalità è sempre pervaso dalla benedetta Poesia che, anche in formato ridotto, vogliamo difendere da contingenze e scetticismi.Al fronte ci sono quindi arrivato con idee abbastanza chiare sugli uomini ed i loro pregi o difetti. Non mi attendevo di trovare delle schiere di santi o di eroi; non ho avuto delusioni. Ad essere sincero qualche sorpresa in senso buono.Intendiamoci non voglio cadere nell’eccesso opposto col voler descrivere la guerra sostanziata esclusivamente di orrori e brutture, di esseri brutali ed egoisti che pur di giungere ad un loro scopo particolare si venderebbero anche l'anima. No, no. Intendo chiarire che anche la guerra è come tutte le cose della nostra vita. Uno va a cogliere una bella rosa e si punge con le spine. Il vecchio ritornello è sempre vero; anche nel nostro caso.



Effepi Edizioni

Via Balbi Piovera 7
16149 Genova
Telefono +39 010 6423334
Mobile +39 338 9195220

mercoledì 12 maggio 2010

Il Barbarigo e il San Giorgio a Nettuno








Il Barbarigo e il San Giorgio a Nettuno
di Guido Bonvicini


Mentre il battaglione Lupo veniva costituito alla caserma di San Bartolomeo e poi passava in Toscana per l'addestramento, il Barbarigo già combatteva al fronte.
Il primo tra i battaglioni che dovevano costituire il Reggimento Fanteria di Marina San Marco era nato a La Spezia all'inizio di gennaio. Ne aveva assunto il comando il Capitano di Corvetta Umberto Bardelli. Delle quattro compagnie su cui era ordinato, due erano state addestrate sul luogo e le altre due, la I e la III, erano state trasferite per l'addestramento a Cuneo, alla caserma San Dalmazzo.
Alla meta di febbraio il battaglione si riunì nuovamente a San Bartolomeo e il giorno 20 partì su torpedoni per il fronte. Itinerario: La Spezia-Firenze-Arezzo-Orvieto-Viterbo-Roma. Durante il viaggio le previste difficolta dal cielo, a Roma sosta di alcuni giorni. Sfilate, discorsi, riprese cinematografiche; alla sera, in libera uscita, botte con gli elegantissimi imboscati della Polizia Africa Italiana. L'ultimo giorno, una specie di pacificazione col dono, da parte degli ufficiali della P.A.I., di simbolici e inutili pugnali di foggia africana. Un non simbolico aiuto ebbe invece in quei giorni il Comandante Bardelli dal Capitano dei Granatieri Marchesi, che gli diede modo di completare l'armamento e l'equipaggiamento del battaglione attingendo ai magazzini della caserma Ferdinando di Savoia.
Americani e inglesi erano sbarcati il 22 gennaio ad Anzio, e solo l'eccessiva prudenza del Generale Lucas, afflitto dal “complesso di Salerno”, aveva loro impedito di arrivare subito a Roma. I tedeschi, dopo la prima affannosa difesa con reparti presi a prestito qua e la, avevano concentrato alcune divisioni e costituito la 14ª Armata, che chiudeva un semicerchio intorno alla testa di sbarco, dal Fosso della Moletta a nord per Aprilia e Cisterna fino al ramo occidentale del Canale Mussolini e quindi ancora alla costa a sud. Ma le due controffensive tedesche, quella da Aprilia (16-20 febbraio) e l'altra da Cisterna (28 febbraio - 1 marzo), non erano riuscite a sfondare le linee degli Alleati. Il fronte si era fermato sulle posizioni raggiunte dopo i due attacchi.
Il Barbarigo arrivò in linea mentre era in corso la seconda controffensiva, e sostò per breve tempo a Sermoneta: dal colle si vedevano le opposte linee, pioveva, e il tempo restò tale fino alla fine di marzo. Il battaglione venne destinato al settore sud, che era tenuto dalla 715ª divisione tedesca di fanteria. Questo reparto aveva partecipato ad entrambe le azioni di contrattacco ed aveva sofferto grosse perdite; il suo comando credette di poter contare sui marò come complementi da distribuire alle compagnie. Non fu facile a Bardelli ottenere che il reparto avesse il suo tratto di fronte, ma alla fine di una lunga discussione i tedeschi accettarono: la I compagnia fu schierata sul tratto alto del Canale Mussolini, la III tra il fosso del Gorgoglicinio e la Strada Lunga, la IV di qui fino al margine delle paludi; la II fu mandata a Sezze per un corso di addestramento.
Le truppe avversarie nel settore del Barbarigo erano quelle del 1° Distaccamento della Special Service Force, un reparto misto, per due terzi americano e un terzo canadese, con una specializzazione e un addestramento corrispondente a quello dei Rangers. Il terreno era perfettamente piatto e paludoso, percorso da un groviglio di canali e fossi di bonifica e di irrigazione, cosparso di poderi e case coloniche; verso sud confinava con una zona boscosa che favoriva le infiltrazioni. Il fronte era fermo, ma nel tratto da Cisterna al mare si prestava alle pattuglie attive e alle puntate avvolgenti, perché le scarse forze che gli opposti schieramenti vi impegnavano non erano in grado di tenere una linea continua. (4)
La prima ad essere attaccata fu la III compagnia e gli americani vi si impegnarono frontalmente; poi si fecero sotto i canadesi, che si dimostrarono soldati piu preparati e aggressivi. La II compagnia diede il cambio alla III. Per tutto il mese di marzo gli avversari si fronteggiarono con incursioni esplorative e offensive. Alla fine del mese la I compagnia lascio il posto alle SS italiane e fu spostata lontano dalla testa di sbarco, a Terracina, per addestramento e sorveglianza costiera; qui subì un attacco di mezzi aeronavali. Contemporaneamente la III compagnia torno in linea davanti al Cerreto Alto, tra la Strada Nascosa e la litoranea.
Intanto il Barbarigo provvedeva a dotarsi di una sua artiglieria e formava la V compagnia Cannoni, che fu armata con pezzi da accompagnamento 65/17 e servita da alcune decine di marò tratti dalle compagnie fucilieri. Piu tardi il comando germanico assegno al Barbarigo alcuni pezzi da campagna italiani. A La Spezia si stava formando il Gruppo di Artiglieria San Giorgio che, come III Gruppo del Reggimento di Artiglieria, doveva essere dotato di pezzi someggiati da 75/13, secondo l'ordinamento che già era stato dell'esercito regio, che contava un gruppo da montagna come terzo di ogni reggimento di artiglieria da campagna.
Il comando Decima fece partire da La Spezia il Tenente di Vascello Carnevale, comandante del gruppo San Giorgio, con i quadri e poco più di cento complementi, in parte ex artiglieri, per prendere in consegna i pezzi e costituire un gruppo di artiglieria da campagna della Decima. L'inizio dell'istruzione dei marinai-artiglieri avvenne durante il viaggio, l'addestramento vero e proprio si sarebbe fatto in linea. Formarono il gruppo una batteria da 105/28, una da 105/32 e una da 75/27, tutte a traino meccanico. I tedeschi avevano consegnato i cannoni coi trattori e basta: al resto provvedessero gli interessati. Il Comandante Carnevale dovette percorrere più volte la strada tra Littoria e Roma a bordo di una vecchia Balilla per procurare al suo gruppo tutto l'occorrente. E un giorno, viste alcune ottime reti mimetiche a protezione delle automobili che stazionavano fuori del Ministero della Guerra, se le portò via tutte spiegando agli ufficiali del ministero che quelle reti servivano meglio nella piana pontina che nella città aperta di Roma.
Il 15 aprile un attacco di mezzi corazzati canadesi al tratto di fronte tenuto dalla I compagnia riuscì ad infiltrarsi profondamente sommergendo due capisaldi. I carri furono arrestati dal tiro dei 65/17 della compagnia Cannoni; i pezzi esaurirono le riserve di granate sparando quattro-cinque colpi al minuto nonostante fossero predisposti per la cadenza di un colpo ogni quaranta secondi; i capisaldi furono riconquistati. Il 19 aprile altro attacco sul fronte della II. Tra la fine di aprile e l'inizio di maggio nuovi cambi in linea: la IV compagnia assumeva il settore già tenuto dalla II, la I dava il cambio alla III che passava a Terracina in sorveglianza costiera.
Il 26 aprile il Comandante Bardelli venne chiamato a La Spezia in vista di un incarico superiore, e cedette il comando del battaglione al Tenente di Vascello Vallauri. Ancora un attacco al fosso del Gorgoglicinio; i marò della IV resistettero sul posto e contrattaccarono. Seguì un periodo di calma in cui prevalse l’attività delle pattuglie esplorative.
Maggio portava il sole e rassodava il terreno. Era quello che Alexander aspettava per lanciare la nuova offensiva. Nelle tre battaglie di Cassino era stato ogni volta fermato, aveva potuto tenere Anzio solo a costo di gravi sacrifici: con la primavera era arrivata l'ora in cui si poteva assestare a Kesselring il colpo definitivo. L'operazione Diadem, predisposta con un'organizzazione che era durata mesi, ebbe il via sul fronte di Cassino alle ore 23 dell'11 maggio 1944. Duemila cannoni iniziarono insieme il fuoco di preparazione; all'alba cinque Corpi d'Armata attaccarono su un fronte tenuto da cinque divisioni tedesche. Dopo una settimana di attacchi gli Alleati cominciarono a vedere i primi frutti del loro sforzo; occorse un'altra settimana prima che si potesse parlare di cedimento del fronte.
All'alba del 23 maggio gli americani attaccarono anche dalla testa di sbarco di Anzio in direzione di Cisterna, impiegando tre divisioni che dovevano puntare su Cori e Valmontone per tagliare la strada statale N. 6 Casilina, principale via di ritirata della 10ª Armata tedesca. Intorno a Cisterna era schierata la 362ª divisione tedesca di fanteria, la quale subì la perdita quasi totale di due dei suoi tre reggimenti di fanteria e alla fine cedette.
Il 24 maggio giunse al battaglione Barbarigo e al Gruppo d'artiglieria San Giorgio l'ordine di ritirarsi, perché le posizioni verso sud stavano per essere tagliate fuori. Si doveva puntare verso i monti perché ormai la via dei colli laziali era chiusa. Le tre compagnie in linea si sganciarono in direzione di Sermoneta e Bassiano impegnandosi in azioni di retroguardia. La II fu duramente attaccata da mezzi corazzati sotto Cisterna, la IV resistette a lungo nell'abitato di Norma. Gli artiglieri del San Giorgio, dopo avere sparato tutte le munizioni, facevano saltare le bocche da fuoco secondo gli ordini, i marinai della compagnia Cannoni del Barbarigo tentavano di trainare a braccia i pezzi piu leggeri. Il Ten. Vasc. Marchesi riuscì a dirigersi in moto verso sud alla ricerca della III compagnia, la quale iniziava il ripiegamento da Terracina, e la guido a ricongiungersi al resto del battaglione.
Il 26 maggio gli americani erano gia ad Artena, a quattro chilometri da Valmontone; qui la 3ª divisione di fanteria trovo resistenza nelle avanguardie della Hermann Goering sopraggiunta in fretta dalla Toscana. Si trattava di unità leggere di esplorazione, (5) ma bastarono per imporre una battuta d'arresto all'attacco. Il Barbarigo, con la difficoltà delle strade intasate e degli aerei in caccia spietata, continuava la sua marcia verso la cresta dei monti Lepini con l'intenzione di portarsi a Montelanico. Forse fu Clark quello che, certo senza volerlo, permise al Barbarigo di arrivare a Roma. A Clark basto il piccolo intoppo incontrato ad Artena per tenersi sciolto dal compito di annientare i tedeschi in ritirata e per autorizzarsi a deviare verso Roma lungo l'Appia e la Via dei Laghi. Voleva passare alla storia come “Colui che conquistò Roma”: ci riuscì, ma dovette permettere che molti dei suoi avversari si ritirassero senza danni. Gli inglesi glielo stanno rimproverando ancor oggi. (6)
Fra il 30 e il 31 maggio i resti del Barbarigo giunsero a piedi a Roma e si raccolsero a Maridist in Piazza Randaccio, dove durante quei mesi aveva funzionato il centro di rifornimento del reparto. Una parte degli uomini poté avere scarpe e divise nuove attingendo al poco che era rimasto. Nella notte sul 2 giugno, il Com. Vallauri e il Com. Bardelli accorso da La Spezia si recarono al comando di un'unita tedesca che fronteggiava gli americani nella zona di Albano: chiesero di tornare a combattere. Il pomeriggio del giorno 4 il Barbarigo ricevette la richiesta di schierarsi a sud della citta, tra la Via Appia e la Tusculana. Circa duecento soldati partirono al crepuscolo e si portarono sul luogo stabilito. La notte trascorse in silenzio nelle campagne bionde di grano. All'alba arrivarono i primi colpi di artiglieria e si sentirono sferragliare da vicino i carri armati che aggiravano la posizione. Ordine di ripiegare: un camion arrivo al momento giusto e fece la spola diverse volte per riportare tutti a Maridist. La caserma era stata saccheggiata. In mezzo al piazzale, tra i resti della distruzione, giaceva sotto una coperta il cadavere di un uomo; nella foga del saccheggio era caduto mentre scendeva la scala sotto il peso di un sacco di zucchero, e s'era rotto il cranio contro i gradini.
I reparti degli Alleati erano entrati in citta alla sera del 4 giugno, primo fra tutti quel 1° Distaccamento della Special Service Force che il Barbarigo aveva fronteggiato per tre mesi. Al mattino del 5 giugno, 187 uomini del Barbarigo si inquadrarono, mantenendo l'ordine delle compagnie e dei plotoni, e si avviarono a piedi per il Lungotevere. Imboccarono la Cassia, passavano colonne tedesche dirette al nord, passo anche la macchina scoperta di Kesselring: il generale si alzo dal sedile a salutare militarmente.
Per evitare l'offesa aerea gli uomini vennero divisi in piccoli gruppi che marciarono separati: appuntamento a La Spezia.

lunedì 30 marzo 2009

Inaugurazione Centro Studi Militari RSI Latina



Sabato 4 aprile 2009 alle ore 11.30, a Latina, presso il Museo Duilio Cambellotti, ex Opera Balilla, in Piazza San Marco, verrà inaugurato il Centro Studi Militari e Testimonianze dedicato al periodo storico 1943-1945, con particolare riferimento al territorio limitrofo al “fronte di Nettuno” e allo sbarco di Anzio, che nel 1944 fu teatro di importanti eventi storici e bellici.
Il Centro Studi, realizzato dall'Unione Nazionale Combattenti R.S.I. - Continuità Ideale, con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Latina, si pone l'obbiettivo di divenire in breve tempo punto di riferimento per le ricerche storiche sul periodo sopra indicato, soprattutto riguardo alla raccolta e all'archiviazione di memorie, diari e interviste scritte o audiovisive, di chi fu protagonista e testimone di quei seicento giorni.
Il Comitato Scientifico del Centro sarà a disposizione per consultazioni, ricerche, tesi di laurea e altro, con materiali d'epoca, cimeli, documenti, foto e filmati.
Il Centro dispone inoltre di una biblioteca storica composta da circa 2.000 volumi.
Ringraziamo fin d'ora per la gentile partecipazione tutti coloro che vorranno intervenire.
C.S.M. R.S.I. Latina & U.N.C.R.S.I.
L'Associazione ITALIA, felice di collaborare con il neonato CSM RSI, esporrà alcune divise della Xa MAS e della Div. FM San Marco della RSI.

Documenti dal Campo della Memoria






Questi documenti eccezionali documentano il ritrovamento delle prime salme degli appartenenti al Barbarigo e delle altre unità della RSI e delle SS italiane ad opera della Aus.Sc. Raffaella Duelli e delle altre persone che la aiutarono nel primo dopoguerra.

lunedì 19 gennaio 2009

Campo della Memoria, 22 gennaio 2009



Giovedì 22 gennaio, alle ore 11:30, presso il Campo della Memoria di Nettuno, autorità militari e civili, in rappresentanza degli eserciti che combatterono sul fronte pontino, renderanno omaggio ai nostri Caduti.

Associazione Campo della Memoria


Raffaella Duelli
Alberto Indri
http://www.associazionecampodellamemoria.net/

domenica 14 dicembre 2008

mercoledì 10 dicembre 2008

Premio Cirri: tra storia, impegno... e Raffaella Duelli

Sul “Secolo d’Italia” del 25 novembre 2008 sono stati presentati i vincitori del “Premio Cirri”: Soavi per il film “Il sangue dei vinti”, Fausto Gianfranceschi per il giornalismo, Marco Ferrazzoli per la saggistica, Renata Polverini per l’impegno sociale…

L’evento, organizzato dagli “Amici della Caravella”, ha visto in passato la premiazione di Aldo Fabrizi, Roberto Gervaso, Massimo Fini, Bruno Vespa, Marcello Veneziani… e della “nostra” Ausiliaria Scelta del Barbarigo Raffaella Duelli, “Premio Cirri 2005” per “La pietà cristiana, la passione patriottica, il coraggio e la generosità dimostrate nell’opera volontariamente intrapresa nel ricercare, ricomporre, identificare i miseri resti dei caduti italiani e dar loro una degna e onorata sepoltura”.

lunedì 3 novembre 2008

Cerimonia Campo della Memoria 2 novembre 2008






ONORE AI CADUTI DELLA RSI

Solenne cerimonia al Campo della MemoriaIn occasione del 2 novembre, un centinaio di persone si sono ritrovate al Campo della Memoria di Nettuno per rendere omaggio ai Caduti della Repubblica Sociale Italiana.Una sentita cerimonia che ha visto la partecipazione di numerosi giovani giunti da tutta la provincia di Roma.Presenti anche dei reduci, tra cui Maria Wilma Mazza di Anzio.Alla cerimonia è intervenuta la Camicia Nera Luigi Poluzzi. Successivamente inquadrato nella Decima MAS, Poluzzi fu tra i primi ad essere schierato sul fronte di Nettunia, subito dopo lo sbarco alleato.Presenti anche una delegazione ufficiale del Comune di Anzio e rappresentanze dell’Esercito Italiano, dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Capitaneria di Porto e delle varie Associazioni Combattentistiche e d’Arma del territorio. [...] Particolarmente emozionante è stata la lettura dei nomi dei Caduti della Decima MAS su tutti i fronti: sul fronte di Nettunia, sulla Linea Gotica, sul fronte orientale. Senza dimenticare coloro che caddero nell’adempimento del loro dovere di Italiani, vittime di mano fratricida.I nomi sono stati scanditi ad alta voce dai vari presenti, tra cui l’anziate Rocco Gargano, in forza alla X MAS, che così ha voluto rendere omaggio ai suoi camerati caduti. Il silenzio fuori ordinanza, suonato da un Bersagliere, ha accompagnato la lettura.
Lemmonio Boreo

domenica 8 giugno 2008

Decima MAS Btg Barbarigo



Una rara foto di un gruppo di Ufficiali del Btg Maestrale poi Barbarigo, scattata a La Spezia nel novembre 1943.

Da sinistra, in alto: Tognoloni (MOVM nel 1944 a Nettuno), Cencetti (poi Cte del Btg nel 1944/1945), Pirini, Posio (poi Cte della 3a Cp del Btg; notare come sembri l'unico a essere dotato dello scudetto Xa Flottiglia MAS). In basso: Riondino (decorato a Nettuno), Accardo, Pezzotta.

Notare anche le stellette; i Gladi Repubblicani non erano ancora stati distribuiti.

mercoledì 9 aprile 2008

Il Generale Scandone e il Campo della Memoria


Oggi abbiamo ricevuto questa lettera, testimonianza della sincera amicizia tra due soldati, tra due uomini.

Il Generale dei Carabinieri Scandone, in qualità di Commissario Generale di Onorcaduti, collaborò con il Generale Farotti nel lungo e complesso iter che ha reso il Campo della Memoria, dal 2005, un Cimitero di Guerra in carico all'EI, dove riposano Caduti del Btg Barbarigo e della RSI.

martedì 1 aprile 2008

Storia Viva sulla Piana


Foto ritoccata in ossequio alla privacy e alla "gestione immagine" (scusate ma non pensavamo di avere fotografato un George Clooney in grigioverde)...











(foto dell'edizione ottobre 2007 di "Storia Viva sulla Piana", e del museo)

L'Associazione ITALIA sarà presente il 19-20 aprile 2008 a "Storia Viva sulla Piana", presso il bellissimo museo di Piana delle Orme.

Programma della Manifestazione:



Sabato 19 aprile
Dalle 10.00 alle 14.00 : montaggio campi.
- ore 15.00: apertura degli attendamenti – Living History attraverso i secoli con artigiani al lavoro, scene di vita quotidiana, addestramenti vari.
- ore 16.00: presso l’accampamento delle truppe ottocentesche: introduzione alla vita del soldato d’epoca risorgimentale. Equipaggiamento, addestramento, vita quotidiana.
- ore 17.00: presso il campo della Legio X Gemina: il legionario Romano al tempo dei Cesari. Spiegazione della vita e delle tecniche di combattimento delle Legioni Imperiali
- Ore 17.30: davanti all’attendamento medievale: dimostrazione di combattimento medievale tra XI e XIII secolo
- ore 18.00: dimostrazione di maneggio delle armi dal XII al XVI secolo, a cura dei Cavalieri del Carretto
- ore 19.00: Presso l’attendamento medievale, al campo degli Aper Labronicus: cucinare nel medioevo, pietanze, sapori, usanze.
- ore 20.00: Compagnie al desco
A partire dalle ore 22.00: Free Living History: scene di vita tra il I e il XX Secolo
Ore 23.00 – chiusura della giornata

Domenica 20 aprile
- ore 10.00: apertura degli attendamenti – Living History attraverso i secoli con artigiani al lavoro, scene di vita quotidiana, addestramenti vari.
- ore 11.00: presso l’accampamento delle truppe ottocentesche: introduzione alla vita del soldato d’epoca risorgimentale. Equipaggiamento, addestramento, vita quotidiana.
- ore 12.00: Presso l’attendamento medievale, al campo degli Aper Labronicus: cucinare nel medioevo, pietanze, sapori, usanze.
- ore 13.00 : Compagnie al desco
- ore 15.00: presso il campo della Legio X Gemina: il legionario Romano al tempo dei Cesari. Spiegazione della vita e delle tecniche di combattimento delle Legioni Imperiali
- Ore 15.30: davanti all’attendamento medievale : dimostrazione di combattimento medievale tra XI e XIII secolo.
- ore 16.00: dimostrazione di maneggio delle armi dal XII al XVI secolo, a cura dei Cavalieri del Carretto
- ore 17.00: chiusura della manifestazione

Oltre alle suddette iniziative particolari, durante tutta la durata dell’iniziativa i visitatori sono invitati ad avvicinarsi ai vari attendamenti per interloquire con i re-enactors ai quali poter esporre le proprie domande e curiosità.

martedì 5 febbraio 2008

Elenco caduti Btg Barbarigo, Campo della Memoria e Tomba Duelli



Grazie alla operosità e alla cortesia del Marò Mitr. Giulio Ronchi, veterano del Btg. Barbarigo, pubblichiamo qui di seguito:

Elenco nominativi caduti Btg Barbarigo, Btg Lupo e GNR

Tomba Duelli Cimitero al Verano, Roma
Campo della Memoria, Nettuno


Legenda: nominativo, grado, riconoscimenti, data e luogo di morte.

1 BARDELLI Umberto M.O.V.M., 2 M.B.V.M.
1° Com. Btg. F.M. BARBARIGO
Cap. Corvetta M.O.V.M.
Xa Flottiglia MAS
08.07.1944 Agliè di
OZEGNA (Torino)

2 ALBERGHINI Gaetano (c)
Marò
7.05.1944 Sermoneta LT
3 ANDREANI Marcello (c)
Sottocapo
07.05.44 Sermoneta LT
4 ANDRIULO Giovanni (c) A.M. *
Marò (Tomba Duelli)
03.44 Nettuno
5 AVOSCAN Guerrino (c) *
Marò
03.44 “
6 BANDINI Angelo (c) A.M. *
Marò (Tomba Duelli)
04.44 “
7 BARZOTTI Gino (c) Paese Orig. *
Marò (Fauglia PISA)
04.44 “
8 BECCARIA Amelio o Angelo (c)
Marò
30.04.44 Sermoneta
9 BENEDETTI Ivano (c) * *
05.44 “
10 BERNARDI Italo (c) Paese Orig.
Marò (S.Eufemia BS)
07.03.44 “
11 BIANCHI Guido (c) A.M.
All. fur. O. (Tomba Duelli)
19.05.44 “
12 BOLZOTTI Biagio (c) A.M. *
Marò (Tomba Duelli)
05.44 “
13 BRAMUCCI Umberto (c)
Marò
06.44 Tor di Quinto
14 BREMBATI Alessandro (c) A.M.
2° Capo (Tomba Duelli)
18.04.44 Littoria
15 CAFFARO Pietro (c) A.M.
Sergente (Tomba Duelli)
25.05.44 Cisterna
16 CALINI Franco (c)
Marò A.U. E.S.
08.04.44 Sermoneta
17 CALZAVARA Alfonso (c)
Marò
17.03.44 Nettuno
18 CALAMIA Sido (c) AM.
Marò (Tomba Duelli)
19.05.44 “
19 CAPRIANI Bernardino (c)
Marò
05.44 Tor di Quinto
20 CARRARA Mario (c) *
Sottocapo
03.44 Nettuno
21 CASALI Felice (c) *
Marò
03.44 “
22 CASELLA Gavino (c)
Marò
21.01.45 M.S. Gabriele (GO)
23 CHIAVERINI Enzo (c)
Marò M.B.
19.06.44 Roma Osp.Celio
24 CHIERICONI Vittorio (c)
Marò
01.05.44 Cisterna
25 CIAVARELLA Oreste (c) A.M. *
Marò (Tomba Duelli)
05,44 Nettuno
26 CONTE Angelo (c)
Marò
02.09.44 Ivrea
27 CONTE Vincenzo (c)
Sergente
15.05.44 P.M. 807 Nettuno
28 CORETTO Mario (c) *
Marò
04.44 “
29 CORTESI Enzo (c) Paese Orig.
Serg. (S.Andrea Pelago MO)
16.03.44 Sermoneta
30 DEL BONO Terzo (c) *
Marò
03.44 Nettuno
31 DELLA CIANA Quirino (c) A.M.
Marò (Tomba Duelli)
07.05.44 “
32 DE MAJDA Vincenzo (c) * *
04.44 «
33 DE MARCO Giuseppe (c) Paese Or. *
Marò Sc.(Casteltermni AG)
04.44 “
34 DRAGHI Carlo (c)
Marò
18.04.44 Littoria
35 DUCHINI Quinto (c)
Sergente
05.04.44 Abbadia
36 ELIA Mario (c) *
Marò
04.44 Nettuno
37 ENRIQUEZ Sebastiano (c)
Marò
20.05.44 “
38 FERRERO Giovanni (c) *
Marò
04.44 “
39 FORNACIARI Giulio (c) A.M. *
Marò (Tomba Duelli)
20.04.44 “

40 FRASSINI Lorenzo (c) *
Marò
05.1944 Nettuno
41 FRISENDA Arturo o Paolo (c)
Marò
08.05.44 Nettuno
42 FUNARI Aurelio (c) *
Marò
03.44 Nettuno
43 GAMBINI Pasquino (c)
Marò
03.05.44 Nettuno
44 GAROZZO Giuseppe (c)
Marò
03.1944 Tor di Quinto
45 GARZO Pietro (c) *
Marò
04.44 Nettuno
46 GIOVANNINI Luigi (c) * *
2° Capo A.U.
18.04.44 Nettuno
47 IANNACONE Giuseppe (c) *
Marò
13.04.44 Nettuno
48 LAI Giovanni (c)
Marò
17.04.44 Nettuno
49 LOREGGIA Angelo (c) Paese Orig.
Marò (Bagnoli – NA)
05.44 Sermoneta
50 LUCIDI Vinicio (c)
Marò
18.04.44 Nettuno
51 MAGGINO Alfredo (c)
Marò
04.44 Tor di Quinto
52 MAGNANI Alfio o Alfiero (c) *
Marò
05.44 Nettuno
53 MORONI Alfonso (c) Paese Orig.
Marò (Luisago – CO)
12.04.44 Nettuno
54 NADASIO Alfredo (c) Paese Orig.
Marò (Besate – MI)
19.05.44 Nettuno
55 NESTOLA Cosimo (c) *
Marò
04.44 Nettuno
56 NICCOLI Pietro (c) A.M.
Sergente (Tomba Duelli)
19.05.44 Pomezia
57 NOBILI Emilio (c)
2° Capo M.A
18.03.44 Doganella
58 PAGLIARELLO Giuseppe (c) P.O.
Marò (Sortino SR)
07.05.44 Sermoneta
59 PASQUALINI Pietro (c) A.M.
Marò (Tomba Duelli)
11.05.44 Nettuno
60 PASSERO Gino (c)
Marò
04.44 Tor di Quinto
61 PINI Quirino (c)
Marò
04.44 Sermoneta
62 PISANI Tonino (c) *
Marò
04.44 Nettuno
63 POLACCI Alfeo (c) Paese Orig.
Marò A.U Forte dei Marmi LU
18.04.44 Nettuno
64 QUINTIERO Florindo (c) * *
04.44 Nettuno
65 RAMANZINI Antonio (c)
Marò
08.05.44 Sermoneta
66 RAMAZZOTTI Lamberto (c) * *
Marò
03.44 Nettuno
67 RIZZI Angelo (c)
Marò
05.44 Tor di Quinto
68 ROLANDI RICCI Vittorio 16 anni
Marò Gr. Ard. Giobbe
26.04.1945
69 ROSSETTI Pietro (c)
Marò
05.44 Tor di Quinto
70 RUGGERI Ettore (c) Paese Orig.
Sergente (Pescina – AQ)
10.05.44 Sermoneta
71 RUZZA Remigio (c) *
Marò
04.44 Nettuno
72 SANGALLI Ernesto (c) * *
04.44 Nettuno
73 SANNINO Lucio (c) (Fronte Sud)
Serg. A.U. Btg. LUPO
31.12.44 Alfonsine (RA)
74 SBARBATI Ercole (c)
S.Nocchiero (MAS 504)
15/25.03.44 Mare d’Anzio
75 SEGATTO Giovanni (c) * *
04.44 Nettuno
76 SIGNORI Arcangelo (c) A.M * *
(Tomba Duelli)
04.44 Nettuno
77 SOLDINI Pasqualino (c) Paese Orig * *
Ignoto !? (Martignana Po - CR)
78 SPAGNA Alberto (c)
Marò A.U.
03/06.03.44 Doganella
79 TAMBURINI Ercole (c) *
Marò
03.44 Nettuno
80 TODDE Pasquale (c)
Marò
05.05.44 Sermoneta
81 TOFANO Decimo (c) A.M. * *
(Tomba Duelli)
05.44 Nettuno
82 TOSELLI Quirino (c)
Marò
13.03.44 Littoria
83 TROTTA Cesidio (c)
Sottocapo A.U.
15.04.44 Nettuno
84 VALLERO Luigi (c)
Marò
05.44 Tor di Quinto
85 VENTURI Tullio (c) * *
03.44 Nettuno
86 VINCI Vincenzo (c) Paese Orig.
Marò (Mistretta – ME)
03.44 Sermoneta
87 VIRGINI Vittorio (c) Paese Orig *
Marò (Bottanuco - BG)
04.44 Nettuno
88 BERTI Enrico (c)
Legionario G.N.R.
Apr./1945 Reggio Emilia
89 SCHISANO Luigi (c)
Legionario G.N.R.
Apr./1945 - -
90 TROCHEI Vincenzo (c)
Legionario G.N.R.
Apr,/1945 - -
91 VALENTINI Aldo (c)
Legionario G.N.R.
Apr./1945 Milano
+ 92 CAPRIANI Germano ?! (c) * *
Caporale

93 IGNOTO 1 *
1944 Nettuno
94 IGNOTO 2 *
1944 Nettuno
95 IGNOTO 3 *
1944 Nettuno
96 IGNOTO 4 *
1944 Nettuno
97 IGNOTO 5 *
1944 Nettuno
98 IGNOTO 6 *
1944 Nettuno
99 IGNOTO 7 *
1944 Nettuno
100 IGNOTO 8
1944 Nettuno
+ Nuovi * * Omonimo (?)

Elenco Raffaella DUELLI Aus.Sc. S.A.F. Xa - Btg.F.M. Barbarigo
N°7 * IGNOTI sono già Traslati nel CAMPO della MEMORIA di NETTUNO (Anzio)
Sacrario R.S.I (20 giugno 2000)

Elenco Nominativi TUMULATI nella TOMBA DUELLI
Cimitero al Verano - ROMA
Xa Flott.M.A.S. Barbarigo - Lupo - S.A.F. – G.N.R.

Nominativi - Grado/Reparto - riconoscimenti - data

1 BRUZZESI Augusto
Serg. A.U.- Barbarigo E.S
1993
2 CENCETTI Giulio 4° Com. Btg.
T.V. - Barbarigo E.S.
1974
3 GATTONI Alberto
S.T.V. - Barbarigo
1987
4 POCEK Alessandro
S.T.V. - Barbarigo.
1994
5 SCAFFARDI Luca
Btg. LUPO
1977
6 VAGLIANI Gian Felice
Marò Btg. LUPO
2002
7 ARNAUD Fede Pocek
Capo Gruppo S.A.F. - Xa
8 PEZZELLA Vera Giorgi
Ausiliaria S.A.F. - Xa
2002
9 INFANTINO Franco
Legionario G.N.R.
1977

RINGRAZIAMENTI all'Aus. Scelta Raffaella Duelli
15 DICEMBRE 2004

+ Nuovi nominativi
M.A.V.M. = Medaglia Argento
M.B.V.M.= Bronzo
E.S. = Encomio Solenne
A.M. = Ad Memoriam
P.O. Traslati Paese d’origin

* non menzionati nel Libro – “DURI A MORIRE” di M. PERISSINOTTO
* non menzionati nell’Albo Caduti Btg. F.M. BARBARIGO Xa Flott. M.A.S
Elaborazione a cura del Marò Mitr. Giulio Ronchi, Btg. Barbarigo

Ma nessuno di voi è morto finché noi non morremo tutti. E fino a quando sarà in piedi uno del Barbarigo lo sarete anche voi...

C.C. MOVM Umberto Bardelli, aprile 1944.

domenica 27 gennaio 2008

Il Comandante Bardelli parte 4


Copyright foto Serena Rattazzi Bardelli-Ass. Italia, 2005

8 settembre 1943: da Taranto a Trieste

Mentre Umberto Bardelli era imbarcato sullo Scipione Africano, sua moglie Lisetta, la sua famiglia e la figlia Serena erano temporaneamente residenti a Sava, in provincia di Taranto, dove erano sfollati. Quindi, nelle parole della figlia Serena Bardelli Rattazzi: Lì, ai primi di luglio 1943, mamma ricevette una lettera in cui babbo le chiedeva di raggiungerlo con me a Spezia, dove avremmo atteso l’inizio della sua licenza di convalescenza alla fine del mese, per poter poi proseguire con lui per Laurana, in Istria, vicino ad Abbazia, dove i nonni Bardelli avevano una casa sul mare. Mamma ed io siamo arrivati a Spezia il 16 luglio, ignare del fatto che il giorno prima lo Scipione era partito per Taranto, fatto comunicatoci da Valerio Borghese, che ci aveva aspettato alla stazione e che ci portò all’Albergo delle Palme, a Lerici, dove rimanemmo sino alla fine del mese, mentre mio padre terminava il suo periodo di servizio sullo Scipione a Taranto. (8)Il Maggiore G.N. Bardelli fu posto in licenza di convalescenza il primo settembre 1943, e recatosi a Laurana, trascorse qualche giorno circondato dagli affetti familiari e dedicandosi ad uno dei suoi hobby, il disegno. Abile disegnatore, Bardelli passerà la notte tra il 7 e l’8 settembre disegnando più di 500 soldatini per i suoi nipoti. (9) L’otto settembre 1943, alla notizia dell’Armistizio, dopo un primo, profondo, momento di rabbia e costernazione, Bardelli decise immediatamente di lasciare Laurana, ritenuta troppo vicina al confine, raggiungendo casa Bardelli a Trieste. Quindi, come vedremo tra poco, si adopererà con il suo consueto coraggio per contribuire alla difesa dell’Istria.Nell’Istria la situazione era infatti critica: approfittando dello sbandamento della maggior parte delle unità italiane, gli irregolari slavi, appoggiati da elementi italiani comunisti, arrivarono a controllare le vie di comunicazione della regione, e, forti delle armi e degli equipaggiamenti abbandonati dal R.E.I., iniziarono a premere verso i centri abitati, rimasti isolati.Ma, a fronte dello sfascio di molti reparti delle FF.AA. Regie, altre unità italiane, dopo aver preso accordi con i tedeschi, tentano di opporsi ai montanti attacchi slavi.A Pola il Capitano di Fregata Alessandro Mirone radunerà i marinai rimasti, costituendo una unità di formazione di Fucilieri di Marina, e, assieme a elementi della 60a Legione Camice Nere, difenderà la periferia dell’importante base navale, comprendente il grande ospedale della Marina, dalle bande partigiane.L’unità di formazione citata sarà poi denominata Battaglione Fucilieri di Marina - Pola, e posta al comando del Tenente di Vascello Carlo Russo.Per rinforzare il presidio fu organizzata a Trieste una colonna motorizzata italo - tedesca, che doveva dirigersi su Pola attraversando l’Istria.La colonna, al comando dell’Hauptmann Weigand e dello Sturmbannführer Hertlein, era costituita da reparti della Heer, delle SS, di volontari fascisti di Trieste e di Legionari del 134° Battaglione Camicie Nere, e il 12 settembre 1943 mosse verso Pola. (10) Il Maggiore G.N. Umberto Bardelli, appena arrivato a Trieste, si mise in divisa ed andò al Comando Marina, e, subito dopo, probabilmente perché non aveva avuto alcun ordine, e vista la confusione e lo sfascio delle forze militari italiane nella città, si presentò al Comando tedesco, dove gli fu ordinato di imbarcarsi su di una nave tedesca conducente azioni di guerra a Pola. (11)Quando Bardelli tornò da Pola venne a conoscenza, probabilmente da un collega della Marina o da un altro Ufficiale, del fatto che il Comandante Junio Valerio Borghese era rimasto al suo posto a La Spezia, e che non aveva ammainato la bandiera italiana dalla Caserma della Decima MAS.Decise allora di raggiungere Borghese, e con sua moglie, sua figlia e la fedele cameriera Ferruccia, partì da Trieste verso Spezia, con una autovettura e due camion di volontari, autorizzato dai tedeschi che gli rilasciarono un Ausweis, regolare permesso di transito. (12)Successive operazioni di forti reparti tedeschi, assieme a truppe italiane, portarono alla stabilizzazione dell’Istria (2-10 ottobre 1943), e l’impiego di altre Grandi Unità tedesche e forze di controguerriglia portarono il IX Korpus a ritirarsi, alla fine del 1943, verso le zone dell’interno.Se la partecipazione del Maggiore Bardelli ai combattimenti terrestri per Pola è indicata da fonti indirette (Arena e Sanvito), il Sottotenente Paracadutista Bordogna, in una testimonianza personale, riferisce come il 17 settembre 1943Arrivai a Trieste dopo diverse peripezie sempre in divisa: incontrai a Trieste il Maggiore del Genio Navale Bardelli colà inviato dal Comando Xa per recuperare materiale dell’arsenale di Pola. Riuscimmo ad armare una nave, trasferirla a Trieste e con un camion portare il materiale recuperato a La Spezia. (13) Questo viaggio avrebbe portato Bardelli non più tra le onde del mare, ma tra le buche e il fango dei combattimenti di terra. La sua volontà di servire la Patria, in un caso o nell’altro, rimase la stessa.

La Decima MAS: dal Maestrale al Barbarigo

Dopo questo periodo drammatico, Bardelli raggiunse il 19 settembre 1943 la caserma del Muggiano con la sua famiglia, il Sottotenente Paracadutista Mario Bordogna, tre autocarri ed un automezzo trasportanti ventisette marinai e materiale di equipaggiamento prelevato dall’Arsenale di Pola. (14) La fama della M.O.V.M. Borghese tra gli Ufficiali dell’Arma Subacquea italiana, e l’essere entrambi Sommergibilisti, furono tra le circostanze che portarono Bardelli alla Decima MAS nel settembre 1943. Borghese non poteva non avere fiducia, in un momento così grave, di un combattente pluridecorato ed esperto come Bardelli. Anche Ligetta Bardelli renderà un prezioso servizio alla Decima MAS, arruolandosi come volontaria civile nell’Ufficio Assistenza Decima. Nel dopoguerra Luigia Maresca Bardelli e Raffaella Duelli, attiveranno, assieme a Mario Bordogna, un centro di assistenza per l’invio di pacchi ai Marò in campo di prigionia a Taranto.Nel settembre-ottobre 1943, a causa dell’enorme afflusso di volontari, la Decima Flottiglia MAS, pur mantenendo i suoi reparti navali d’élite, stava formando quelli che sarebbero diventati i suoi primi Battaglioni di Fanteria di Marina, e che portarono in seguito alla formazione della Divisione F.M. Decima. Sergio Nesi dà un ritratto vivido della formazione dei reparti di Fanteria di Marina della Decima MAS, e del loro primo organizzatore, nonché Comandante del primo di questi reparti, il Maestrale, Umberto Bardelli: Alla fine di settembre i volontari erano già alcune centinaia […] Tutti volevano riprendere la guerra a bordo dei mezzi d’assalto o dei M.A.S.; richieste ovviamente inutili per altrettanto intuibili motivi. Fu quindi giocoforza pensare di costruire una nuova X Flottiglia M.A.S., quella di terra, una Fanteria di Mare di nuovo tipo, ma sempre nelle caratteristiche dei Battaglioni “San Marco”, i noti “Fanti de Mar”. Il problema che nella Flottiglia gli Ufficiali e i Sottufficiali fossero tutti della Marina e molti di essi fossero Sommergibilisti fu superato dal fatto che la maggior parte dei volontari proveniva invece dall’Esercito. A capo di quella organizzazione da inventare di sana pianta fu però messo dal Comandante Borghese un Ufficiale di Marina, per di più un sommergibilista e per di più ancora un direttore di macchina. Era il Maggiore Umberto Bardelli, che, con il successivo ordinamento militare, divenne Capitano di Corvetta Fanteria di Marina. Era un uomo duro, magro, con il volto scavato e un monocolo perennemente incastrato nell’orbita sinistra, un formidabile organizzatore. (15) Bardelli, proprio perché proveniente dai Sommergibili, dove i rapporti tra Ufficiali e subordinati erano, per forza di cose, dati gli spazi ristretti e le condizioni di continuo contatto, più informali che in altre armi e specialità delle Forze Armate Regie e Repubblicane, era quindi particolarmente versato nel conquistare la fiducia dei Marò, in gran parte studenti e con l’entusiasmo dei volontari, entusiasmo che sarebbe svanito, o se non altro ridotto, da metodi di comando inutilmente autoritari, poco elastici e spesso affettanti una superiorità di “casta” prima che di grado, che erano deleteria caratteristica della maggior parte degli Ufficiali del Regio Esercito.Con questo si spiega anche la predilezione di Bardelli nel reclutare Ufficiali delle Truppe Alpine; l’Ufficiale Alpino, come sinteticamente spiega il Guardiamarina Paolo Posio, proveniente proprio dagli Alpini:Non soltanto combatteva con i suoi uomini, ma viveva e mangiava con i suoi Alpini, e aveva la divisa infangata come loro. (16)Caratteristiche ideali, quindi, per dei Comandanti di truppe volontarie, spesso irrispettose verso gli Ufficiali che non erano stati in grado di conquistare la loro fiducia, ma capaci di mostrare una disciplina irreprensibile e un grande attaccamento verso i “loro” Ufficiali.Il Capitano Bardelli fu senza dubbio, oltre che il primo Comandante, il creatore e l’anima del Maestrale, il primo Battaglione Fanteria di Marina a formarsi della Decima: molti futuri Ufficiali, Sottufficiali e Marò del Battaglione furono scelti direttamente da lui tra i moltissimi volontari, prescelti e subito sedotti dal carisma e dalla forza di volontà di questo eroe sommergibilista che stava adesso muovendo i primi passi come Ufficiale di Fanteria di Marina.Ecco come avvenne il reclutamento nel Maestrale del Tenente Paolo Posio: Il Guardiamarina Donini, Ufficiale degli N.P., mi invitò a recarmi a La Spezia e ad arruolarmi nei Nuotatori Paracadutisti.La mattina successiva mi recai al Comando Battaglione reclute al quale ero stato nel frattempo assegnato e comunicai la mia volontà di trasferirmi alla Xª Flottiglia M.A.S., di cui fino a qualche ora prima neppure conoscevo l'esistenza.La mia richiesta fu immediatamente accolta e mi presentai alla Caserma di S. Bartolomeo per essere arruolato nei Nuotatori Paracadutisti.Mi fu rilasciato un modulo e fui avviato alla visita medica per accertare la sussistenza delle qualità fisiopsichiche atte a fare di me un paracadutista.Sennonché mentre, diretto all'ambulatorio, percorrevo il vialone centrale molto affollato, mi sentii chiamare, con l'espressione "Alpino, dove stai andando?". Chi pronunciava queste parole era un Ufficiale Superiore indossante la divisa grigioverde della Xª, basco in tesata e “caramella” incastrata all’occhio sinistro. Salutai e, in posizione di attenti, spiegai che ero diretto al luogo della visita medica per l'arruolamento negli N.P., mostrando il modulo che mi era stato rilasciato.Era, come poi appresi, il Comandante Umberto Bardelli che preso il documento, lo stracciò e battendomi cordialmente sulla spalla mi disse: “Niente N.P., tu farai parte del Battaglione Maestrale”, unità che egli stava costituendo.Fui veramente affascinato dal suo modo di fare fermo e cordiale e nulla opposi alla sua unilaterale decisione che segnava il mio destino. Mi fece piacere trovare uno come Bardelli, che era un uomo straordinario. […] Era un uomo con una personalità affascinante. Fu quella che mi conquistò e che mi portò nella Compagnia di Cencetti… (17) Tenente M.O.V.M. Alessandro Tognoloni: All’otto settembre ero Ufficiale di Complemento di Fanteria appena nominato e mi trovavo ad Arezzo. […] Accettai di arruolarmi nella Repubblica Sociale e mi mandarono a Firenze. Lì, in un albergo, incontrai Bardelli, che mi colpì subito per il suo atteggiamento, così deciso e convinto. Non avevo ancora conosciuto Ufficiali Comandanti di quel tipo. (18) Sottocapo Egidio Cateni: Mi sentii sdegnato dal tradimento dell’otto settembre. Dopo aver sentito dire che a La Spezia c’era un reparto della Marina che era rimasto in armi mi recai subito là da Genova. Appena entrato nella caserma un Ufficiale con la “caramella”, mi vide, mi chiamò, e dopo avermi velocemente squadrato (io ero alto e robusto, anche se molto giovane) mi disse “Tu vieni al Maestrale!”. Mentre lo seguivo, mi immaginai subito a bordo di un cacciatorpediniere, alle mitragliere, mentre sparavo agli aerei nemici… quando mi dissero che il Maestrale era invece un Battaglione di Fanteria, mi caddero le braccia! (19) Marò Piero Calamai: Conoscevo il Comandante Bardelli fino dai primi giorni del Maestrale. Mi accolse con interesse perché i veterani erano indispensabili in un reparto di reclute. Mi chiamava per nome e quando passava in rassegna il reparto schierato si soffermava, mi scrutava con lo sguardo d’acciaio dietro la leggendaria “caramella” e poi si raddolciva nella solita bonaria raccomandazione di farmi la barba. (20) Non tutti gli “arruolamenti” di Bardelli andarono però a buon fine (ma si sa, l’eccezione conferma la regola…), come testimonia il Tenente di Vascello Sergio Nesi, già imbarcato sulla Regia Nave Montecuccoli: Conobbi Bardelli solo di sfuggita, quando mi presentai alla Decima nel novembre 1943. Egli mi vide e subito mi propose di comandare un Reparto di Fanteria di Marina; ma io, scherzosamente, gli risposi che ero entrato in Marina perché “mi facevano male i piedi”.Al che lui mi gridò qualche insulto e mi urlò di andarmene ai Mezzi Navali! (21) Il Capitano Bardelli seppe sempre comunicare ai giovani Ufficiali e Marò, con poche, dirette parole, il fine ultimo del loro impegno, e ad essere la loro guida con il suo esempio personale, riuscendo così a elevare lo spirito di corpo e la tenuta morale dell’intera unità, che rimarrà salda, alla prova del fuoco, nonostante il sommario addestramento. Sottotenente Mario Cinti: Alla vigilia della partenza per il fronte, il Comandante del Barbarigo, Umberto Bardelli, che per noi era già una bandiera, riunì tutti gli Ufficiali a un gran rapporto per dire in sostanza: “So che il Battaglione non è perfettamente addestrato, ma questo, ora, non è molto importante. In questo momento l’Italia ha bisogno di mille uomini disposti a morire con eleganza. Chi non se la sente non è obbligato a venire”. (22) Marò Marcello Meleagri: Come ci disse il Comandante Bardelli: “Noi siamo venuti a Roma per dimostrare a nemici ed amici che gli italiani sanno ancora combattere e morire per il loro paese”. (23) Marò Mario Tedeschi: Tutti quelli con cui ho parlato di lui hanno messo in rilievo la sua grande personalità, più forte anche di quella di Borghese! (24) Mentre a La Spezia, il 19 febbraio 1944, davanti al Battaglione schierato, prendendo la parola dopo il Comandante Borghese, il Capitano di Corvetta Bardelli pronunciò una frase che colpì certamente tutti gli effettivi del Barbarigo: Ricordate che da questo momento siete morti! Morti per il popolo che non vi vorrà riconoscere, morti per le ragazze che non vi guarderanno, morti per i vostri che non vi riconosceranno! (25) Nell’aprile 1944, ricordando i Caduti del suo Battaglione, Bardelli aggiungerà: Ma nessuno di voi è morto finché noi non morremo tutti. E fino a quando sarà in piedi uno del Barbarigo lo sarete anche voi. (26)

Continua la prossima settimana.

lunedì 17 dicembre 2007

Il Comandante Bardelli


Un delfino nel cerchio: Umberto Bardelli, Sommergibilista nella Regia Marina


Umberto Mario Adriano Bardelli nasce a Livorno l’11 marzo del 1908, da Artemisio Bardelli e da Emma Cristiani.Dopo aver frequentato il Ginnasio, Umberto Bardelli entra il 18 ottobre 1924, a sedici anni, nella Regia Accademia Navale, iscritto al Corso per Ufficiali Macchinisti come Allievo (Decreto del 17 novembre 1924), ed è quindi arruolato come Volontario nel C.R.E.M. per la ferma di quattro anni dalla nomina ad Ufficiale. (1)Umberto Bardelli, alla data della sua morte, aveva quindi passato venti anni della sua vita al servizio dell’Italia.I primi imbarchi d’addestramento saranno svolti dall’Allievo Bardelli sulle Regie Navi Ferruccio, Vespucci, Pisa e Pacinotti.Dall’otto luglio 1925 al 16 febbraio 1930 Bardelli trascorrerà sedici mesi imbarcato su queste navi.Il Ferruccio era un vecchio Incrociatore Corazzato (8.100 tsl), con propulsione a vapore e caldaie a carbone, utilizzato per l’addestramento degli Allievi, il Vespucci era un Incrociatore a vela e vapore (2.890 tsl), predecessore del Vespucci (varato il 22 marzo 1930 ed operativo dal 1931) che ancora adesso solca i mari, l’Incrociatore Corazzato Pisa (10.600 tsl) un’altra obsoleta nave da guerra utilizzata come Nave Scuola, mentre il Pacinotti era una Nave - Appoggio Sommergibili (2.720 tsl)Con decorrenza dal 7 novembre 1928 Bardelli è nominato Aspirante Sottotenente, e il 4 agosto 1929 presterà giuramento presso il Comando della Regia Nave Pacinotti; l’undici luglio 1929 è promosso Sottotenente del Genio Navale, con anzianità di grado 15 luglio 1929, dopo aver conseguito con successo gli esami presso la Regia Accademia Navale, Sezione Genio Navale.Dal febbraio al maggio 1930 sarà imbarcato sul Regio Incrociatore Trieste.Il 10 luglio 1930 è nominato Tenente del Genio Navale (G.N.), con anzianità di grado 15 luglio 1930.In seguito a questo primo ed importante risultato per la sua futura carriera, il Tenente del Genio Navale Bardelli è destinato a Genova, a perfezionarsi presso la Scuola di Ingegneria Navale, dal 5 novembre 1930 al primo agosto 1931, e in seguito all’Ufficio Tecnico del Genio Navale di Trieste (agosto - ottobre 1931).Sarà quindi nuovamente inviato a Genova, alla Scuola di Ingegneria Navale, dal primo ottobre 1931 al 28 luglio 1932, e tra il 10 settembre e il 29 novembre dello stesso anno.Disponibile dal 28 luglio al 10 settembre 1931, è imbarcato per la prima volta su di un Sommergibile, il Toti, assegnato alla sua sala macchine, dal 19 novembre 1932 al primo marzo 1933, e quindi inizia una lunga serie di imbarchi sul Regio Sommergibile Menotti, dal primo marzo 1933 al 16 novembre 1933, per un totale di otto mesi di navigazione.Le sale macchine dei sommergibili sono molto diverse da quelle delle grosse navi, vaste, su più piani e con grandi apparati di propulsione: le macchine di un sommergibile, solitamente due Diesel, sono collocate invece inun buco angusto nel quale i due enormi motori con tutte le loro apparecchiature ausiliarie sembrano animali addossati l’uno all’altro. Attorno, anche il più piccolo spazio tra il groviglio di condutture è stato sfruttato: oltre alla pompa di circolazione dell’acqua per il raffreddamento, la pompa dell’olio, il filtro dell’olio, le bombole d’aria compressa per l’avviamento, la pompa per la mandata dell’olio. In mezzo, manometri, termometri, indicatori di sbandata e altri strumenti vari.Questo ambiente stretto, caldo e pervaso dell’odore acre dell’olio, della nafta e del sudore, ma così vitale per il sommergibile, sarà per anni il regno governato dalla mano sicura di Umberto Bardelli.Seguiranno diversi periodi di imbarco sul Regio Sommergibile Speri, dal 16 novembre 1933 all’11 agosto 1936, compreso un imbarco di un anno, quattro mesi e nove giorni ed un altro di dieci mesi e cinque giorni.Umberto Bardelli, promosso Capitano del Genio Navale il 18 luglio 1936, passerà quindi sul Regio Sommergibile Bandiera (stessa classe del Menotti), trascorrendo quindici mesi in navigazione su questa unità, dall’agosto 1936 al 14 novembre 1937. Parte di questo periodo vedrà Bardelli a Massaua, città portuale dell’Eritrea sul Mar Rosso e Base Sommergibili della Regia Marina nell’Africa Orientale Italiana.Il 21 ottobre 1934 Umberto Bardelli convola a nozze con l’amata Luigia Maresca, dalla felice unione nascerà una figlia, Serena.Il 15 dicembre 1937 Bardelli viene destinato a Taranto, all’Ufficio Allestimento Sommergibili, dove rimarrà sino al 10 febbraio 1938, per contribuire all’allestimento del Regio Sommergibile Brin.Il partecipare alla fase vitale dell’allestimento di una unità navale e dei suoi complessi macchinari, come Bardelli farà in più occasioni, è certamente indice della sua bravura e competenza di Ufficiale del Genio Navale.Dal 10 febbraio al 28 marzo e dal 16 maggio al 14 giugno 1938 è invece all’Ufficio Allestimento Sommergibili di Monfalcone, per l’allestimento del Sommergibile Nani. Quindi sarà destinato allo stesso Ufficio, ma a Taranto, dal 13 aprile al 15 aprile 1939 e dal 6 luglio al primo ottobre 1939.Parteciperà anche all’allestimento del Regio Sommergibile Console Generale Liuzzi dal primo ottobre al 22 novembre 1939.Dal 28 marzo 1938 al 27 giugno dello stesso anno avrà quindi la qualifica di Capo Servizio Genio Navale sui Sommergibili Nani e Speri, mentre dal 30 settembre 1938 al 20 maggio 1940 presterà servizio sui Sommergibili Da Procida, Guglielmotti, Archimede e Liuzzi.E’ insignito in questo periodo della Medaglia Commemorativa per la spedizione in Albania.All’inizio della guerra Umberto Bardelli era quindi uno dei più esperti Ufficiali del Genio Navale della Regia Marina, avendo dato prova delle sue capacità per più di sessanta mesi di servizio su Sommergibili!Il 20 maggio 1940 Umberto Bardelli sarà imbarcato sul Sommergibile Zoea, unità che faceva parte della 48a Squadriglia del Gruppo di Taranto.Il Sommergibile Posamine Zoea, della classe Foca, capace di portare venti mine in camera centrale e sedici in tubi, per un totale di trentasei mine, fu costruito dai Cantieri Tosi di Taranto. Impostato il 3 marzo 1936, fu varato il 5 dicembre 1937 e consegnato alla Regia Marina il 12 febbraio 1938.


(Parte 1. Continua la prossima settimana)


Foto: Umberto Bardelli nella Regia Marina (Massaua).
Da: Andrea Lombardi, Il Comandante Bardelli, Genova, 2005.

giovedì 13 dicembre 2007

Short History of Barbarigo Bn.'s Military Cemetery, Anzio-Nettuno Campaign
















Short History of Barbarigo Bn.'s Military Cemetery Memorial Field (Campo della Memoria), Anzio-Nettuno Beachead


The idea of dedicating a little piece of land to the Soldiers of the Italian Social Republic, fallen at the front of Nettuno in 1944, whose remains had been gathered up and buried in a sacellum at the Verano Monumental Cemetery, whose names are actually remembered only by the Cippus of Campoverde, came to their comrades, the “unintentional survivors”.

The chosen area covers a surface of circa 3.600 sq. met., and was initially bought with a subscription promoted by the veterans of Barbarigo Bn. and by Associazione Xa and extended to donations of all those who would like to honour this initiative with their consent.
It rests on the combat zone, near to the German, English and American monumental war cemetery, as to restore the position held by their units during the war.
The history was namely that one, and we strived for it.
The project has no monumental structures in plan but one element, a rising Saint Andrew’s cross, a symbol both of Xa and Christian faith.
On the four level grounds of the access the names of all Italian Social Republic units who took part in the defence of Rome will be carved.
The architect’s idea is to decorate only with a tripod and a flagstaff the whole plant, limited by vegetation (cypresses) on the sides of the mount and Latina, and by a masonry fence, with a wide parking. Internal paths will be made of porphyry and the remaining spaces will become watered grass.
On the right side and outside a dedicatory plaque will be placed:

"Dulce et decorum est pro Patria mori"

"Dying for the country is sweet an honourable"

To the Fallen of Italian Social Republic – Front of Nettuno
February – June 1944


Ceremony at the Memorial Field, 7th October 2001
Includes a short history of Barbarigo Bn., Xth MAS Flottilla

Today, we are gathered here to properly celebrate the achievement of the goal we kept in our minds seven years ago, after the building of the “Memorial Field”, when we decided to keep on fighting with the aim of turning it to a Memorial Building-Ossario of the Fallen of Bn. “Barbarigo”. It was only thanks to human mercy and to the abnegation of the Auxiliary of the Female Auxiliary Service (Xth Mas) Raffaella Duelli that the remains of them had been picked on the battle fields of Agro Pontino (near Rome) and then temporarily entombed in a private grave at the Verano Cemetery. Last year the 20th of June was a very important date for us, so that our Association chose to underline it with a plaque on the entrance, explaining to visitors that, after the translation of the first seven boxes, containing the glorious remains of unnamed Marines surely enrolled in Bn. “Barbarigo”, the Field has become a War Cemetery in every respect, in addiction to the other Armies Cemeteries, present on this Front in 1944, as to restore their disposition [in 2005 other 65 boxes, containing the remains of the same number of Marines, were translated by the Italian Army War Graves Commission. The Memorial Field is now a War Cemetery, owned by Italian Army War Graves Commission]. In this way, not only has been restored the historical truth of past events and it is also acknowledged to our Fallen the same dignity of a Soldier as every other warrior on this front, but now it is also been filled an absurd gap; it was absurd because it has last more than fifty years, and it was shameful, too, because people who died for the Country had been discriminated! Those dead belonged to the “Barbarigo” Bn., and I’m going to talk to you about them. They belong to the group of eight thousand very young people, who did not accept to surround without conditions and without Honour and, after the sad date of 8th September 1943, chose to risk their life for a Country that seemed not to exist anymore. Without hoping for reward, fighting with everyone to achieve it, they fought to defend Italy and surely not regimes or dictatorships, although they knew the war was lost. The “Barbarigo”, so, could be defined a collective miracle, made of faith, enthusiasm and also of will, tenacity and strong resolution, shown particularly in their hardest times. The history of “Barbarigo” is characterised by three moments of glory: Nettuno, Gorizia and the South Front, from Senio to the sea, and, even if it missed the fourth, defending Trieste, that was not their fault, but the event came to a head. Its epos began in Nettuno, when thousand young men, who were part of it, most of whom had no military drilling, were placed between the lake of Fogliano and the Mussolini canal, plunged in narrow, stinking holes, full of insects, forced to eat rarely at night, under the accurate fire of Anglo-American artillery: that was the so called “positional warfare”. For three months those beardless boys managed to resist and were able to bravely fight up to the outskirts of Rome, where at the last moment an attempt was made by a small combat group, in charge of Ensign Alessandro Tognoloni, to stem the unstoppable swarming of opposing AFVs. Ensign Tognoloni, then, hurling himself against the enemies, who rolled everywhere, disappeared in the turmoil of the fight, and so he was awarded the highest Award for Valor (Golden Medal for Bravery). Fortunately for him and for us, he survived and now, as a famous architect, he has designed this temple of love and mercy, that embraces the sacrifice not only of our Marines, but of all the Soldiers of Italian Social Republic fallen in the Second World War.



The withdrawal of the survivors up to the logistic base of La Spezia was long and difficult and, unluckily, there were many losses, due to air attacks; then, for the preparation of the units the area near Ivrea and Cuneo (in Piedmont), but that was e wrong and rash decision, because in both areas there were many guerrillas, belonging to various political parties. These young were not ready for a situation like that; they didn’t expect to be shot at by fellow countrymen. So they were forced to start a civil war, which is the worst thing that could happen in a country, as long as the people who took part in it are still alive. So for the first time in Italy, a unit that came from the front with more than one third of fallen marines, had to cope with the worst cowardliness: the ambush. So, in Ozegna, its commander, Captain Umberto Bardelli, was killed with his escort, after having tried, maybe naively, to talk about patriotism with his killers. This episode was crucial for the future behaviour not only of “Barbarigo”, but of the whole Decima: from that moment on the main target would have been fighting against the Anglo-American enemies, not against other Italians, notwithstanding this, there could be no mercy for everyone who had killed the defenders of Honour and the Country: we had to revenge our Dead and we did it. Luckily, the period spent in Piedmont was short, because Commander Borghese understood the great importance of defending Venezia Giulia, with the aim of preserving this region from being annexed on one hand to Germany and on the other hand to Slav countries after the War.

The Battalion that came to Gorizia was really different from the one that was sent on the front of Nettuno: it was strengthened by adding a 81mm Mortar Coy and a HMG Coy, the command was improved by the arrival of a group of Italian Alpine Troop Officers and of Bersaglieri, all of them were seasoned veterans. Moreover, veterans from Nettuno were present, commanding the young and unexperienced recruits, all volunteers. The result of those efforts was a steady and extremely disciplined unit, so that this time the losses were far less than in the past battles.

Two battles have to be mentioned: the first one was held in Chiapovano, where, in a situation like the one occurred to the “Fulmine” Bn. In Tarnova, the “Barbarigo” managed to fight outside built-up areas, without being surrounded and inflicting many losses to the enemies; the second one, far more important, was the battle of Monte San Gabriele. On that mountain, while the “Fulmine” was sacrificing itself in Tarnova, the “Barbarigo”, during an horrible night, in rockiest climatic conditions, crushed down an attack of a whole Slav brigade and, thank to the heroic sacrifice of the most loved of its officer, Alpine Troop Lieutnant Alberto Piccoli, saved the town of Gorizia. Mount San Gabriele was the last bulwark to defend Trieste. And now we come to the last glorious page written by the “Barbarigo”, the South Front against the Allies, the withdrawal with duties of rearguard and the surrender with full military honors by the English Army.

At that time, the “Barbarigo” had to cope with serious difficulties: the enemy was numerically far stronger, the Bn. had no logistical support, no vehicols and means of transmission, constantly under air fire, but it was capable of sustaining successfully rearguard combats on a wide front, that would have required at least a whole Division to be filled, and not just a Battailon! And precisely this disproportion between the low number of marines and the dimension of the space to be controlled makes this venture of the “Barbarigo” exceptional, it was really heroic because it was desperate. An example of this is that German General von Schwerin wanted to express all his admiration for the value of the “Barbarigo” Marines: while he was passing one of our Rifle Coys, he stopped his car to get down and, standing at attention, greeted each of the Marines who were marching in front of him. And, when everything was over, the military honors given by a picket of the English Army near Padua the 1st of May 1945 sealed their epic odyssey.

The man who is talking to you is an Officer in s.p.e. of the Italian Army, who has had command functions for 43 years, da Sottotenente a Generale di Divisione avendo alle sue dipendenze, in pace ed in guerra, soldati di tutte le Armi, Specialità e Servizi. After the 8th of September 1943, I had the privilege to command during a combat the “Barbarigo boys” and I can assure you that I have never had better soldiers under my command, for their generosity, self sacrifice, utter devotion to the Duty, love for their Country, concern for those Ideal Values that allow a man to offer even his own life, being capable, at the same time, to preserve the enthusiasm, joy and easygoing youth exuberance.
In conclusion, I would like to ask a question to you: how many boys and girls in our Country today would really be ready to risk their own life to defend it the way Marines and Auxiliaries of “Barbarigo” did?

This difficult answer is up to you.

The President of the Association

General Giorgio Farotti

martedì 11 dicembre 2007

IL CAMPO DELLA MEMORIA

Il Campo della Memoria

Parole e immagini dal Cimitero di Guerra del Battaglione Barbarigo a Nettuno

A cura del Generale Giorgio Farotti

Il presente libro ripercorre la storia del Campo della Memoria, dal progetto nel 1987 alla sua realizzazione quale complesso monumentale, sino alla sua trasformazione in Cimitero di Guerra dei caduti del Btg. “Barbarigo”, in carico al Commissariato per le Onoranze ai Caduti in Guerra del Ministero della Difesa nel 1999, alla cerimonia militare per la traslazione dei resti del Comandante Umberto Bardelli e di sessantacinque Marò nel giugno 2005, cerimonia nella quale, per la prima volta dalla fine del Secondo Conflitto Mondiale, un plotone di fanti dell’Esercito Italiano sul “presentat-arm” ha riconosciuto Loro, in modo esplicito ed ufficiale, la medesima dignità di soldato di ogni altro combattente degli eserciti che nel 1944 si fronteggiarono sulla testa di ponte di Anzio e Nettuno.

104 pagine, ill.to in b/n, F.to 17x24. Prezzo Euro 16,00.

BRIEF SUMMARY IN ENGLISH INCLUDED

Per ordini e informazioni:

E-Mail ars_italia@hotmail.com

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Rara foto in divisa da Ufficiale della Regia Marina

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
A Nettuno, nel Btg. Barbarigo della Xa MAS

Il Comandante Bardelli

Il Comandante Bardelli
Assieme ai suoi marò del Barbarigo

Decima MAS

Decima MAS
Ufficiali del Btg. Maestrale (poi Barbarigo): Tognoloni, Cencetti, Posio, Riondino...

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano

MAS a Nettuno affondano un Pattugliatore americano
L'azione di Chiarello e Candiollo in copertina all'Illustrazione del Popolo del 19 marzo 1944